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La preghiera secondo San Vincenzo de’ Paoli – I Parte

da | Apr 15, 2020 | Formazione vincenziana | 0 commenti

P. Tomaž Mavrič, CM ci ha invitato ad usare la preghiera come forza trasformatrice. Non immaginavamo di dover tornare sul tema durante la Quaresima. Oggi vogliamo condividere questo articolo: “La preghiera secondo San Vincenzo de’ Paoli”, che sarà presentato in più parti per tre giorni consecutivi. Il terzo giorno si concluderà con la possibilità di scaricare il testo in formato un e-book. Questo tema ci aiuterà a prepararci alla Pasqua imminente, che vivremo nelle nostre case, nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie. L’autore dell’articolo ci aiuta ad approfondire un argomento molto caro a San Vincenzo.

1. Preparazione

San Vincenzo stesso ci dice in cosa consiste questo primo momento del suo metodo di preghiera mentale (OM): “È molto importante fare bene questa preparazione, mettendoci correttamente alla presenza di Dio, perché l’intero sviluppo della preghiera dipende da questo.  Fatto ciò, il resto andrà da solo “(SV XI, 405).  Si tratta, quindi, di avere l’esperienza del salmista, che dice al Signore: “Al mattino ascolta la mia voce; fin dal mattino t’invoco e sto in attesa.” (Sal 5, 4). 

Ovviamente, per trarre vantaggio dall’ OM, è necessario garantire un silenzio accogliente, nel quale la voce di Dio può risuonare con tutta la sua chiarezza e forza.  “Mantenete il silenzio – Vincenzo raccomanda alle Figlie della Carità – in modo che questo raccoglimento che si riflette all’esterno favorisca il dialogo dei vostri cuori con Dio” (SV IX, 7). 

Certamente, il fondatore sembrava avere in mente che, come si può leggere nella “Imitazione di Cristo”: “Nel silenzio e nella quiete, un’anima devota progredisce e apprende i segreti delle Scritture” (1, 20, 6).  In diverse occasioni, San Vincenzo insiste sull’importanza di andare a letto in un orario conveniente, dormire il necessario e alzarsi con abbastanza tempo e una buona disposizione (cfr SV IX, 26s, X, 564s).  Raccomanda anche una breve preghiera quando ci si alza: “Mio Dio, ti adoro. Signore, ti dò il mio cuore. Concedimi la grazia di non offenderti e di fare la tua volontà in tutte le cose” (SV X, 598). 

Secondo San Vincenzo, ci sono due tipi di preparazione (cfr SV IX, 426): a) una prossima, fatta immediatamente prima della meditazione, al mattino; b) e una remota, che dovrebbe essere fatta la sera precedente, leggendo i punti della meditazione del giorno dopo e addormentandosi con un “buon pensiero” sull’argomento, secondo la raccomandazione del fondatore alle sue sorelle: “Coricatevi umilmente con un buon pensiero. Questo sarà un modo semplice per ricordare Dio al risveglio. E al mattino avrete lo spirito in una disposizione migliore per fare le vostre preghiere” (SV IX, 7).  Sia per la preparazione imminente che remota, il copione è il seguente:

1.1 Mettersi alla presenza di Dio

Sono consapevole che Dio mi conosce, mi vede e mi ascolta.  Lasciati illuminare, riscaldare e ispirare dalla presenza amorevole del Signore, “che ci parla da cuore a cuore” (SV X, 586).  Fai un atto di fede, come questo: “Credo, mio ​​Dio, che “tu sei qui “(SV X, 589).

Ricorda San Vincenzo: “Iniziate sempre tutte le vostre preghiere alla presenza di Dio (…).  Considerate, mie figlie, che, sebbene non vediamo Dio, la fede ci insegna la sua santa presenza ovunque (…), penetrando intimamente in tutte le cose e persino nei nostri cuori “(SV IX, 4). Rivolgendosi ai Padri e ai Fratelli della Missione, il fondatore dirà : “Il ricordo della presenza di Dio sta crescendo a poco a poco in noi e, per sua grazia, diventa abituale.  Siamo, per così dire, costantemente incoraggiati alla Divina Presenza. 

Quante persone esistono ancora in questo mondo che non perdono quasi mai il senso della presenza di Dio! “(SV XII, 163-164). Nella prospettiva di San Vincenzo, la pratica di mettersi alla presenza del Signore ci porta a vivere illuminati da questa convinzione che siamo sempre davanti a chi ci ama e accompagna la nostra vita con misericordia e pazienza, come ricorda l’apostolo Paolo nell’Areopago di Atene: in Dio “Viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (Atti 17, 28).

Per quanto riguarda San Francesco di Sales, da cui ha preso il metodo OM, San Vincenzo si esprime così: “Quattro modi per mettersi alla presenza di Dio: contemplarlo nel Santissimo Sacramento; rallegrarsi nel vederlo adorato in cielo; sapere che Dio è ovunque, così come all’interno della persona che si lascia raggiungere dal suo amore”(cfr SV X, 587-589).

Una preghiera trovata negli Scritti spirituali di Santa Luisa de Marillac può anche ispirare questo momento iniziale: “Mio Dio, ti adoro. So che mi hai dato la vita. Perché io ti amo e tu mi ami, mi abbandono alla tua volontà divina e confido nella tua misericordia. Ti prego per tutti gli uomini che ami, affinché possano realizzare il grande progetto di amore che hai su ciascuno di essi” (SL E. 1)

P. Vinicius Teixeira Ribeiro, CM
Provincia de Río
Fonte: https://cmglobal.org/

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