Il Superiore Provinciale dei Missionari Vincenziani d’Italia, P. Nicola Albanesi CM, ha convocato l’Assemblea Provinciale per le ore 9 di lunedì 27 agosto 2018 a Roma e si concluderà sabato 1 settembre

Cosa è l’Assemblea Provinciale?

E’ un tempo nel quale alcuni rappresentanti dei Missionari Vincenziani, eletti, si ritrovano per custodire e promuovere la spiritualità e l’attività apostolica della Comunità. Trenta sono i confratelli giunti a Roma in rappresentanza dei 138 che si impegnano a seguire Cristo, evangelizzatore dei poveri, servendo le comunità sparse in Italia e Albania.

Chi sono i Missionari Vincenziani?

Sacerdoti e fratelli che … hanno fiducia nella Divina Provvidenza

San Vincenzo aveva una profonda fede e fiducia nella provvidenza di Dio per lui e per tutte le persone, specialmente i poveri.

Impegnati ad essere contemplativi nell’azione

San Vincenzo e Santa Luisa stabilirono una nuova forma di vita religiosa: una fusione non claustrale ed efficace tra il divino e l’umano, il soprannaturale e il pratico, il contemplativo e l’attivo. Attraverso il loro incontro con il Cristo della tenerezza e della compassione nella preghiera, i vincenziani sono pronti ad uscire e ad assistere lo stesso Cristo nei poveri. Come disse Vincenzo, “Dammi delle persone di preghiera e saranno capaci di tutto”.

Vivono una “Opzione preferenziale per i poveri”

La carità cristiana che siamo chiamati a praticare non è donare ai poveri la rimanenza, il nostro tempo libero, i nostri soldi extra, i nostri vecchi vestiti, ecc. La carità per noi deve significare dare il meglio e, a volte, tutto. La nostra vita deve riflettere la vita di Gesù Cristo che ci ha chiamati a questa grande vocazione di amore. Il nostro rispetto per la dignità delle persone povere deve portarci a trattarli come ospiti al nostro tavolo di famiglia e non come mendicanti al nostro cancello, in attesa delle briciole.

Praticano la meditazione a partire dall’esperienza apostolica

Avendo incontrato una persona povera, o seguendo un’esperienza di servizio ai poveri, riflettiamo insieme su quell’esperienza e le sue implicazioni attraverso la preghiera e lo studio della Bibbia. In questo modo iniziamo ad imparare come affrontare la nostra stessa povertà interiore. La spiritualità vincenziana sostiene che questa contemplazione fornisce una chiave esperienziale che può aiutare a sbloccare il vero significato delle Scritture. Questo processo di trasformazione ci prepara a ritornare al servizio rinnovato dei nostri Signori, i poveri.

Credono che i poveri siano i propri maestri

Crediamo che i poveri abbiano qualche diritto sul nostro tempo. Proprio come un subordinato sarebbe deferente verso qualcuno di autorità superiore, mostriamo un profondo rispetto, persino la devozione, per coloro che sono poveri. Il nostro discorso è semplice. Ci neghiamo di cose e piaceri per poter essere solidali con una persona povera; in modo che non si sentano in imbarazzo dalla nostra presenza. Andiamo da loro; non loro vengono sempre da noi. Rimaniamo disponibili e gentilmente disposti quando li salutiamo. Mostriamo pazienza, quando le persone possono essere esigenti o addirittura arrabbiate. Ascoltiamo attentamente loro e consideriamo prima i loro bisogni. Devono avere voce in capitolo su come potrebbero reindirizzare le loro vite.

Partecipano alla vita dei laici

Sin dall’inizio, il ruolo dei laici è stato fondamentale per la nostra missione. I laici hanno rivelato i bisogni dei poveri a Vincenzo sia a Folleville che a Chatillon-les-Dombes. Si potrebbe dire che i laici hanno portato Vincenzo ai poveri. Oggi la Famiglia Vincenziana condivide ancora un carattere laicale. Il carisma deriva da una partecipazione con i laici (SSVP, AMM, JMV, AIC, MISEVI).

Auguriamo ai nostri Confratelli di vivere l’Assemblea Provinciale come tempo di rinascita spirituale e apostolica affinchè i poveri, a cui siamo inviati, siano serviti ed evangelizzati nello stile del nostro Santo fondatore, Vincenzo de’ Paoli. La preghiera di tutta la Famiglia Vincenziana accompagni i lavori di riflessione che impegneranno i delegati.

 


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