Ottobre Missionario: guardare all'Africa che fa ''spumeggiare'' la vita

da | Ott 14, 2009 | Chiesa | 0 commenti

n occasione del mese missionario che coincide quest’anno con il Secondo Sinodo dei Vescovi per l’Africa, in un testo inviato alla MISNA il Superiore generale dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), Gérard Chabanon, invita il mondo occidentale a porre lo sguardo su “un’altra Africa” troppo spesso oscurata dai mezzi di comunicazione del Nord del mondo. Pubblichiamo in versione integrale la lettera di padre Chabanon, intitolata “Un’altra Africa”

“Giorno dopo giorno i media occidentali, seguiti anche negli altri continenti, diffondono valanghe di immagini e commenti in relazione ad una cronaca segnata da fatti violenti. Si parla spesso dell’Africa soltanto in chiave di continente sfortunato, in preda a guerre, violenza, povertà e malattie. Tutto ciò rappresenta una parte della realtà e non è inutile guardarla in faccia.

Le testimonianze inviate dai nostri confratelli missionari non nascondono sentimenti di paura, di insicurezza o di sconforto provati in situazioni drammatiche. Però, allo stesso tempo, i nostri confratelli sono testimoni di una realtà per lo più ignorata dai media occidentali quando parlano di Africa, delle sue guerre, della sua povertà e delle sue miserie. I missionari ci raccontano quanto siano importanti i legami di solidarietà, il semplice fatto di ‘stare insieme’ rinsaldati, specialmente nelle zone di guerre e violenze. Ci indicano anche come le comunità africane siano fondate su valori umani e spirituali che hanno radici molto profonde.

Gli stessi valori appaiono invece come i punti deboli delle nostre società occidentali, sempre più spesso rese fragili e destabilizzate; emblematiche di questa situazione di degenerazione, le rivolte dei giovani nelle periferie delle grandi metropoli del Nord del mondo.

Eppure, esiste un’altra Africa, tenace e sorridente, creativa e piena di risorse, solidale e coraggiosa. E’ questa l’Africa che, con la sua economia informale, produce oggetti in vendita nei mercati e assicura ai suoi cibo quotidiano. E’ questa l’Africa che ad ogni angolo di strada ripara, trasforma, aggiusta tutto quello che serve a casa, e non solo. I buoni risultati di questa economia non compaiono nelle statistiche elaborate dagli esperti occidentali, però sappiamo che sono queste le attività che consentono a numerose famiglie di sopravvivere. Quando si parla dell’Africa bisogna anche citare le sue creatività musicali, letterarie e artistiche in generale, che rendono magiche le serate nelle grandi città del continente così come nei villaggi più remoti; questa creatività che, come dicono i congolesi di Kinshasa, “fa spumeggiare la vita”.

Questa creatività rappresenta anche la fonte d’ispirazione delle liturgie viventi e delle celebrazioni religiose. Questa grande vitalità è spesso misconosciuta o marginalizzata. Questa vitalità costituisce l’essenza di numerose comunità africane in grado nei momenti più difficili di inarcarsi sulla propria storia e le proprie tradizioni per resistere e sopravvivere. E’ lei che ci svela l’anima dell’Africa, a mio avviso luogo privilegiato di evangelizzazione”.

Fonte: www.misna.it

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