“Chiamati a sognare in grande”

Con Maria artigiani del futuro
27 novembre 2018

Carissimi giovani,
il tema di questa nostra ottava giornata nazionale, giornata in cui siamo chiamati a meditare sulla nostra identità e a diffondere il nostro carisma, è preso dalle parole di papa Francesco ai giovani italiani durante la Veglia di preghiera al Circo Massimo, la notte dell’11 agosto scorso, in preparazione al XV Sinodo dei vescovi (3-28 ottobre) tutto incentrato sui giovani.
Durante la Veglia il nostro Pontefice ha sottolineato la grande importanza, soprattutto per i giovani, di poter sognare, di saper sognare, sognare in grande…
I sogni sono importanti. Tengono il nostro sguardo largo, ci aiutano ad abbracciare l’orizzonte, a coltivare la speranza in ogni azione quotidiana. E i sogni dei giovani sono i più importanti di tutti. Un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato; non potrà capire la vita, la forza della vita. I sogni ti svegliano, di portano in là, sono le stelle più luminose, quelle che indicano un cammino diverso per l’umanità. Ecco, voi avete nel cuore queste stelle brillanti che sono i vostri sogni: sono la vostra responsabilità e il vostro tesoro. Fate che siano anche il vostro futuro!
L’invito è a sognare, a fare sogni che svegliano la quotidianità, a non lasciarsi anestetizzare dalla cultura globalizzata che ci appiattisce sul presente, che impedisce di puntare lontano e che terrorizza davanti a scelte a “lunga scadenza”.
Questo è il lavoro che voi dovete fare: trasformare i sogni di oggi nella realtà del futuro, e per questo ci vuole coraggio” (Veglia al Circo Massimo). Un giovane senza coraggio, non potrà mai sognare. Un giovane incapace di sognare, si abbandonerà presto alla rassegnazione, allo sconforto, alla depressione. E oggi, sempre più giovani senza sogni, scelgono la morte piuttosto che la vita!
Come esortava don Tonino Bello in una intervista a 2 mesi dalla sua morte:

Dico soprattutto ai giovani: bisogna abituarsi di più a sognare, a sognare ad occhi aperti: i sogni diurni si realizzano sempre. Siamo troppo chiusi nelle nostre prudenze della carne, non dello Spirito, per cui sembra che siamo dei notai dello status quo, e non i profeti dell’aurora che irrompe, del futuro nuovo, dei cieli nuovi, delle terre nuove. Vorrei esortare i giovani delle nostre città, che purtroppo sono un po’ pigri” (intervista in “Se vuoi” 2/1993)

Sì, i “sogni diurni”, come amava chiamarli don Tonino, o i “sogni grandi” come ama chiamarli papa Francesco, si realizzano sempre, cari giovani!

Ce lo ricorda anche la Bibbia che dice che i sogni grandi sono quelli capaci di essere fecondi: i sogni grandi sono quelli che danno fecondità, sono capaci di seminare pace, di seminare fraternità, di seminare gioia… I sogni grandi includono, coinvolgono, sono estroversi, condividono, generano nuova vita. E i sogni grandi, per restare tali, hanno bisogno di una sorgente inesauribile di speranza, di un Infinito che soffia dentro e li dilata. I sogni grandi hanno bisogno di Dio per non diventare miraggi o delirio di onnipotenza. Tu puoi sognare le cose grandi, ma da solo è pericoloso, perché potrai cadere nel delirio di onnipotenza. Ma con Dio non aver paura: vai avanti. Sogna in grande.” (Veglia al Circo Massimo)

Questi sogni non sono “utopie” diceva don Tonino, ma “eutopie”. Non sono il “non-luogo” ma sono il “buon-luogo”, il luogo dove veramente si sperimenta la felicità.
La vostra età, cari giovani, è l’età dei sogni! O meglio è l’età in cui i sogni pian piano cominciano ad avverarsi: lo studio, il proprio futuro, il poter lavorare, l’amore…
È l’età della forza fisica, dove tutto sembra possibile e ci sente imbattibili. Si riesce a conciliare studio, impegni, esami, lavoro, passioni, sport associazione, servizio. A volte non si sa come, ma si riesce a far tutto…
È l’età più bella e interessante! Si ha voglia di essere “grandi” (diverso dal diventare adulti), si scopre di avere “la vita davanti”…
Perché, allora, mettere una “data di scadenza” ai propri sogni?
Perché limitare a “misure standard” i propri sogni?
È vero, spesso la paura di sbagliare porta a non scegliere, il mistero del non ancora conosciuto spaventa, le cicatrici delle ferite rammentano il dolore delle cadute ed allora si rischia di lasciarsi adulare dall’alternativa di una vita tranquilla, comoda, piena di cose da fare e non da progettare, una vita ordinata e ordinaria…
Don Angelo Casati, un prete-poeta così incoraggia a non rassegnarsi:

Non abbiate paura del vuoto: di un Dio che colma il vuoto c’è solo da rallegrarsi: “Rallegrati Maria”. Di un Dio che guardasse alla nostra perfezione, se ci rimanesse un minimo di pudore, non ci sarebbe tanto da rallegrarci. E chi mai si sente perfetto? E dunque, se tu ti senti vuoto o vuota questa sera, non temere: Dio ricomincia dal tuo vuoto. Ricomincia dalla tua umile casa, da una terra come la nostra, che può a volte sembrarci straniera, cioè estranea ai pensieri di Dio. Fa spazio in te alla Parola e cammina secondo la parola di Dio che ti abita. La parola di Dio, se tu l’accogli, fa di te, fa di me, fa di tutti noi degli uomini e delle donne che sconfinano. Sconfinano dai pensieri ristretti del mondo ai pensieri grandi di Dio” (Casati Angelo, Le paure che ci abitano, ed. Romena, 2011)

Carissimi giovani, in occasione dell’anniversario dell’apparizione di Maria a Caterina Labouré, si rinnova l’impegno di dare ascolto al suo messaggio e farne stile di vita e testimonianza d’amore.

Come Maria rallegratevi in Dio.
Come Maria fate spazio alla Parola di Dio.
Come Maria lasciate agire in voi i pensieri grandi di Dio.
Come Maria, fidandovi di Dio, diventate protagonisti della vostra vita e costruttori del vostro futuro.

Sull’esempio di Maria, sospinti da un grande sogno, senza condizionamenti o imitazioni di chi ha già vissuto la propria vita, come un artigiano che modella e realizza un manufatto originale e irripetibile, frutto di una idea tutta sua, ognuno di voi diventi artigiano del proprio futuro.
Abbiate il coraggio di chi sa guardare alla vita con profondità e verità, la forza di chi senza paure sa compiere scelte audaci, la gioia di chi sa il cammino è più bello insieme perché l’altro è al contempo compagno di viaggio e fratello di cui prendersi cura, la fede di chi sa che senza Dio la vita è vuota e senza senso, la speranza di chi sognando la meta supera ogni difficoltà.
Siate capaci di “frequentare il futuro” (Papa Francesco al Sinodo sui giovani), per creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani, e ispiri ai giovani – a tutti i giovani, nessuno escluso – la visione di un futuro ricolmo della gioia del Vangelo.
Vi saluto con le parole di papa Francesco:
“Ragazzi e ragazze, siate voi pellegrini sulla strada dei vostri sogni. Rischiate su quella strada: non abbiate paura. Rischiate perché sarete voi a realizzare i vostri sogni, perché la vita non è una lotteria: la vita si realizza. E tutti noi abbiamo la capacità di farlo.” (Veglia al Circo Massimo)
Vi affido ai nostri patroni: Maria di Nazareth, Vincenzo de’ Paoli, Caterina Labouré!

P. Giuseppe Carulli CM

Assistente Nazionale JMV


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