L’agenzia formativa delle Figlie della Carità di Rivoli

Logo dell’Agenzia Formativa

La bellezza non è nel viso è nella luce del cuore». «Come posso controllare la mia vita quando non riesco a controllare i miei capelli?».

Sono i pensieri di Vittoria e Tania, due allieve sedicenni del corso di formazione professionale per acconciatori dell’agenzia formativa «Salotto e Fiorito»: li abbiamo letti sui post-it appiccicati sugli specchi nella postazione di lavoro per parrucchieri dove le due ragazze, insieme ai compagni dell’ultimo anno del corso di qualifica professionale, si sono cimentati, sabato scorso, nella giornata di «laboratorio aperto». Gli allievi si sono impegnati a mettere a frutto con potenziali «clienti vere» (mamme, papà, nonne, zie, amiche e sorelle e fratelli ma anche gli insegnanti) l’arte dell’acconciatura appresa nelle ore di tirocinio.
Il «Salotto e Fiorito», ente formativo delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli (certificato e accreditato presso la Regione Piemonte che eroga gratuitamente corsi di formazione professionale  finanziati da Fondo sociale europeo, ministero del Lavoro e Regione Piemonte) da 60 anni insegna un mestiere ai giovani.

Una studentessa dell’Agenzia Formativa Salotto e Fiorito

Gli allievi hanno un’età che va dai 13 anni dell’obbligo formativo agli adulti che necessitano di riqualificazione e frequentano i corsi nella sede di Rivoli, in via Grande 15 e da qualche anno anche a Pianezza in via San Pancrazio 65. Ed è proprio in questa sede che si è allestito un grande salone di acconciature dove gli allievi, per una mattina, hanno sperimentato – dall’accoglienza del cliente al congedo, passando per il taglio e l’acconciatura – ciò che dovranno affrontare in un negozio vero.
«Abbiamo festeggiano lo scorso anno i 60 anni dall’istituzione della nostra agenzia formativa» spiega la direttrice suor Giustina Boggione «e oggi come allora la nostra formazione professionale è attenta non solo ad insegnare un mestiere – gli allievi che escono dalla nostra scuola trovano un lavoro per il 90% dei casi – ma anche alla loro persona, ai loro desideri, ai dubbi alle speranze».  Di qui il lavoro in classe sulla ’vocazione’ alla scelta lavorativa (sia che si opti per il corso di acconciatori, estetista, arte bianca, sala bar o servizi turistica)» come hanno scritto Tania e Vittoria nei foglietti posti sugli specchi.
«La nostra agenzia eroga corsi di formazione a tutti i livelli, dall’obbligo formativo (circa 560 allievi) al post qualifica, post diploma o laurea, alla riqualificazione per disoccupati» precisa la vice – direttrice, suor Simona Biondin «i nostri allievi, oltre ad una preparazione di alto livello professionale, non imparano solo un mestiere ma cercano di capire come con il lavoro possono dare il proprio contributo a migliorare la nostra società, ad essere attenti alle persone, ai colleghi. La nostra passione educativa si ispira al nostro fondatore, san Vincenzo de’ Paoli che ci ha insegnato a dare il pane a chi ne ha necessità ma anche e soprattutto a insegnare ‘a fare il pane’: ecco il senso nel nostro impegno». E oggi, in un momento storico in cui «l’intelligenza nelle mani» e i mestieri sono molto richiesti dal mercato, l’attenzione educativa  soprattutto per le nuove generazioni è centrale per un ente di ispirazione cristiana. «I nostri allievi più giovani sono tutti nativi digitali, segnati dalla solitudine tipica delle nuove generazioni, molti di loro hanno alle spalle carriere scolastiche interrotte nella scuola dell’obbligo, famiglie in difficoltà, problemi personali.
Al Salotto trovano una casa, una famiglia e le motivazioni per tornare a credere nelle proprie potenzialità.
La maggior parte di loro trova un lavoro, molti dopo la qualifica si diplomano o si iscrivono all’università». «Il Salotto è una scuola di vita» conferma Maria Festa, insegnante di acconciatura: «diventare barista, estetista o parrucchiere non significa solo essere abile nel proprio mestiere ma implica buona educazione, reggere con il sorriso sulle labbra una giornata di lavoro in piedi, capacità di ascolto dei clienti che vengono nel nostro negozio non solo per un taglio di capelli ma per essere ascoltati magari in un momento difficile.
Per questo insegniamo ai ragazzi che l’atteggiamento giusto è quello del servizio perché chi si affida alle nostre mani prima di essere un cliente è una persona».


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