XXVIII domenica del Tempo Ordinario B

da | Ott 13, 2012 | La Parola per la Chiesa | 0 commenti

XXVIII domenica del Tempo Ordinario B

Di p. Giorgio Bontempi C.M.

Sapienza 7,7 – 11

Dal Salmo 89

Ebrei 4,12 – 13

Marco 1017 – 30

 

 

Lectio

 

La Sapienza, nella Bibbia, è Dio. Colui che si può ritenere sapiente è la persona che compie la volontà del Padre, che è al di sopra di tutto e di tutti.

Alla ricerca della volontà di Dio erano anche i rabbini all’interno del popolo ebraico, sia prima della nascita di Gesù, sia durante la sua vita, che nei secoli seguenti. Infatti i rabbini si ponevano le domande fondamentali: “chi è il mio prossimo?; qual è il primo comandamento?; che cosa debbo fare per ottenere la vita eterna?; ecc..”

Il vangelo risponde, questo significa che Gesù, che è il messia atteso, è l’unico che può rispondere alla domande fondamentali che albergano nel cuore dell’uomo; è l’unico che può dare senso alla vita di una persona.

Il “tale” che gli si getta ai piedi ha tutte le migliori intenzioni, ma si aspetta una risposta che lo soddisfi, che non lo muova dalle sue abitudini. Questi si è reso conto che la “religione dell’obbedienza, della paura di Dio” non paga: è deluso della sua vita da osservante Gesù gli propone di essere una persona libera, cioè liberata dalla vera libertà che, come dice il vangelo, rende veramente liberi: seguire Cristo. Ma questi ha molti beni e….rifiuta.

Infine il vangelo sottolinea che la sequela del Signore ci conduce ad avere un rapporto giusto con le persone e le cose, un rapporto senza dipendenze che schiavizzano.

 

Meditatio

…se ne andò afflitto, perché aveva molti beni! Il vangelo sottolinea che questo tale non era felice, perché aveva molti beni, ma triste, perché quei beni gli hanno impedito di seguire il Signore. Quali sono questi beni che, a noi persone qualunque e non possidenti di grandi fortune, possono impedirci di seguire il Signore?

 

Proviamo ad elencarne alcuni:

Intanto partiamo dal concetto che ogni cristiano deve, non può, seguire la volontà del Padre, ogni giorno cercare che cosa il Signore voglia da lui!

Stabilito questo, ogni volta che non ci preoccupiamo di compiere la sua volontà siamo come quel tale, che se ne andò via afflitto.

La famiglia: quando condiziona i giovani a fare scelte che convengono, secondo un modo di pensare: lavoro redditizio, scelta matrimoniale o convivenza ecc…questa è la ricchezza che genera infelici. E se il giovane fosse chiamato ad essere prete, monaco, suora, monaca ecc….? che cosa succederà? Succederà che avremmo creato un infelice, con un buon posto, una bella moglie, i figli, tanti soldi, ma un infelice, perché non ha ascoltato ciò che il Padre voleva da lui.

Anche tra i preti ed i religiosi si possono trovare gli infelici perché, al contrario, non hanno ascoltato la voce del Padre ed hanno scelto una via che non era la loro. Questo li ha portati ad essere tristi, ad attaccarsi ad un luogo e non essere disponibili all’obbedienza; oppure ad attaccarsi al denaro o ad altro, che non li rende disponibili alle esigenze della loro comunità, perché inamovibili

Il rapporto con le cose, specialmente il denaro, quando di questo si fa l’unica ragione di vita. Intendiamoci, il denaro è importante ed è necessario, ma non dev’essere lo scopo della vita, perché quando si è amati per quello che si ha in tasca, in realtà si è usati dagli opportunisti.

Quindi se desideriamo essere felici cerchiamo di compiere la volontà del Padre ed insegniamo questo ad i nostri figli.

 

Buona domenica.

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