[ilink url=”https://famvin.org/es/2017/09/01/organizando-nuestro-servicio-%E2%80%A2-una-reflexion-semanal-con-luisa/?noredirect=es_ES”]Leggi in spagnolo[/ilink]

Mia carissima sorella, prego Gesù, nato in questo mondo e unico oggetto del nostro amore, a essere la tua forza e la tua consolazione all’inizio di questo nuovo anno.[…] Ho appena ricevuto la tua cara lettera e ripeto quello che ti ho già detto riguardo all’insegnamento del catechismo. […] Temo che il metodo di catechesi di suor Julienne non sia chiaramente compreso. […] La scorsa estate due o tre eretici che vivono a Saint-Denis sono stati convertiti. Dio sa che è un numero considerevole per quel distretto. Il nostro Signore ha sempre proibito ai suoi Apostoli di parlare di ciò che stava facendo. […] Se è giunto il momento che il lavoro che da molto tempo le Figlie della Carità hanno fatto nel nascondimento, sia fatto in piena luce , benedetto sia il Suo Santo Nome! […] Per quanto riguarda i soldati convalescenti, credo, mia cara sorella, che sarebbe saggio metterli in un angolo di uno dei tuoi reparti o in un altro luogo dove esiste un’uscita accessibile. Sai quanto è importante e sei consapevole del divieto delle Regole contro il rimanere in compagnia degli uomini (SLM, lettera 650).

Riflessione:

  1. La Fère era una piccola città, ma strategicamente situata nel sud della Piccardia, vicino al confine tra la Francia e i territori dell’Impero austriaco, continuamente in guerra. I re di Francia avevano stabilito a La Fère un ospedale per i soldati feriti nelle battaglie incessanti e per i soldati convalescenti, raggruppati in uno degli angoli della stanza.
  2. Gli ospedali erano una stanza ventilata da finestre in cima alle pareti. I letti erano allineati in tre file, accanto alle pareti e al centro. Ad un’estremità fu eretto un altare per celebrare l’Eucaristia e mantenere il Santissimo Sacramento diventando una sorta di cappella. E nelle chiese solo i sacerdoti potevano parlare e, eccezionalmente, solo uomini, ma non donne. Suor Juliana ha infranto questa regola spiegando il catechismo, con il consenso di Santa Luisa de Marillac.
  3. Ma questa lettera ha un’altra grande importanza: scritta solo due mesi prima della morte della santa, quando già sentiva mancare le forze, lei però non aveva perso le energie per programmare il nuovo anno che stava per iniziare.
  4. Organizza il servizio in ospedale e per le strade della città; organizza catechesi, spezzando senza paura i tabù che dominavano la società; si basa sulle regole scritte che dirigono la vita delle Suore; sospende il criterio vincenziano di fare tutto nell’umiltà e senza attirare l’attenzione, ma mantenendo sempre le Regole, sulle relazioni con gli uomini, allora temute.
  5. Questo è un insegnamento forte per incoraggiare e organizzare tutti noi, Vincenziani, nella collaborazione e nel servizio apostolico di questo nuovo anno 2017-2018 che inizia a settembre.

Domande per il dialogo:

  • Vi incontrate per programmare il nuovo corso 2017-2018? Cosa cercate? La luce personale, il vanto dell’Associazione, il benessere dei poveri o la gloria di Dio?
  • Come buon/a Vincenziano/a, ti prendi cura solo del compito affidato a te o di ogni esigenza e di ogni persona povera che incontri nella vita?
  • Nel ramo vincenziano a cui appartieni, ci sono energia, coraggio e sogni per continuare? Cosa ti insegnano San Vincenzo, Santa Luisa e il Beato Ozanam?

 


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