XXXIV DOM. T.O. – Solennità di Cristo re dell’Universo

da | Nov 22, 2013 | La Parola per la Chiesa | 0 commenti

 

2Samuele 5,1-3;

Salmo 121;

Colossesi 1,12-20;

Luca 23,35-43

 

Lectio

 

Essere re, essere capo, nella logica di Gesù Cristo è essere crocifisso. Infatti gli evangelisti vedono proprio la sua gloria nel momento in cui, sulla croce, egli abbandonato dai suoi, sbeffeggiato da scribi, farisei e dottori della legge, umiliato dai soldati romani e da uno dei due ladroni. Gesù sulla croce perdette la fama, l’onore, la reputazione. Ma uno degli ultimi tra gli ultimi: il buon ladrone lo riconosce quale servo obbediente, quale messia inviato dal Dio dei padri. Così, un’altra volta, gli ultimi diventano primi e i primi ultimi.

Ecco il re dell’universo, come afferma la seconda lettura. Il mondo, le cose e l’uomo hanno senso se si riferiscono al crocifisso, al vangelo, altrimenti diventano strumenti del male, in quanto l’uomo, divenendone schiavo, compie il male contamina glia altri uomini e ne rimane a sua volta schiavo.

Permettiamo a Cristo di regnare in noi, nei nostri fratelli, nel mondo.

 

Meditatio

 

La settimana che seguirà questa solennità chiuderà l’anno liturgico 2012 – 2013. Come l’abbiamo trascorso? Ci siamo preoccupati di accogliere il risorto – ogni giorno – nel volto dei fratelli, specialmente i più poveri? (Avvento).

 

Il Signore è voluto nascere da una famiglia di operai, nell’ultimo paese della Galilea – regione malfamata. Ha vissuto con gli ultimi: pastori, pescatori, pubblicani e prostitute, ha accolto tutti i popoli nella sua comunità. Ed io? Sono una persona che tiene alla sua fama? Sono uno che ambisce ai primi posti; sono una persona che serve i poveri per vanità e poi frequenta la società o la chiesa che conta per sedere sulle poltrone del potere? Sono una canna sbattuta dal vento? oppure ho il coraggio delle mie idee, il coraggio di prendere le difese degli ultimi, anche se debbo pagarne le conseguenze? Uso la tattica del vogliamoci tutti bene, per nascondere paura e vigliaccheria? (Natale).

 

Il male fisico e morale, l’accetto pensando a Cristo nella sua passione? Mi rendo conto che la vita umana è relativa alla vita eterna e che la sofferenza è anche un modo per testimoniare che la meta fondamentale verso cui siamo diretti è il paradiso? Qual è il mio comportamento quando una persona che conta usa il povero e lo ricatta per farlo tacere? qual è il mio comportamento di fronte all’ingiustizia subita dal debole? Mi attivo, come farebbe Gesù, perché siano rispettati i suoi diritti, perché sia rispettato come persona? Oppure taccio e faccio in modo che anche gli altri tacciano, motivando il tutto con una falsa carità, che nasconde la mia vigliaccheria e la mia paura? Così chi comanda continuerà ad abusare del più debole? (Quaresima).

 

Soltanto avendo vissuto, secondo il vangelo i tempi liturgici precedenti, a Pasqua potremo far festa, perché si potrà affermare, per esperienza, che Cristo è veramente risorto! Egli è risorto nel povero che abbiamo servito, ma anche difeso contro coloro che lo servono per vanità e quindi lo usano per il loro potere.

Egli è risorto in tutti coloro che abbiamo difeso perché vittime della falsità, dell’abuso di potere, vittime anche di un sistema clericale che, in nome della carità, non si espone e che lo Spirito santo, servendosi di papa Francesco, sta minando alla radice. (Pasqua).

 

Solo vivendo ogni giorno così, Cristo regnerà in noi e attorno a noi. Allora potremmo dire come i missionari vincenziani e le figlie della Carità della Spagna, martiri per la fede, durante la guerra civile spagnola, prima di essere fucilati, viva Cristo re! (Tempo Ordinario).

 

Buona domenica e buona fine dell’Anno Liturgico

 

 

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