Seconda domenica di Avvento A – Immacolata concezione della B.V.M. Solennità

da | Dic 5, 2013 | La Parola per la Chiesa | 0 commenti

Genesi 3,9-15.20;
Salmo 97;
Efesini 1,3-6.11-12;
Luca 1,26-38

Nota chiarificatrice

Come avete notato nel titolo di questa domenica ho posto in risalto l’Avvento. Infatti il Calendario liturgico della chiesa universale, nell’esporre la Tabella dei giorni liturgici secondo l’ordine di precedenza, pone le domeniche di Avvento, prima delle solennità del Signore, della B.V.M. e dei Santi iscritte nel calendario generale. Per questo motivo domenica si dovrebbe celebrare la seconda domenica di Avvento e non la solennità dell’Immacolata, come si farà nel rito ambrosiano (= rito in vigore nella diocesi di Milano).
Invece, nel calendario di rito romano (= il rito della chiesa di Roma, in vigore nella stragrande maggioranza delle diocesi), appare una nota della Congregazione del Culto divino che recita: «(…) domani, in Italia, si celebra la solennità dell’Immacolata Concezione della B.V.M. La seconda lettura della Messa si prende dalla II domenica di Avvento».

Il non rispettare l’ordine del calendario non aiuta il popolo di Dio a comprendere l’anno liturgico e quindi il valore teologico delle varie scansioni (Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua, Tempo Ordinario), ma ci riporta ad un devozionalismo che facciamo ancora tanta fatica a superare, un atteggiamento che corre il pericolo di riportare alla concezione della B.V.M. preconciliare: mediatrice tra Dio e gli uomini; una specie di semidea, con un culto che alimenta la paura di Dio. Un dio che salva soltanto attraverso il merito delle nostre preghiere, del nostro sforzo. Questa immagine non è quella del Padre, che Cristo ha annunciato nel suo vangelo.

Con questa riflessione non intendo assolutamente mancare di rispetto alla Vergine Maria. Ella è:
–       la madre di Dio;
–       la santa dei santi;
–       la madre della chiesa;
–       il modello del cristiano che ascolta la Parola, la medita e la mette in pratica.

Ma, come afferma Agostino, è più grande la Chiesa della Vergine Maria. Ella ne è parte. Allora sarebbe bene far vivere alla nostra chiesa italiana l’anno liturgico e la domenica nella sua fondamentale importanza perché, altrimenti, è inutile fare catechesi su la Domenica e l’anno liturgico, quando poi di fatto non si attuano al momento opportuno.
Questo modo avvalora una certa religiosità malata che alberga all’interno di una certa spiritualità mariana, anch’essa malata e che oggi – una parte clero, quello frustrato dagli insuccessi pastorali – pensa, illusoriamente, di porla come medicina.

Lectio

L’autore del brano di vangelo che sarà proclamato in questa solennità, non intende spiegare come è nato Gesù, ma intende chiarire un concetto molto più importante: chi è colui che è nato?
Egli è il figlio dell’Altissimo ma, egli è l’unico che poteva scegliere il dove e il come e da chi nascere.
Egli ha scelto di nascere a Nazareth che era l’ultimo paese della Galilea, che era la regione d’Israele che, a differenza della Giudea, era abitata dai pagani, la regione in cui si usava contrarre i matrimoni misti, tra giudei e pagani; la regione in cui non c’era la stretta osservanza della legge mosaica; la regione in cui regnava il peccato e, in questa regione, il peggior paese era Nazareth!
A Nazareth il Signore ha scelto di nascere nella famiglia del falegname: gente umile, che viveva del proprio lavoro, persone che, nel consesso dei grandi non avevano alcun valore.
Infine il vangelo, per far comprendere che cosa Dio stava compiendo sulla terra, porta, come prova la gravidanza di Elisabetta che (…) nella sua vecchiaia ha concepito….
Nella nostra cultura noi pensiamo subito ad una donna che sia già entrata nella menopausa. Dobbiamo imparare a non leggere la bibbia con le nostre categorie, con il nostro modo di vivere, ma con le categorie del tempo in cui i brani sono stati scritti. Ora il nella sua vecchiaia va inteso nel Medio Oriente antico come l’età di trent’anni circa. Allora vivevano molto poco e questo è durato per molto tempo. Dante Alighieri stabilisce i trent’anni come mezza età! In Israele una donna sterile era considerata una persona abbandonata da Dio
Tutto questo ragionamento è servito per poter affermare che il figlio dell’Altissimo ha preferito nascere e dimorare tra gli ultimi.

Meditatio

Ora, se il figlio dell’Altissimo ha preferito dimorare tra il ultimi, significa che questi sono i primi.
Allora sorgono per noi alcune domande, che ci servono anche come verifica della nostra vita cristiana durante questo tempo di Avvento:

1) il Signore ha voluto nascere e vivere tra gli ultimi, ed io? Cerco fama e onore nell’ambiente in cui vivo? Sono una persona di cui si può sapere il pensiero, oppure sono una canna sbattuta dal vento, al quale interessa il pensiero di coloro che contano per potere allinearvisi? Sono una persona che si è costruita una fama di uomo/donna prudente, ma in realtà è solo un modo per restare a galla, oppure per restare nelle stanze del potere del mio piccolo ambiente?
I poveri, gli umili li servo come membra di Cristo, oppure mi servo di loro per apparire, per compensare le mie frustrazioni, per poter restare nel posto in cui mi sono costruito/a il mio habitat e guai a chi tentasse di spostarmi di là.

2) oppure sono il servo inutile, sempre pronto ad ascoltare la voce dello Spirito, che spesso parla attraverso persone e avvenimenti i più strani…; sono un cristiano che, per servire meglio la chiesa, nella persona degli ultimi creo armonia e collaborazione e, proprio perché ho incontrato il Risorto che costituisce il mio tesoro, non ho timore di oppormi al malvagio, all’arrivista, a colui che usa i poveri, per aumentare il suo apparire?

La Vergine Maria, che ci è di esempio nel vivere il vangelo, ci aiuti nel nostro cammino a compiere la volontà del Padre. Buona domenica e buona solennità.

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