Nella memoria liturgica di santa Giuseppina Bakhita, l’otto febbraio, si celebra la Giornata Mondiale della tratta a ricordo della sua vita da schiava liberata dalla luce di Gesù

“Ognuno di noi deve chiedersi: cosa posso fare io per eliminare la tratta?”. È l’invito lanciato da p. Michael Czerny, sottosegretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, durante la conferenza stampa di presentazione, in sala stampa vaticana, della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, che si celebra domani, memoria liturgica di santa Giuseppina Bakhita.

“Come è possibile che la piaga del traffico di esseri umani persista nel 21° secolo?”, ha esordito il religioso, citando i recenti Orientamenti pastorali pubblicati dal suo dicastero nel gennaio scorso, che “aiutano a comprendere più profondamente il fenomeno” e a trovare risposte “per un impegno a lungo termine”.

Il fenomeno della tratta, ha fatto notare Czerny, “è nascosto e invisibile ma diffuso ovunque, come la corruzione. Lo Stato deve proteggere i suoi cittadini e abitanti dallo sfruttamento e dalla schiavitù e fare ogni sforzo per perseguirla e punire”. “I testimoni ci descrivono inganni, coercizioni e sofferenze inimmaginabili”, ha fatto notare il sottosegretario del Dicastero: “La loro testimonianza mostra concretamente cosa può essere violato in una vita umana per il piacere e il profitto di altri. È inconcepibile”.

SIR


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