XXII domenica del Tempo Ordinario B

da | Set 1, 2012 | La Parola per la Chiesa | 0 commenti

XXII domenica del Tempo Ordinario B

Di p. Giorgio Bontempi c.m.

Deuteronomio 4,1 – 2.6 – 8

Dal Salmo 14

Giacomo 1,17 – 18.21b – 22.27

Marco 7,1 – 8.14 – 15.21 – 23

 

 

Lectio

 

Il vangelo sottolinea che Gesù di Nazareth – crocifisso e risorto – è colui che solo può cambiare la legge di Mosè e istituire la legge dell’amore. Questo atteggiamento, ormai in uso nella prima comunità cristiana, scandalizza le autorità politiche e religiose d’Israele che, come ho scritto già tante altre volte, adoravano la legge di Mosè al posto di Dio

 

Il vangelo ci pone in guardia da tale atteggiamento, che era giunto anche alla discriminazione. Infatti gli ebrei si lavavano le mani dopo essere venuti a contatto con coloro che non erano ebrei, perché erano sicuri di essere stati contaminati dal peccato, perché gli altri erano considerati impuri. Da qui scaturiva la concezione del peccato: questo entrava dall’esterno nel cuore dell’uomo!

 

Il vangelo invece sottolinea come la concezione del peccato che avevano gli ebrei fosse falsa. Infatti se Dio – nella persona dei Gesù di Nazareth – ha voluto condividere la vita umana, questo significa che la natura: le cose e le persone, non sono portatrici di impurità, ma che il male è nel cuore dell’uomo, nei sentimenti malvagi che questi può nutrire verso gli altri.

 

Meditatio

 

Anche oggi esistono cristiani che compiono lo stesso errore che compirono gli ebrei al tempo di Cristo, sono quelle persone che pensano ancora oggi che il male provenga dall’esterno delle persone.

 

Spesso queste figure si trovano tra coloro ai quali interessa di più che esista il diavolo, di cui non possono fare a meno, che esista un Dio Abbà, il Dio predicato da Gesù Cristo. Anzi sono contrari al Dio Abbà, perché non vogliono che Dio salvi tutti, ma solo quelli che lo meritano. Quelli che a suon di rosari, di messe e di sacrifici, si sono meritati il paradiso: che follia!!!!!! Il paradiso non lo meriterà mai nessuno, ma sarà sempre il grande dono dell’Abbà.

 

Inoltre questi cristiani amanti del castigo di Dio, spesso vanno a caccia di miracoli, di santuari e – senza accorgersi – invece di adorare Dio, adorano la Vergine Maria, o meglio, quell’immagine, quella proiezione della Vergine Maria che si sono costruiti loro, che non è quella narrata dai vangeli.

 

Cerchiamo di liberarci da queste nuove schiavitù. Cerchiamo di renderci conto che siamo amati gratuitamente dall’Abbà. Viviamo di questa grande gioia che la Chiesa ha riscoperto da quando lo Spirito Santo l’ha rinnovata con gli insegnamenti del Concilio Vaticano II.

 

Buona domenica.

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