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Seconda domenica del Tempo Ordinario A Di p. Giorgio Bontempi c.m.

Isaia 49, 3.5-6;
Salmo 39;
1Corinzi 1,1-3;
Giovanni 1,29-34

Lectio

Nel brano evangelico di questa domenica, con cui inizia la prima parte del Tempo Ordinario che terminerà il martedì precedente al mercoledì delle Ceneri, si continua a sottolineare la differenza tra il battesimo di Giovanni e quello di Gesù. Inoltre si puntualizza come Gesù di Nazareth fosse il Messia atteso, il figlio del Dio Vivente e non il Battista. Questi è solo voce di Dio, amico dello Sposo, che è Gesù.
Il messaggio di Gesù, che porta a compimento quello dei profeti, egli aprirà le porte d’Israele al mondo allora conosciuto: nascerà così il nuovo popolo di Dio, la comunità cristiana, aperta a tutti i popoli.

Meditatio

L’Anno Liturgico si divide in due parti: i Tempi Forti (Avvento/Natale/Quaresima/Pasqua) ed il Tempo Ordinario. Questo, a sua volta è diviso in due capitoli: il primo, che inizia dalla festa del Battesimo del Signore, con cui termina il Tempo di Natale e si apre il Tempo Ordinario che si conclude con il martedì precedente al mercoledì delle Ceneri e il secondo, che si apre il lunedì seguente la solennità della Pentecoste e termina il sabato che precede la prima domenica di Avvento.

Il Tempo Ordinario rappresenta la vita quotidiana nella quale dobbiamo il vangelo, mettendo in pratica quanto ci ricordano i Tempi Forti:

Avvento, il Signore viene. Quando? Ogni giorno. Dove? In ogni fratello che incontriamo. In quale misura lo abbiamo accolto durante l’Anno Liturgico precedente? Che cosa intendiamo fare quest’anno?

Natale: il Signore è voluto nascere e vivere per trent’anni in una famiglia qualunque, che viveva del proprio lavoro. Egli ha voluto appartenere alla gente di Nazareth, ultimo paese, della regione disprezzata quale era la Galilea. Io apprezzo la mia vita di persona qualunque, oppure sono un arrivista; una persona che brama sedere ai primi posti; una persona a cui piace il quieto vivere; una persona che scansa l’impegno e la serietà nel lavoro?

Quaresima: il Signore ha affrontato il dolore ponendosi nelle mani del Padre e fidandosi del suo amore. Io ho sperimentato che il Padre mi ama così come sono? Come affronto la difficoltà? Cerco di vivere i momenti duri della vita seguendo il modello di Cristo nella sua passione? Oppure mi ribello, cerco di evitare la sofferenza anzi, faccio soffrire gli altri, tramite la menzogna, la codardia, l’irriconoscenza. Parlo della croce, ma mi tengo lontano da questa.

Pasqua: Il Cristo morto è Risorto si celebra nel Triduo Pasquale (dalla Messa nella Cena del Signore alla domenica della Risurrezione). Il Tempo di Pasqua prosegue lungo i 50 giorni che si concludono con la Solennità della Pentecoste.
Ho incontrato il Risorto? Ho fatto l’esperienza che la vita non è tolta, ma trasformata? Sono convinto che la vita umana è relativa alla vita eterna? Oppure sono attaccato a questa vita e…sotto sotto penso che la vita sia una (la vita terrena) e bisogna viverla meglio che si può? E allora: la menzogna, il raggiungimento del potere nel nostro piccolo mondo, l’invidia, la gelosia, l’impossibilità nel cogliere l’azione dello Spirito, il danneggiare, con ogni mezzo coloro che colgono l’azione dello Spirito, la paura di compromettersi, diventa un modo di vivere.
Il Tempo pasquale che ci ricorda se abbiamo incontrato il Risorto e la vita non è tolta, ma trasformata, la vita umana è relativa alla vita eterna, ci è di autocritica quotidiana.
Ecco, il Tempo Ordinario è l’ambito in cui vivere il vangelo, secondo quello che ci propongono i Tempi Forti.

La spiritualità nascosta nelle scansioni dell’Anno Liturgico è veramente profonda.

Buon Tempo Ordinario e buona domenica.

Prima lettura
Is 49,3.5-6

Dal libro del profeta Isaìa
Il Signore mi ha detto:
«Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».

Salmo responsoriale
Salmo 39

R.: Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

Seconda lettura
1Cor 1,1-3

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!

Vangelo
Gv 1,29-34

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

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