A Pallanza (fine agosto 2010) si erano riscoperti gli animatori, circa una ventina di ragazzi che avevano guidato i gruppi dei più piccoli con ottimi risultati e non solo di ‘cose portate a termine’, ma proprio come rapporto e clima presente in quei giorni. Così ci è sembrato opportuno di incontrare questi animatori, di cercare di capire da loro cosa volevano fare nella JMV e soprattutto per cercare di stare con loro il più possibile.

Per noi organizzatori era una sorta di verifica, fare un invito significa proporre un bene, fare un invito però vuol dire essere consapevoli che non tutti sono obbligati a parteciparvi. Noi organizzatori non stiamo a guardare la quantità di ragazzi presenti, noi volevamo sondare la qualità dei nostri animatori. Ognuno di noi era arrivato lì per una motivazione diversa, ma quello che importava era come scegliere di vivere quelle giornate a Chieri. Senza ombra di dubbio ciò che ha favorito il nostro soggiorno a Chieri è stata l’accoglienza che i missionari ci hanno riservato e la presenza dei due cuochi volontari, i coniugi Porrini, che instancabili in cucina hanno deliziato i nostri palati, ci hanno consentito di avere più tempo per il nostro stare insieme.

L’incontro nel primo giorno, il 07 gennaio, ha avuto inizio con un breve check up dei gruppi, gli animatori sono stati invitati a raccontare un po’ quello che vivono nelle loro realtà, tra ‘difficoltà, scoraggiamento, l’essere in pochi, sempre gli stessi, persone che poi non vengono, suore che sono distanti … ‘in qualità di responsabile regionale mi sono permessa di cercare di rincuorare questi ragazzi, dando loro un rimando positivo. E già dal consiglio regionale che abbiamo fatto subito dopo, questi animatori si sono resi disponibili ad organizzare, creare, fare …. La serata stessa è stata ‘stare insieme’ con molta semplicità, alcuni animatori ci hanno fatto giocare e la nostra ora prevista per la ricreazione si è prolungata a quasi due ore di risate, di canti, di mimi, di stare insieme nella semplicità. ‘Era da tanto che non ridevo più cosi …!’, non poteva esserci rimando migliore!

La giornata dell’8 gennaio 2011 invece è stata all’insegna della catechesi e della formazione, con la celebrazione eucaristica. Padre Francesco ci ha fatto riflettere sul vero senso del Natale … su questo Dio che si incarna, che pone la sua dimora in mezzo a noi.  Ci ha descritto questo Dio sotto le sembianze di bambino, per invitarci a tornare come bambini, un bambino ha bisogno di tutto, ma che razza di Dio può essere uno così? E invece Dio ha scelto proprio questa sembianza per invitarci a semplificare la nostra vita, tornare all’essenziale. Questo “agire di Dio” ci deve spingere a diventare carità, ad accorgermi dell’altro, nel nostro quotidiano, nei nostri gruppi di JMV. Tutto si è concluso con il pranzo del sabato, nei tavoli regnava allegria, voglia di stare insieme e di scherzare, al momento dei saluti ci si accorge che forse si poteva fare di più per loro, più tempo, più ascolto … ma alla fine sono sempre i ragazzi che ti fregano, con il loro sms, con una loro mail, con un messaggio su face book …. E li, l’unica cosa che ti esce è ‘Grazie Dio per il dono di questi ragazzi!’.

Michela (reponsabile JMV – nord Italia)