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Il 2 agosto 2010 entrava in vigore il cosiddetto “trattato di Oslo” per la messa al bando delle bombe a grappolo.

Ventuno nuovi paesi che hanno aderito, uno che ha direttamente ratificato il testo, oltre 598.000 bombe a grappolo e 64 milioni di sub munizioni eliminate: per il primo anniversario dell’entrata in vigore del Trattato per la messa al bando delle bombe a grappolo, noto anche come Convenzione di Oslo, il bilancio è più che positivo ma la strada verso la completa eliminazione delle cluster bomb è ancora lunga.

A un anno dall’entrata in vigore del testo giuridicamente vincolante – che vieta la produzione, l’uso e la vendita all’estero di ordigni responsabili della morte di decine di migliaia di civili oltre ad impegnare gli Stati a fissare scadenze per la distruzione delle loro riserve nazionali – più di 350 organizzazioni non governative di 50 paesi riunite nella Coalizione mondiale contro le cluster (Cluster munition coalition, Ccm) hanno dato il via a una serie di iniziative sul tema “Raggiungi il gruppo!” (Join the team!), sottointeso dei 109 Stati che finora hanno aderito alla convenzione, di cui 59 l’hanno già ratificata.

La Coalizione ha anche invitato tutti i paesi a partecipare dal 12 al 16 settembre prossimo alla seconda conferenza sulle bombe a grappolo che si terrà a Beirut (Libano). La ‘Campagna italiana contro le mine’ ha invece deplorato negli ultimi mesi l’utilizzo di cluster bomb da parte della Thai military in Cambogia e delle truppe di Muammar Gheddafi a Misurata, in Libia.

Fonte: www.misna.org

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