Un mese fa partivamo per il Simposio mondiale della Famiglia Vincenziana a Roma.

Iniziava il compimento di un sogno nato per strada, vissuto soprattutto in strada e che sulla strada ora continua. Un sogno promosso da un progetto che ha per protagonisti i nostri Amici senza dimora, la Comunità di Figlie della Carità che li ama e serve e, con loro, quella nuova, fresca, creativa realtà che è “La Carità di Santa Luisa” detta Charité, un’associazione di volontariato nata a Torino, sotto il patrocinio di San Vincenzo de Paoli in questo anno 2017, 400° del carisma vincenziano.

Una nuova realtà a cui nessuno pensava, solo il Signore sapeva e ne ha ispirato la costituzione.Siamo volontari vincenziani, organizzati in modo nuovo e con rinnovate modalità di servizio.Organizzati in modo nuovo perché la Charité comprende anche volontarie che si sono donate a Dio per il servizio dei più poveri, le Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, e volontari/e “esperti”, persone che sono state “senza dimora” ed hanno trasformato la loro povertà in risorsa arricchente per se stessi e per gli altri. Queste persone ora ridonano alla collettività il valore aggiunto dell’ esperienza vissuta, affrontata e superata anche grazie al cammino compiuto nel Centro di accoglienza vincenziana per e con persone senza dimora “Casa Santa Luisa” di Torino, dove opera la Charité.

Con rinnovate modalità di servizio perché i servizi della Charité sono per gli Amici senza dimora, vissuti con loro, e tra loro. I Volontari e le Suore si impegnano a coinvolgere queste persone non solo nel rimettersi in piedi e riprendere in mano la propria vita, ma anche ad essere loro stessi promotori  di altri Amici con meno risorse e strumenti utili per riconoscere la propria dignità umana e riconquistare un’effettiva cittadinanza. E se è vero che la Charité sostiene questi accompagnamenti realmente vincenziani fra gli Amici,“poveri che aiutano altri poveri”, è ancor più vero che guarda ed impara da loro, “nostri maestri”, come già affermava san Vincenzo.

Come ha scritto Papa Francesco alla FamVin: Lo Spirito fece di san Vincenzo uno strumento che suscitò uno slancio di generosità nella Chiesa. Ispirato dai cristiani delle origini, che erano «un cuore solo e un’anima sola» (At 4,32), San Vincenzo fondò le “Carità”, perché ci si prendesse cura dei più bisognosi vivendo in comunione e mettendo a disposizione i propri beni con gioia, nella certezza che Gesù e i poveri sono il tesoro prezioso, e che, come amava ripetere, «quando vai dai poveri incontri Gesù».”

Un mese fa partivamo per Roma.

E tutto è iniziato da Padre Thomaz Mavric CM, Superiore Generale della Famiglia Vincenziana, e da tre Sorelle FdC che in una dolce serata romana di fine primavera, per strada, parlavano fraternamente tra loro del Simposio annunciato dal Padre al mattino, nel convegno della Provincia San Vincenzo Italia FdC, e del lancio della campagna “FamVin Homeless Alliance” durante il Simposio. Una di loro è Consigliera della Provincia San Vincenzo Italia e Supervisor della Charité, una è la Suor Servente della Casa Provinciale di Roma, e la terza è una delle Sorelle FdC impegnate nel servizio della Charité a Torino. “Potremmo portare un gruppo di Amici senza dimora al Simposio! … potremmo viaggiare insieme con il pulmino della Charité … potremmo accoglierli in Casa Provinciale, come ospiti prediletti!”. Rientrate a casa, venne coinvolta anche la Visitatrice della Provincia San Vincenzo. E’ il sogno prendeva vita! Mesi di servizio e di immaginazione, l’invito agli Amici, la composizione dell’equipaggio per questa fantastica navigazione, gli ultimi preparativi pratici e siamo arrivati all’11 ottobre, con un pulmino colmo di gioia più che di bagagli. Due Figlie della Carità, della Comunità San Salvario di Torino e di Casa di Maria a Grugliasco (Torino), 4 Amici senza dimora fra i quali un Volontario “esperto” rifugiato del Gambia, un Amico della Repubblica Dominicana e due italiani (il 5° ha iniziato a lavorare pochi giorni prima ed ha firmato poi un buon contratto: “vai, ti portiamo con noi, ma il lavoro è più importante, certo!”).

Iniziava la più bella avventura… eccoci famiglia vincenziana “on the road”, in autostrada prima e poi a piedi e con i mezzi pubblici a Roma. Ci siamo raccolti per via, pranzo al sacco nell’area di servizio – con il thermos di caffè che non finiva mai! – , tanta musica, tanti racconti e poi il silenzio di chi sta bene insieme e sa di potersi riposare tranquillamente, protetto dall’attenzione e dall’affetto reciproci.

Roma, eccoci! Tre giorni da ricordare, da continuare a raccontare, con tante foto per mandarle a tutta la Charité in tempo reale e sentirsi tutti sempre più parte della nostra Famiglia Vincenziana… “Siamo noi”, dicono i nostri Amici!Quanti volti, quante nazioni, quanti luoghi ed opere d’arte da imprimere negli occhi e lasciarsene accarezzare il cuore. Quanti saluti, quante feste presentando i nostri Amici da Torino, e che meraviglia la Città Eterna assolata e con il cielo indaco senza una nuvola. Ci si contava per non perdersi fra gli 11.000 vincenziani presenti e la folla romana, ci si cercava con lo sguardo, ci si aspettava, ci si indicava a vicenda quel che era bello, interessante, originale, curioso… Per tre giorni la strada e le piazze sono diventate ospitali e allegro passaggio per i nostri Amici, loro che le conoscono per l’indifferenza del giorno e i rischi e il freddo della notte. Papa Francesco alla FamVin ha anche scritto:

Cosi siete chiamati a raggiungere le periferie della condizione umana, per portare non le vostre capacità, ma lo Spirito del Signore, “Padre dei poveri”. Egli vi sparge nel mondo come semi che germogliano in terra arida, come balsamo di consolazione per chi è ferito, come fuoco di carità per riscaldare tanti cuori raggelati dall’abbandono e induriti perché scartati.”

Insieme ai nostri Amici senza dimora, protagonisti prediletti, abbiamo salutato personalmente Padre e Madre Generali, e li abbiamo invitati entrambi a Torino, alla Charité di via Nizza 24! Ci siamo sentiti particolarmente coinvolti dalle parole che Padre Tomaz ha consegnato alla FamVin in chiusura del Simposio:

“Cerchiamo, insieme, modi nuovi e creativi per assistere il Povero. I nostri sforzi, le nostre difficoltà ed i nostri sogni condivisi non potranno fermarsi fin quando la Carità non avrà davvero raggiunto un livello globale… Il Carisma Vincenziano è uno stile di vita. Come stile di vita all’interno della Chiesa, è una via per la santità: la santificazione della nostra vita e quella degli altri. Possiamo definire la Famiglia Vincenziana come un movimento costituito da persone che appartengono ad uno specifico ramo della Famiglia, e da persone che invece, pur non appartenendo ad alcun ramo, si sentono ispirate dal cammino di San Vincenzo de Paoli, e lo realizzano nella loro vita. Questo movimento è ispirato al “volto di Cristo” scoperto e seguito da San Vincenzo de Paoli. Per lasciare che lo Spirito di Gesù si muova liberamente, per collaborare con Lui, dobbiamo lasciarci stupire al punto che nuovi rami – o gruppi dei rami già esistenti – possano essere fondati in futuro, in altre parti nel mondo.”

P. Tomaz Mavric, Superiore Generale e 25° successore di San Vincenzo de’ Paoli

Benediciamo il Signore, ringraziamo San Vincenzo e santa Luisa – sua principale, complementare collaboratrice e nostra patrona – , e tutti coloro che hanno reso possibile questa nostra avventura che sa di strada e di Cielo, adorando, accogliendo, andando, come ci ha esortato Papa Francesco e concludiamo il nostro racconto ancora citando la sua lettera alla FamVin:

“Chiedo per la Chiesa e per voi la grazia di trovare nel fratello affamato, assetato, forestiero, spogliato di vesti e di dignità, ammalato e imprigionato, ma anche dubbioso, ignorante, ostinato nel peccato, afflitto, offensivo, scontroso e molesto, il Signore Gesù. E di trovare nelle piaghe gloriose di Gesù il vigore della carità, la beatitudine del seme che morendo dà la vita, la fecondità della roccia ferita da cui scaturisce acqua, la gioia di uscire da sé e andare nel mondo, senza nostalgie del passato ma con la fiducia ben riposta in Dio, creativi dinanzi alle sfide di oggi e di domani perché, come diceva San Vincenzo, «l’amore è creativo all’infinito».”

Ringraziando la Divina Provvidenza, che cerchiamo sempre di seguire e non anticipare, possiamo dire che “La Carità di Santa Luisa”, detta Charité, è una piccola, semplice, evidente prova della creatività dell’amore di Dio.

A Lui ci affidiamo. A Lui chiediamo la Luce dello Spirito Santo per intraprendere i passi che ci condurranno verso i nostri Amici perché, con loro, attraverso la globalizzazione della Carità, possiamo aderire e perseguire il Suo sogno: “Io sono un Dio misericordioso. Io sono Misericordia e uso Misericordia verso i più poveri e abbandonati. Tu fratello, tu sorella, vuoi amarmi riconoscendomi nel volto sofferente del mio Figlio tanto amato, Gesù?”.

La Charité di Santa Luisa “il 24” Torino


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