Atti 1,1 – 11
Salmo 46
Efesini 1, 17-23
Matteo 28, 16-20

Lectio

Per comprendere l’ascensione del Signore è necessario entrare nel modo di comprendere il mondo ed il cosmo dei suoi contemporanei. Questi non sapevano che la terra fosse tonda. Quando pioveva credevano che esistessero acque superiori sopra la volta celeste e, quando l’acqua penetrava sotto questa volta, accadeva la pioggia.
Poi credevano che sotto le acque inferiori: mari, fiumi e laghi, ci fosse il regno del male. Ora si comprende la frase del vangelo: ti farò pescatore di uomini. Si trattava di salvare le persone dal male. Tutto questo modo di pensare inseriamolo nella vicenda di Cristo.
Egli, con l’incarnazione, la morte e la risurrezione, annulla il distacco che c’era tra il mondo delle acque superiori (quello di Dio) e il mondo delle acque inferiori (quello del male).
Infatti, questo accade quando Cristo è innalzato sulla croce, il suo trono. Gesù è sceso dal Padre, per far comprendere a noi che Dio è Padre. Ora risale al Padre, per farci comprendere che, al termine della vita umana anche noi saliremo al Padre come Lui ma, dopo la sua morte e risurrezione, tutti gli uomini sono in contatto continuo con il Padre, perché Lui è disceso dal Padre e poi è risalito al Padre.

Meditatio

La solennità dell’Ascensione non deve farci arenare nel solito devozionalismo sterile che, o si ferma ad ammirare Gesù che sale al cielo, come fosse un palloncino che i bambini usano lanciare nelle loro feste e che si guarda fino a che lo sguardo lo permette; oppure si finisce con le solite domande banali: ma come ha fatto ad ascendere al cielo? Come ha fatto il corpo di Gesù a compiere tutto questo? Dov’è finito il corpo di Gesù?
Se durante l’anno liturgico si potessero seguire regolarmente delle catechesi biblico liturgiche, ma questo di pende, prima dalla voglia e dalla preparazione dei preti e poi da quella della gente, allora si comprenderebbe che, gli autori biblici – con l’ascensione del Signore – intendono farci comprendere come Egli, prima sia disceso in mezzo a noi, per farci sperimentare l’amore di Dio. Poi, come egli abbia servito, cioè come non sia mai stato attaccato i luoghi, agli incarichi, come non ha ceduto alla tentazione del quieto vivere….e questo gli è costata la croce: il suo trono. Se non siamo capaci di salire su quel trono, per aver servito, non si comprenderà mai l’ascensione del Signore. Egli torna al Padre; egli torna in paradiso. È a questo ritorno che lui ha predisposto tutto il suo evento. E allora torniamo al punto principale: abbiamo incontrato il Risorto? Se sì allora non c’è problema, altrimenti siamo ancora invischiati in quelle tentazioni di cui ho scritto sopra. Il risultato?: in fondo alla vita eterna non ci credo….è vero, vado a Messa la domenica, cerco di osservare i precetti e….quando non li osservo mi confesso, ma quando c’è da rischiare per il Signore me ne guardo bene. Anzi cerco di fare le scarpe a coloro che, con la loro vita, mi testimoniano di aver incontrato il Risorto. Il bello è che quelli, nonostante le loro sofferenze vanno avanti e io non sostengo il loro sguardo. Infatti ho il terrore della sofferenza, ho il terrore del dover abbandonare quelle poche cose, quello che con anni sono riuscito a tenere con i denti e a cercare di salvare con una vita fatta di teatro…..ma se fossi come loro, se avessi il coraggio di abbandonare tutto per seguire il Signore, allora sì che sarei felice come loro, come coloro che ho fatto ingiustamente soffrire, pensando di distruggere la loro casa che, debbo ammetterlo è veramente costruita sulla roccia.
Penso che questa sia la riflessione di un cristiano che, pur di mantenere il quieto vivere è disposto a qualsiasi compromesso ma, se ne andò via triste….dice il vangelo.

Buona domenica.