Ventitreesima domenica del Tempo Ordinario C di p. Giorgio Bontempi c.m.

da | Nov 15, 2013 | La Parola per la Chiesa | 0 commenti

Malachia3,19-20
Salmo 97
2Tessalonicesi 3,7-12
Luca 21,5-19

Lectio

La prossima domenica sarà la solennità di nostro Signore re dell’universo, con cui si chiuderà l’anno liturgico 2012 – 2013. È tradizione che nelle ultime domeniche di ogni anno liturgico il tema della liturgia della Parola sia quello della fine dei tempi.
Infatti le letture proposte ci parlano proprio di questo: la fine del mondo.
Il brano del vangelo ci riconduce al tempo della distruzione di Gerusalemme e della prima persecuzione che i capi del popolo ebraico avevano scatenato contro le comunità cristiane. Ecco perché si parla di persone denunciate all’interno delle proprie famiglie. Questo accadeva in due casi: per coloro che si erano convertiti al cristianesimo lasciando la religione ebraica e, quindi considerati traditori ed eretici, e per coloro che dal culto pagano avevano abbracciato la fede in Cristo. in quest’ultimo caso i cristiani erano considerati atei.  Questo perché essi affermavano di non avere ne tempio, ne sacerdote , ne offerta, perché Cristo è il tempio il sacerdote e l’offerta. Ora nell’impero romano una religione degna di questo nome doveva essere munita di tempio, di un clero che esercitasse il culto e di offerte che dovevano essere immolate alla divinità.
È importante sottolineare che l’ateismo era passibile di pena di morte: ecco il motivo della persecuzione dei cristiani da parte dell’autorità imperiale.

Inoltre la seconda lettura ripropone il problema della fine dei tempi e dell’atteggiamento giusto del cristiano, che deve essere sempre di colui che vive la propria vita al servizio del vangelo, come se il mondo non avesse fine. infatti nelle comunità cristiane al tempo di Paolo c’erano persone che si erano adagiate al pensiero che ormai il Signore sarebbe tornato sulla terra a breve, per il giudizio finale. L’apostolo rimprovera costoro

Meditatio

Il Concilio Vaticano II ci ricorda che non sappiamo quando e come finirà il mondo, ma che si è certi che il Padre non lascerà il balia del male ciò che ha creato con amore. Infatti – come dice la Scrittura – egli ha tanto amato il mondo da inviare il Figlio amato, affinché il mondo si salvi per mezzo di Lui.

Purtroppo ci sono i soliti ” cristiani tristi”, quelli che si sentono realizzati se vedono il diavolo dappertutto, se possono essere sicuri che all’inferno ci sia qualcuno, naturalmente mai i loro cari, perché per loro sono pronti a chiedere a Dio – che per loro non è il Padre buono di evangelica memoria, bensì il Dio giustizia infinita, tutte le eccezioni di questo mondo, che sono preoccupati che la fine del mondo avvenga in un modo cupo, triste, un modo in cui il “loro dio” manifesti tutta la sua severità e giustizia, verso tutti coloro che – secondo questi cristiani tristi – si sono goduti la vita, oppure non hanno voluto far parte dei loro movimenti, gruppi o associazioni.

Invece il cristiano “felice” colui che ha incontrato il Signore e, di conseguenza, ha incontrato il Padre del Signore nostro Gesù Cristo, ringrazia il Signore per tutto ciò che ha ricevuto, per sentirsi amato sènza merito da un Dio che ama tutti, che è nel cuore di tutti, che arriva anche dove la Chiesa – a causa dei suoi limiti umani – non riesce ad arrivare. Che gioia aver scoperto un Dio così, che non ti abbandona, che non abbandona nessuno e con il quale potrai vivere, insieme ai fratelli, specialmente i lontani, la gioia della vita che hai sempre desiderato di vivere, quella che è in paradiso.

Buona domenica.

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