Santissima Trinità

da | Giu 18, 2011 | La Parola per la Chiesa | 1 commento

Solennità

p. Giorgio Bontempi c.m.
Esodo 34,4b – 6.8 – 9

Daniele 3,52 – 56

2 Corinzi 13,11 – 13

Giovanni 3,16 – 18

Introduzione storica

Tutta la liturgia cristiana dei primi cinque secoli è una prova della fede nella Trinità dei cristiani. Le formule più antiche sono: il Gloria Patri…., il Te Deum, il Gloria in exeilsis.

Altri cenni della devozione alla Trinità s’incontrano in Spagna nel VI secolo e alla fine dell’VIII in Gallia (Francia), specialmente nei monasteri benedettini, ma non ci consta – almeno fino al secolo X – della istituzione di una festa apposita.

Questa dovette sorgere poco tempo dopo, sui primordi del sec. XI, presso qualche monastero francese, forse Cluny, dove la troviamo celebrata, intorno al 1030, nella prima domenica dopo Pentecoste. Da Cluny si diffuse nella Chiesa.

Nel 1334 Giovanni XXII inserì la festa della Trinità nel calendario universale della Chiesa.

Lectio

Il vangelo di Giovanni pone in luce come la morte e risurrezione di Cristo hanno lo scopo di manifestare l’amore del Padre verso l’umanità. La parola mondo – nel quarto vangelo – ha il significato di ciò che si oppone a Dio. Eppure Giovanni pone in luce come il Padre ponga tutto il suo impegno per salvare il Mondo!

Tale amore del Padre era già presente nell’Antico Testamento, anche se il popolo d’Israele faticava a vederlo, perché attratto dalla figura del Dio giudice.

Paolo incoraggia la comunità di Corinto a vivere la fraternità ed ha manifestarla nella celebrazione eucaristica: crediamo ciò che celebriamo, celebriamo ciò che crediamo.

Meditatio

Non è facile parlare della Trinità. Non bisogna cadere nella tentazione di voler spiegare come Dio possa essere uno e trino.

Possiamo invece meditare sul fatto che in Dio ci sia l’unità nella diversità. Oggi – in un momento di passaggio storico – la Chiesa occidentale vive un momento di grande verifica.

Come possiamo evangelizzare la società ricca? Non siamo ancora in grado di comprendere la voce dello Spirito Santo, che ci indicherà la strada. Nel frattempo ci sono le solite tentazioni di guardare indietro alla tradizioni passate. La Tradizione è quella dei primi quattro secoli..

Indicherò alcune di queste tentazioni:
la tentazione di formare dei gruppi in cui si è “tutti uguali”: si parla con le stesse parole, si fanno le stesse cose, si celebra in mono standardizzato. Tutti seguono il capo. Siamo di fronte alla Torre di Babele.

Pastorale giovanile e pastorale vocazionale: non ci sono più vocazioni, ma alcune comunità ultraconservatrici hanno i seminari pieni ( si tratta di esperienze lontane dalla mentalità del Concilio e il Concilio è opera dello Spirito Santo..), quindi la tentazione forte di guardare a tali modelli…

Oppure la tentazione del “per sentito dire”: continuare a condurre la pastorale giovanile con le persone (alle volte con qualche volto discusso) che per sentito dire sanno fare con i giovani ma, i risultati sono modesti e spesso nulli, forse, qualche altro lavorerebbe meglio…pensiamo all’episodio in cui il profeta Samuele si recò da Jesse per scegliere nei figli di costui il futuro re d’Israele. Anche Jesse ragionava come si ragiona spesso nelle nostre comunità, ma Samuele scelse Davide……

Cosa ho inteso dire? Ho inteso dire che come in Dio c’è l’unità nella diversità, così anche noi dobbiamo meditare su questo. L’unità non è uniformità massimalista dove la persona è ridotta a numero a soggetto, come spesso accade nei gruppi ecclesiali, ma unità di singoli ed irrepetibili persone, che insieme, ascoltando la Parola, ascoltandosi a vicenda e non andando per partito preso o per sentito dire, cercano la volontà del Padre.

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1 commento

  1. Marinella

    Salve Bravissimo p Bontempi,è sempre piacevole seguire le sue meditazioni trovo che siano una guida preziosissima che ci aiuta a percorrere un cammino ben scandito durante tutto l’anno liturgico,grazie per la sua semplicità che ci permette di comprendere che la Parola di Dio è l’unico strumento che ci permette di confrontarci a di correggerci anche a piccoli passi,sono d’accordissimo con lei,sopratutto le indicazioni che lei ci da, personalmente mi fanno molto riflettere su ciò che ormai è evidente,c’è una bella discrepanza tra la Sacrosanta Unione e l’unione di comodo,di questo ne facciamo esperienza tutti i giorni nei nostri gruppi,non è più una tentazione ma una triste realtà quella di tendere a formare dei gruppi in cui la principale preocupazione è quella di indurti a seguire la massa, altrimenti corri il rischio di essere tagliata fuori gli stessi gusti,gli stessi linguaggi compiaciuti a volte vuoti di Senso e di contenuto,chiusi ermeticamente in certe mentalità caratteriali ,dove si ha l’impressione che si tende a costruire imperi piramidali dove può anche esserci l’entrata ma manca il Centro,manca l’uscita,praticamente anzichè essere lievito che si perde nella pasta si fa grumo e non ci si allarga ad una vera Comunione e condivisione dell’UNICO e vero BENE COMUNE,oggi ho l’impressione che del Dio Trino ed unico in pratica se ne stia facendo uno e quattrino ( che Dio mi perdoni)per fede Credo che la Chiesa sia una Santa cattollica e apostolica,ma nella realtà vedo la chiesa una Santa politica e apostolica,tuttavia questo non ci deve demoralizzare,anzi li ritengo motivi per pregare meglio e di più e se tutti e ciascuno anzichè continuare a voler caricare le spalle di Dio delle proprie responsabilità cominciassimo ad essere veramente Cristiani convinti dovremmo assumercele personalmente e vicendevolmente,Cristiani che non devono temere di perdere la faccia che non si vendono e non comprano ma che siano disposti a perdere la propria vita per l’unica sola Verità che è nostro Signore Gesù Cristo nostra speranza,tutto ci possono togliere ma la Gioia di appartenere a Cristo non ce la può togliere nessuno e con l’aiuto di Dio e la buona volontà ce la faremo.E cosi sia,siano rese Grazie e lode a Dio e allo Spirito Santo che dirigono la storia della Chiesa del mondo intero e di ogni singola persona.Buon servizio p Bontempi! Un caro saluto. Una volontaria Vincenziana gvv Medaglia Miracolosa Cagliari
    Marinella Corrias

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