Seconda domenica di Pasqua B

da | Apr 14, 2012 | La Parola per la Chiesa | 0 commenti

Seconda domenica di Pasqua B

Di p. Giorgio Bontempi

Atti 4,32 – 35

Dal Salmo 117

1 Giovanni 5,1 – 6

Giovanni 20,19 – 31

 

 

Lectio

 

I vangeli non forniscono informazioni sulla risurrezione di Gesù, ma sono catechesi che introducono la prima comunità cristiana alla comprensione della risurrezione e all’incontro con Cristo per i cristiani di ogni epoca.

Il brano del vangelo odierno ammonisce la comunità cristiana, dalla tentazione di cercare e toccare il corpo di Gesù. Dopo la risurrezione egli vive nella condizione di cui godeva, prima dell’incarnazione, cioè nella gloria del Padre: in paradiso.

Giovanni precisa che: il risorto non è un fantasma, non è simile agli dei della mitologia, ma è la stessa persona che subì la morte di croce sotto Ponzio Pilato; il risorto s’incontra il primo giorno dopo il sabato (la domenica), quando la comunità si riunisce per celebrare l’eucaristia.

Si tratta della stessa comunità cristiana di cui parla la prima lettura. Un gruppo in cui ogni appartenente, si prende cura della situazione materiale e spirituale degli altri, per rendere effettivo il vangelo (seconda lettura).

 

Meditatio

 

L’episodio di Tommaso è diventato, nella letteratura comune, sinonimo di colui che vuole vedere prima di credere. Questo perché, fino a che gli studi biblici non hanno potuto adottare il metodo storico critico, si pensava che i vangeli fossero dei resoconti sulla vita di Cristo, che fornissero informazioni sulla risurrezione, sull’aldilà ecc…questo metodo era adottato non solo per il Nuovo Testamento, ma anche per l’Antico Testamento. Lo Spirito Santo, che è stato l’autore del Concilio Vaticano II, ha aperto la teologia e gli studi biblici, all’apporto delle scienze umane. Questo ha portato a comprendere il vero senso della Scrittura, cioè: chi ha redatto il brano e in quale epoca; quali erano i primi destinatari e a quali domande il brano intendeva rispondere. Solo previe queste informazioni possiamo attuare una Lectio corretta da cui ne deriva una corretta Meditatio.

 

Premesso quanto sopra, la Parola di Dio di questa domenica intende guidarci alla scoperta del Risorto. Questi lo s’incontra nella comunità, specialmente quando questa si riunisce la domenica per celebrare l’eucaristia, in cui con parole e gesti, diciamo che Egli – il Risorto – è presente nella comunità radunata, nella proclamazione della Parola (di cui il Lezionario e l’Evangeliario sono il segno. Questa è la ragione perché questi due libri vanno trattati con ogni cura) e nel pane e nel vino, che vengono tramutati dallo Spirito Santo nel Cristo risorto.

 

Un cristiano, una comunità parrocchiale e religiosa, attua ogni celebrazione liturgica nella misura in cui vive la carità, sia al suo interno che all’esterno. Per cui la liturgia non serve per aumentare la grazia, ma per dire ciò che la Chiesa è e ciò che intende essere nel suo cammino dietro al Signore che la conduce all’incontro con il Padre.

 

Buona domenica.

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