Una Veglia di preghiera proposta dalla JMV Italia in occasione dell’anniversario della prima apparizione a S. Caterina Labourè, da pregare tutti insieme il 18 luglio 2018

Apparizione della Vergine Maria a Santa Caterina Labourè 18 luglio 1830

 

G. In questa notte ci ritroviamo per orientare il nostro sguardo verso Colei che ci ha chiamati ad essere giovani dal cuore grande e per pregare insieme per l’umanità ricordando la prima apparizione della Vergine Maria a santa Caterina Labouré avvenuta nella notte tra il 18 e 19 luglio del 1830.

Ma perché la Madonna le è apparsa e perché appare ancora nel nostro secolo? Perché Colei che ha legato il suo destino a quello di suo Figlio e, attraverso di Lui, a quello della comunità dei salvati, non può restare da parte. Con il suo fervore e il suo amore materno, trasmette la luce alla Chiesa che attraversa le prove di questo mondo. L’uomo non è mai solo perché Dio gli si fa concretamente vicino, anche con le apparizioni della Vergine, che si occupa dei fratelli di Gesù, ricordando loro, in ogni epoca, di fare “Qualsiasi cosa ci dica”. In questo consiste la vita, il significato, l’affermazione di ogni uomo: fare ciò che Gesù ci dice.

Canto iniziale

C. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

T. Amen

C. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi.

T. E con il tuo spirito.

C. Maria è sempre accanto a noi, la sua vicinanza ci aiuta a vivere con entusiasmo e con responsabilità il nostro quotidiano: il lavoro, la scuola, la famiglia, gli amici, la fede.

Ripetiamo insieme: Prega per noi, tenera Madre.

 

– In ogni attimo della nostra giornata. R.

– Perché qui e adesso siamo chiamati ad amare la vita. R.

– Perché comprendiamo che la santità non consiste nel fare cose straordinarie, ma nel fare straordinariamente bene le cose ordinarie. R.

– Perché da soli non ce la possiamo fare. R.

C. O Dio d’infinita sapienza, tu hai scelto come Madre del Salvatore la beata Vergine Maria, eccelsa tra gli umili e i poveri di Israele; fa’ che accogliendo con fede viva la tua parola impariamo anche noi a riporre solo in te ogni speranza di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen

GC’è un riferimento evangelico che ci permette di intravedere la ricchezza della preghiera di Maria ed è l’affermazione: «Maria, custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore». Si trattava dei misteri della vita di Gesù, delle cose che si dicevano e che accadevano riguardo al Figlio suo e la Madonna ascolta, è attenta ai segni, riflette, medita e contempla. Anche noi, come lei, predisponiamo il nostro cuore all’ascolto della Parola. Attraverso il racconto delle nozze di Cana, oggi Maria ci invita a fidarci di Gesù. Ripeterà lo stesso invito apparendo a Santa Caterina Labouré, a Parigi, nel 1830. Ci poniamo in ascolto della Parola …

Dal vangelo secondo Giovanni (2, 1-11)

Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.  Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno vino”. E Gesù le rispose: “Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora”. Sua madre disse ai servitori: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le anfore”; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto”. Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora”. Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

 G. Recitiamo la preghiera a cori alterni

 

O Maria, donna attenta,Risultati immagini per apparizioni a santa caterina labourè

concedici di essere sensibili

ai bisogni degli altri.

 

Apri i nostri occhi

alle necessità del mondo.

Rendi i nostri orecchi accoglienti

al grido di aiuto dei poveri.

 

Dilata i nostri cuori

alle dimensioni dei bisogni

di quanti ci vivono accanto.

 

Aiuta anche noi

come i servi di Cana

a fare quanto Gesù ci dirà.

Amen.

G. Ci poniamo ora in ascolto delle parole della Vergine Maria …

Caterina Labouré nasce a Fain-les-Moutiers, un villaggio nella regione francese della Borgogna nel 1806. A dodici anni riceve la prima Comunione e da quel giorno decide di consacrare la sua vita a Dio. Il 21 aprile 1830 entrò come novizia dapprima a Chatillon-sur-Seine e poi nel convento parigino di rue du Bac: la sede che diventerà poi famosa per i fatti prodigiosi in essa avvenuti. La stessa Caterina così descrive le apparizioni:

L1: «Venuta la festa di San Vincenzo [il 19 luglio] la buona Madre Marta [direttrice delle novizie] ci fece alla vigilia un’istruzione sulla devozione dovuta ai Santi e specialmente sulla devozione alla Madonna. Questo mi accese un così grande desiderio di vedere la Santissima Vergine, che andai a letto col pensiero di vedere in quella stessa notte la mia buona Madre Celeste: era tanto tempo che desideravo vederla. Essendoci stato distribuito un pezzettino di tela di una cotta di San Vincenzo, ne tagliai una metà e l’inghiottii. Così mi addormentai con pensiero che San Vincenzo mi avrebbe ottenuto la grazia di vedere la Madonna. Alle undici e mezzo mi sento chiamare per nome:

L2: «Suor Labouré! Suor Labouré!»

L1: Svegliatami, guardo dalla parte dove veniva la voce, che era dal lato del passaggio del letto, tiro la cortina e vedo un Fanciullo vestito di bianco, dai quattro ai cinque anni, il quale mi dice:

L2: «Vieni in cappella; la Madonna ti aspetta».

L1: Mi venne subito in mente: Mi sentiranno! Ma quel Fanciullino è pronto a rispondermi:

L2: «Stai tranquilla: sono le undici e mezzo e tutti dormono profondamente. Vieni, ti aspetto».

L1: Il Fanciullo mi condusse nel presbiterio accanto alla poltrona del Signore Direttore, dove io mi posi in ginocchio, mentre il Fanciullino rimase tutto il tempo in piedi […] Finalmente giunse il sospirato momento. Il Fanciullino mi avvertì, dicendomi:

L2: «Ecco la Madonna, eccola!»

L1: Sentii un rumore come il fruscio di vesti di seta venire dalla parte della tribuna, presso il quadro di San Giuseppe, e vidi la Santissima Vergine che venne a posarsi sui gradini dell’altare dal lato del Vangelo. […] Dire ciò che provai in quel momento e ciò che succedeva in me, mi sarebbe impossibile. Mi sembrava di non riconoscere la Madonna. Quel Fanciullino mi parlò allora non più con voce di bambino, ma d’uomo alto e robusto, e disse parole forti. Io, guardando la Santissima Vergine, spiccai allora un salto verso di Lei, ed inginocchiandomi sui gradini dell’altare, appoggiai le mani sulle ginocchia di Maria. Fu quello il momento più dolce della mia vita».

G. Caterina Labouré è stata svegliata dal sonno dal suo Angelo Custode per farla incontrare con la santissima Vergine Maria. Questa sera, con tanta fede, invochiamo i nostri Angeli e affidiamoci a loro, affinché ci conducano all’incontro con la Madre di Dio e madre nostra.

Preghiera Corale

Mio carissimo Angelo Custode,

ti prego di svegliare anche me dal sonno dell’apatia,

dal sonno del rimandare sempre al domani,

dal sonno del dolce far niente e,

con insistenza, ti prego di prendermi per mano

e di accompagnarmi alla presenza materna

della Beata Vergine Maria,

perché anche io, inginocchiato

e con le mie mani poggiate sulle sue ginocchia,

possa dirle: Ti voglio bene!

 

 L1: «La Santa Vergine mi disse come dovevo comportarmi con il mio direttore spirituale e mi confidò parecchie cose.

L3: «Il buon Dio, figlia mia; vuole incaricarvi di una missione. Essa sarà per voi fonte di molte pene, le supererete pensando che sono per la gloria di Dio. […] I tempi sono cattivi. Molte disgrazie stanno per abbattersi sulla Francia; il trono sarà rovesciato. Il mondo intero sarà sconvolto da ogni specie di male, ma venite ai piedi di questo altare. Qui le grazie saranno sparse su tutte le persone che le chiederanno con fiducia e fervore: saranno sparse sui grandi e sui piccoli […] Verrà un momento in cui il pericolo sarà grande e tutto sembrerà perduto, ma io sarò con voi; abbiate fiducia».

L1: Quanto tempo restassi con la Madonna, non saprei dire: tutto quello che so è che, dopo di avermi lungamente parlato, se ne andò scomparendo come ombra che svanisce, dirigendosi verso la tribuna, per quella parte da cui era venuta. […] Tornata a letto, sentii suonare le due e non ripresi più il sonno».

G. A Parigi, nel cuore della città, si trova la Rue du Bac. Al numero 140, un robusto portone di colore scuro, aperto fin dalle prime ore del mattino, permette ogni giorno il passaggio di migliaia e migliaia di pellegrini accomunati da uno stesso programma: pregare nella Cappella della Medaglia Miracolosa. Il movimento frenetico della città scompare come per incanto appena oltrepassata la soglia di quel portone. Nessuno parla; sarebbe davvero una stonatura rompere quell’atmosfera così satura di sacro. C’è invece una spinta interiore che viene da quell’imperativo: “Venite ai piedi di questo Altare”. Quando puoi finalmente accedere nella Cappella della Medaglia Miracolosa, senti che hai momentaneamente rotto i ponti con tutto ciò che continua a muoversi e ad agitarsi all’esterno. Ti trovi subito in compagnia di centinaia di altre persone venute lì, come te, solo per pregare. A questo punto, ti succede una cosa strana, ma nello stesso tempo molto bella. Senti che anche tu sei coinvolto in quelle invocazioni presentate a Dio, senti che anche tu sei chiamato ad aggiungere la tua voce per implorare grazie per tutti. E così la preghiera non si ferma più a te stesso e alle tue attese, ma diventa corale. Non sei più capace di pensare al tuo mondo, importante quanto vuoi, ma sempre di dimensioni limitate; gli spazi si allargano e cominci a pregare per tutti e con tutti. Un miracolo della fede e della carità legato certamente al luogo in cui ti trovi, ma anche a una storia cominciata 184 anni fa, mai interrotta e oggi più viva che mai.

Breve momento di silenzio e riflessione del celebrante

G. Ora ognuno di noi unirà la propria preghiera a quella dei fratelli qui presenti e a quella di tante persone sparse nel mondo che hanno le proprie grazie da chiedere, i propri problemi da superare, la speranza che qualcosa cambierà; ma anche tanta voglia di ringraziare la Madonna per la sua protezione materna. Andiamo ai piedi di questo altare e, tenendo a mente la nostra richiesta, depositiamo un granello di incenso che, insieme alla nostra voce, salirà fino al cuore di Dio.

 Durante il gesto si esegue un canto

G. C’è un fatto che nella vita della Madonna ha un’importanza fondamentale: la Madonna pregava, la Madonna impersona la preghiera della Chiesa, la preghiera della Sposa innamorata di Dio, la preghiera della Contemplativa. Di preghiere della Madonna tra le tante ne conosciamo una in particolare, il “Magnificat”: è la preghiera del contemplativo, del discepolo di Gesù. Pregare per glorificare Dio, per proclamare la sua gloria e la sua misericordia, per inebriarci della sua beatitudine, per anticipare il cielo. La preghiera non è tanto un insieme di pratiche di pietà, ma è una dimensione vitale dello spirito, è il respiro dell’anima, è il palpito del cuore. La continuità del respiro e del palpito esprime bene come il cristiano debba pregare: non fare la preghiera ma essere preghiera.

C. O Padre, in lei, Madre Immacolata del Redentore, tu ci offri il modello della santità feconda nello Spirito e della potenza di intercessione a favore dell’umanità peccatrice. Con questa certezza, ti rivolgiamo la nostra preghiera.

L. Preghiamo insieme dicendo: Signore, insegnaci a pregare

La Chiesa ha il compito di rivolgere al Padre l’incessante preghiera di Cristo per gli uomini. Aiuta, o Signore, noi e tutte le comunità cristiane a celebrare con fede sempre viva e attuale la liturgia di ogni giorno. Preghiamo

Nella preghiera il dubbio si fa chiarezza, la paura diventa fiducia, l’ansia si trasforma in abbandono. Aiuta tutti i giovani, Signore, a sperimentare la forza rinnovatrice e benefica della preghiera. Preghiamo

Oggi più che mai si avverte il bisogno di realizzarsi nella felicità. Invadi, o Signore, il cuore di tutti gli uomini, in modo particolare quello di noi giovani, affinché possiamo riscoprire in Te la fonte unica della gioia. Preghiamo

Preghiere spontanee …

  1. Recitiamo insieme la preghiera alla Vergine della Medaglia Miracolosa:

«0 Maria concepita senza peccato,
prega per noi che ricorriamo a te. »

É la preghiera che tu, o Maria,

hai ispirato a Santa Caterina Labouré

e tale invocazione, incisa sulla Medaglia,

è ora portata e pronunciata

da tanti fedeli in tutto il mondo! […]
Tu sei benedetta tra tutte le donne!
Vergine Santa sei stata associata

intimamente all’opera della nostra redenzione,

unita alla croce del Salvatore;

il tuo cuore è stato trapassato,

accanto al Suo Cuore ed ora nella gloria del tuo Figlio,

non cessi di intercedere per noi poveri peccatori.
Veglia sulla Chiesa di cui sei Madre,

veglia su ciascuno dei tuoi figli.

Ottieni da Dio per noi,

le grazie simboleggiate dai raggi di luce,

che escono dalle tue mani aperte,

con la sola condizione che te le chiediamo

con la fiducia, il coraggio, la semplicità di un bambino.
Così ci conduci incessantemente verso il Tuo Divin Figlio.

Giovanni Paolo II (1980)

C. Sii benigno, Signore verso il popolo che ti prega; non guardare a noi indegni tuoi servi, ma alla Vergine Maria, Madre di misericordia, che tutto ottiene dal tuo cuore di Padre. Per Cristo nostro Signore.

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T. Amen

BENEDIZIONE FINALE

Canto finale

 


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