Lettera del Superiore Generale alla FamVin in occasione della Festa della Medaglia Miracolosa

da | Nov 28, 2013 | Curia generalizia | 0 commenti

 

23 novembre 2013

Ai membri della Famiglia Vincenziana

 

La grazia e la pace di nostro Signore Gesù Cristo abitino il vostro cuore ora e sempre!

Cari membri della Famiglia Vincenziana,

Non è molto che ho ricevuto una lettera da una Figlia della Carità, la quale  desiderava condividere con me il suo pensiero su come possiamo noi, Famiglia Vincenziana, rispondere all’appello del Papa Francesco a pregare per la pace in Siria e in tutto il mondo valorizzando la nostra eredità storica: la Medaglia Miracolosa. Leggendo la sua lettera ho sentito che lo Spirito Santo parlava al mio cuore attraverso di lei. Ho chiesto alla Suora di approfondire il suo pensiero, di svilupparlo e di mandarmelo, affinché io potessi condividerlo con altri membri della Famiglia Vincenziana in occasione della Festa della Madonna della Medaglia Miracolosa. In questa lettera troverete le sue idee che io sostengo di tutto cuore e voglio raccomandare alla vostra meditazione e pratica.

Davanti alla statua della Nostra Signora della Medaglia Miracolosa, che insieme con quella del Crocefisso si trova senza dubbio in ogni cappella o chiesa vincenziana, spesso rifletto su quello che sta succedendo nel nostro mondo. Per tutta la terra si sente odore di male: dittatura del denaro, fobia di genere, traffico umano, abusi sessuali, estorsione, schiavitù moderna, violenza in ogni sua forma, fino ai conflitti di guerra. Il male causa molto rumore e provoca nell’uomo emozioni di paura. Si ripete lo scenario dell’inizio dell’umanità, quando Adamo ha detto a Dio: “Ho sentito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”. (Gen 3, 10) Anche oggi l’uomo ha paura di Dio. Ha paura delle sue chiare esigenze. Accetta più volentieri le seducenti e nebbiose proposte del Maligno, sebbene avverta che siano ingannatrici e mirano alla schiavitù. Il racconto dell’inizio della creazione riportato nel libro della Genesi, però, non consiste solo nella descrizione del peccato. Ci troviamo, anche, la promessa della speranza per l’umanità! Nostra Signora della Medaglia Miracolosa è l’espressione concreta di questa speranza, perché presenta una Donna vestita di sole che calpesta la testa del serpente. Questa immagine ci assicura che Dio ha sempre la soluzione pronta per la nostra situazione, per quanto brutta essa sia.

Spesso mi sorprende una realtà: dappertutto nel mondo troviamo varie e bellissime immagini della Madonna in diverse riproduzioni,  ma l’immagine della Virgo Potens con il globo è l’eredità della nostra Famiglia Vincenziana. L’immagine della Virgo Potens che calpesta la testa del serpente strisciante sulla terra ha un grande significato. Contro il rumoroso e astuto male non si combatte solo con i mezzi umani, ma in silenzio con i “modesti” mezzi di Dio e con grande fiducia nel suo aiuto. Sento come un’esigenza urgente, che tutti noi ci apriamo a quest’offerta di Dio che noi già possediamo.

A Parigi, in rue du Bac, il 27 novembre 1830, durante l’apparizione a Santa Caterina, la Madonna ha mostrato il suo ruolo nel progetto della salvezza. Ha chiesto che venisse coniata una medaglia secondo le sue istruzioni. Nella prima immagine la Madonna stava sul globo. Sotto i piedi aveva il serpente di colore verdastro con macchie gialle. Nelle mani teneva un globo d’oro con una piccola croce. Santa Caterina ha notato il colore verde del serpente con le macchie gialle serpeggiante sulla terra. In questi colori è ben mascherato: è difficile riconoscerlo nel terreno della nostra vita.

Padre J. Eyler, CM, nel libro “L’Immacolata e la sua Medaglia” dice che quando analizziamo il contenuto dell’apparizione della Madonna riconosciuta dalla Chiesa, non dobbiamo cercarlo solo nelle sue parole. Le parole sono accompagnate dal comportamento e dalle gesta simboliche nelle quali è nascosto l’insegnamento, al quale dobbiamo rivolgere attenzione.

Nel dialogo con Suor Dufés, Caterina descrive la prima visione: “La Madonna teneva nelle sue mani il globo. Mai ho visto questa immagine”. Suor Dufés ha capito il senso: “Si tratta del mistero della Madre, Regina dell’Universo. La Madonna custodisce e porta la terra a Dio in offerta“.

La seconda immagine della visione mostra che sulle mani della Madonna appaiono gli anelli con le pietre preziose, le mani sono stese verso la terra, le gemme emettono bellissimi raggi luminosi che toccano la terra. “La bellezza e la luminosità dei raggi sono il simbolo delle grazie che si diffondono su quelli che le chiedono… Le pietre che non irradiano la luce rappresentano le grazie che la gente dimentica di chiedere”.  Caterina aggiunge: “Lei mi ha fatto capire che prova piacere, quando la supplichiamo. Com’è magnanime con tutti coloro che le chiedono delle grazie e che grande gioia ella prova, quando le distribuisce.“

Attorno alla Madonna è apparsa la cornice con la scritta: “O, Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi“, evidenziata con le lettere in oro. Ho sentito una voce interiore: “Fa’ coniare una medaglia. Quelli che la porteranno con fiducia riceveranno molte grazie.“

Il dono della Medaglia è un magnifico gesto di fiducia. È un grande segno della bontà di Dio. È un appello alla collaborazione che pienamente rispetta la dignità e la libertà dell’uomo. Dio manda l’Immacolata con le braccia piene di grazie, affinché a noi, ingannati dal Maligno, illumini la via della salvezza. Lei ci aiuta a scoprire l’astuzia del male. Lei ha ricevuto la missione di calpestare la testa del serpente. L’uomo da solo non riesce a liberarsene. Nonostante tutto, Dio rispetta la nostra libertà e chiede la nostra collaborazione. Le parole scritte sulla Medaglia ci chiamano alla preghiera.

È questo il nostro contributo alla collaborazione. Chi accetta la Medaglia con fiducia e recita la preghiera scritta con lettere d’oro, questi riceverà molte grazie per mediazione della Madonna. Lei non ci impone le grazie che non domandiamo. Nella libertà abbiamo quello che vogliamo, quello che supplichiamo.

Durante il dialogo nella notte dal 18 al 19 giugno 1830 la Madonna aveva predetto molte cose che si sono compiute a suo tempo. È importante ritornare ad esse nelle nostre meditazioni per attingervi incoraggiamento e luce per le situazioni d’oggi. Le parole della Madonna sono piene di tenerezza e d’incoraggiamento: “Ho da sempre vegliato su di voi. Supplicherò per voi molte grazie. Arriveranno tempi, in cui il pericolo sarà grande. Alcuni penseranno che tutto andrà perso, ma io sarò con voi. Abbiate fiducia! Io sarò con voi; il Buon Dio e San Vincenzo proteggeranno ambedue le Compagnie. Non perdete il coraggio!...” Che bello ascoltare queste parole. La Madonna pone, però, una condizione: la nostra fedeltà. Possiamo pensare, che queste promesse siano state date solo per i tempi difficili della rivoluzione in Francia ma, in realtà, sono state date per le due Compagnie, quindi, ovunque già diffuse.

Nella sua lettera circolare del 8 settembre 1843 Padre Etienne scrive: “Dobbiamo riconoscere il chiaro intervento dell’Immacolata, che ci ha dato così straordinari segni del suo amore. Attraverso la sua forte intercessione presso Dio ha ottenuto che le nostre due famiglie spirituali non morissero nelle sciagure e disgrazie e che Egli le utilizzerà per il rinnovamento della fede…“

Nella sua storia la nostra Famiglia Vincenziana ha sperimentato molte volte l’aiuto dell’Immacolata. Lei ci aiuterà ancora, se la supplicheremo. La Medaglia Miracolosa è un grande dono e tesoro affidataci per tutti, per questo è stata diffusa facilmente in tutto il mondo, ma nella nostra Famiglia gode di una particolare devozione e stima.

In questo momento siamo preoccupati del futuro dell’umanità e sentiamo bisogno di rispondere all’appello urgente del Papa Francesco di pregare per la pace in Siria e nel mondo intero e perché i conflitti si risolvano nel dialogo intorno ad un tavolo e non sul campo di battaglia. Possiamo farlo nello spirito del grande mistero che ci è stato regalato e per questo chiedo a tutta la Famiglia Vincenziana: uniamoci nella preghiera che in modo particolare ci ha insegnato la Nostra Signora, Madre di Dio e Madre nostra, e ognuno di noi ogni giorno spesso dica la giaculatoria: “O, Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi “.

Preghiamo la Virgo Potens per i nostri fratelli che soffrono. Lei sa bene che cosa significa la sofferenza: la croce, la lettera M e i segni di sofferenza sui cuori di Gesù e di Maria sulla Medaglia sono molto eloquenti.

La Famiglia Vincenziana è grande, diffusa in tutto il mondo. Se da ogni parte del mondo salirà questa preghiera, la Madonna indirizzerà il nostro mondo turbato verso Dio.

 

È una preghiera semplice, che ciascuno può dire in qualsiasi momento: lavorando, guidando la macchina, nell’ospedale, servendo un povero – anzi può dirla insieme con lui.

Facciamoci magnanimi, zelanti e creativi come i nostri Santi Fondatori. Lasciamoci coinvolgere in questa lotta contro il male, guidati dall’Immacolata. Diffondiamo la Medaglia Miracolosa, insegniamo alla gente a dire questa corta preghiera, come hanno fatto i Missionari e le Suore nell’epoca in cui è apparsa la Medaglia. Meditiamo sui misteri che Dio ha affidato alle nostre Compagnie e impegniamoci nella collaborazione per la salvezza del mondo.

Vostro fratello in san Vincenzo

G. Gregory Gay, CM.

Superiore Generale

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