Santa Famiglia di Gesù Maria e Giuseppe Di p. Giorgio Bontempi c.m.

da | Dic 31, 2015 | La Parola per la Chiesa | 0 commenti

1Samuele 1,20-22.24-28;
Salmo 83;
1Giovanni 3,1-2.21-24;
Luca 2,41-52

Lectio

Ricordiamo due punti fondamentali, per comprendere i vangeli che saranno proclamati in questo tempo di Natale: i vangeli dell’infanzia di Gesù non sono storia, ma teologia; la nascita di Gesù, nel modo in cui è descritta dal vangeli di Luca e di Matteo, segue lo schema delle grandi nascite narrate nell’Antico Testamento.
Il brano evangelico, che sarà proclamato nella liturgia della Parola in questa domenica, è quello conosciuto come lo smarrimento di Gesù a Gerusalemme.
Se commentassimo il brano come una cronologia dei fatti, salterebbero alla nostra attenzione due punti:
–       il primo è lo smarrimento di Gesù da parte dei suoi genitori. Non si può dimenticare un figlio, non si può non sapere se questi sia o meno con gli altri parenti. Maria e Giuseppe risultano genitori snaturati, anche perché hanno un solo figlio, ne avessero avuti tre o quattro, si potrebbe anche comprendere che uno di questi sfuggisse al loro controllo, ma uno solo da controllare….
–       Il secondo è che l’evangelista commenta, dopo il ritrovamento di Gesù nel tempio, che i genitori non compresero il significato della risposta che Gesù ha dato a Maria e Giuseppe. Ma come? Questi hanno visto e parlato con gli angeli, hanno visto la gloria di Dio e la cometa sulla capanna ed hanno udito il canto degli angeli e lo stupore dei pastori e dei magi e…non comprendono? Il vangelo si contraddice.

Ecco questa è una dimostrazione che i vangeli dell’infanzia non sono storia, ma teologia.
L’autore vuole dimostrare che i genitori di Gesù, non comprenderanno chi lui sia, fino a che non incontreranno il Signore Risorto.
Inoltre Gesù nel tempio significa che, dopo la sua passione e risurrezione, il nuovo popolo di Dio sarà il vero interprete dell’Antico Testamento e specialmente degli antichi profeti.

Meditatio

L’episodio dell’offerta di Samuele al Tempio di Gerusalemme e simile a quello di Gesù. Gesù nel tempio è l’immagine della Chiesa, il nuovo popolo di Dio, che riesce a comprendere il vero significato del messaggio degli antichi profeti. Questo perché la Chiesa ha incontrato il Risorto.

Infatti è solo l’incontro con il Risorto che fa comprendere il vangelo. Ora ricordiamo che, per comprendere che nella nostra vita compiere quotidianamente la volontà del Padre è quello che ogni cristiano deve cercare di fare, perché è la cosa più importante.

Ricordiamo che compiere la volontà del Padre è accogliere il Signore nel volto dei fratelli. Siccome questo non è facile, a causa dei nostri limiti, la preghiera quotidiana e l’eucaristia della domenica sono mezzi che ci aiutano in questo progetto.

Ecco, abbiamo visto come un brano evangelico, all’apparenza un po’ strano ed insignificante, nasconde una profondità inaspettata.

Buona domenica

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