Aida Baladi: testimonianza di una vincenziana in Siria durante l’udienza con il Santo Padre

da | Ott 23, 2017 | 400 anni, Notizie sulla Famiglia Vincenziana | 0 commenti

Vi invitiamo a riflettere sulla testimonianza di Aida Baladi, presidente nazionale della Gioventù Mariana Vincenziana della Siria, durante l’udienza con Papa Francesco, nel Simposio della Famiglia Vincenziana, a Roma, il 14 ottobre:

Foto: Cristian Gennari/Siciliani

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Mentre era in cammino e si avvicinava a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo. Cadendo a terra udì una voce che gli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”Rispose: “Chi sei, o Signore?” E la voce rispose “Io sono Gesù, che tu perseguiti! Ora alzati ed entra nella città, e ti sarà detto ciò che devi fare.” (Atti 9,3-6)

La voce del Signore risuonò a Damasco; La luce dal cielo illuminò Damasco. Mi chiamo Aida Baladi e sono la responsabile della Gioventù Mariana Vincenziana in Siria. A partire dal giorno in cui mi è stato chiesto di scrivere una testimonianza sulla Gioventù Mariana Vincenziana in Siria e fino a questo momento, ho sentito il peso della responsabilità gravare sulle mie spalle, poiché mi è stato chiesto di parlare delle due cose più importanti nella mia vita: la Gioventù Mariana Vincenziana e la mia amata Siria. Pertanto, farò del mio meglio per sfruttare questi pochi minuti per presentare al mondo intero, durante questo Simposio della Famiglia Vincenziana, la mia testimonianza come membro della Gioventù Mariana Vincenziana e come cittadina siriana. Per semplificare la mia missione ho chiesto aiuto al gruppo più solidale che io abbia mai incontrato: la Gioventù Mariana Vincenziana.

La domanda in sé era semplice: “Considerato il tuo ruolo di membro e responsabile della Gioventù Mariana Vincenziana in Siria, e tenendo conto delle difficili circostanze in cui hai vissuto, se qualcuno ti chiedesse di parlare della Gioventù Mariana Vincenziana in Siria, tu cosa diresti?”.Le risposte erano immediate, dirette, piene d’amore, di ambizione, di determinazione, di fede e di speranza; è per questo che ho semplicemente citato le seguenti frasi, che adesso condivido con voi:

Prima risposta:

“Abbiamo affrontato una guerra disastrosa che ci ha costretti spesso ad abbandonare i nostri progetti. Ora, grazie a Dio, l’abbiamo superata e siamo sopravvissuti. Da questa guerra abbiamo imparato ad apprezzare le cose che ci circondano e a ripartire da zero. Siamo una famiglia, una famiglia i cui membri si sostengono a vicenda, e vogliamo che tutto il mondo sappia che niente può impedirci di continuare a farlo, perché noi siamo i giovani voluti dalla Vergine Maria e abbiamo intenzione di continuare sotto la sua benedizione”.

L’altra risposta che ho ricevuto è la seguente:

Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?” (Romani 8,31). Andremo avanti con il nostro slogan “Vivi”, “Contempla” e “Servi” attraverso la Gioventù Mariana Vincenziana, con l’intenzione per ognuno di noi. Ora, nel mio ruolo di responsabile, farò del mio meglio per trasmettere i valori della “vita”, della “contemplazione” e del “servizio” alle generazioni più giovani dei membri della Gioventù Mariana Vincenziana.

Qualcuno mi ha anche risposto:

“In questo momento non possiamo rinunciare alla Gioventù Mariana Vincenziana in Siria. Essa è parte della nostra infanzia, parte della nostra personalità; la Gioventù Mariana Vincenziana è uno stile di vita, quindi come si può rinunciare alla propria vita?”

L’ultima risposta ricevuta è stata:

“Il messaggio più importante che dovremmo diffondere nel mondo, in qualità di Gioventù Mariana Vincenziana, è “l’Amore”. E l’unica cosa di cui l’amore ha bisogno è il “coraggio” perché la persona che ama non si lascia dominare dalla paura. Il nostro Paese vive in un contesto sfavorevole che ci ha INDEBOLITI all’inizio, ma noi non abbiamo permesso che questa situazione ci impedisse di trasmettere il nostro messaggio di “amore” e “servizio”. Una volta che questo messaggio è nei nostri cuori, nessuna difficoltà ci piegherà alla disperazione. Abbiamo dimostrato al mondo, e ancora lo facciamo, che c’è una luce nell’oscurità.”

La Gioventù Mariana Vincenziana in Siria è divisa in quattro gruppi e ognuno ha il suo responsabile. A causa della crisi Siriana, negli anni il numero dei membri è diminuito drasticamente da 40 a soli 15-20 membri per gruppo, soprattutto in quelli dei più giovani. Abbiamo cercato, da sempre, di vivere all’insegna del nostro slogan: “Vivi, contempla, servi” e grazie ad esso abbiamo conseguito numerosi obiettivi vivendo la vita cristiana seguendo gli insegnamenti di Maria, come raccontato da Santa Caterina Labourè. Il servizio è diventato il fulcro della nostra esistenza. C’è stato un periodo di crescita e prosperità per la Gioventù Mariana Vincenziana siriana, quando la JMV era uno dei più importanti gruppi di giovani cristiani a Damasco, la nostra città. Eravamo conosciuti per la nostra carità, per il volontariato e altre attività come eventi di raccolta fondi, campi estivi e momenti di preghiera.

Da quando nel 2011 la crisi siriana è iniziata, è incominciata anche la difficoltà di portare avanti le nostre attività. Questa crisi ci ha influenzati negativamente. I nostri incontri settimanali, i campi e altri eventi generalmente avevano luogo nella Casa delle Figlie della Carità, un posto che noi consideriamo casa, ma, a causa della sua posizione pericolosa, abbiamo dovuto sospendere i nostri incontri e le nostre attività.

Queste circostanze hanno portato ad una carenza di risorse umane, soprattutto di quelle che consideriamo la spina dorsale della nostra organizzazione. I giovani (ventenni), infatti, che erano i più attivi durante le attività, iniziavano a progettare di trasferirsi all’estero a causa della difficile situazione in Siria. Le nostre attività ne hanno fortemente risentito, soprattutto quelle di servizio al prossimo che si sono sensibilmente ridotte negli ultimi sette anni. Ora, stiamo cercando di rimetterci in piedi. Man mano che la situazione in Siria migliora, anche noi cerchiamo di migliorare. Rifacendoci al motto di quest’anno: “Il buon lavoro cresce in silenzio”, continuiamo a lottare ogni giorno.

Le circostanze di cui vi ho parlato, ci hanno messi a dura prova. Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili. Dovevamo interrompere definitivamente le nostre attività o prenderci il rischio di continuare incuranti delle difficoltà e dei pericoli attorno a noi? Quindi abbiamo fatto una scelta. Abbiamo scelto di vivere. Di continuare a vivere perché noi siamo la Gioventù Mariana Vincenziana e siamo siriani. Viviamo per l’Associazione e viviamo per il bene del nostro amato Paese. E questa decisione ci ha resi più forti che mai.

In seguito a questa decisione, oggi siamo in grado di continuare e ricominciare le attività per i nostri membri. Per esempio, da quando la guerra è iniziata, avevamo sospeso il nostro campo estivo annuale. Ma lo scorso 2016 abbiamo coraggiosamente deciso di riproporre quest’esperienza. In questo 2017 siamo stati onorati dalla presenza di un caro amico durante il nostro campo estivo, Yancarlos, il Presidente Internazionale della Gioventù Mariana Vincenziana.

Abbiamo anche fatto una festa di Natale e abbiamo partecipato frequentemente a “L’Atelier de Noelle”, un laboratorio per i bambini di Damasco, non solo del nostro gruppo, per realizzare a mano decorazioni natalizie. Abbiamo organizzato anche molti ritiri (brevi campi di due notti) nella casa delle Figlie della Carità, lo stesso posto in cui si tenevano in passato i nostri incontri. Questi ritiri comprendevano momenti di preghiera, giochi e tante risate.

Inoltre, vorrei sottolineare l’importanza del supporto e delle preghiere di alcune persone, senza le quali sarebbe stato impossibile per noi continuare. Le Figlie della Carità, in particolare Suor Monique Kharouf, la nostra suora collaboratrice. L’ attiva partecipazione ed i preziosi consigli di Padre Charbel Nail, il nostro assistente spirituale – che ha iniziato ad occuparsi della Gioventù Mariana Vincenziana lo scorso anno. La spiritualità di San Vincenzo non sarebbe presente tra di noi se non fosse per queste due importanti persone, Padre Charbel e Suor Monique.

Come membri della famiglia vincenziana a Damasco, ora stiamo cercando di collaborare con gli altri rami per un fine comune, darci forza a vicenda per dare vita al carisma vincenziano. A causa della difficile situazione che abbiamo attraversato e, soprattutto grazie alla condizione migliore in cui ci troviamo oggi, uniamo le forze per raggiungere il nostro obiettivo di Carità, guidati dal carisma di San Vincenzo de Paoli. Le parole più usate per descrivere il nostro spirito d’appartenenza sono: amare senza aspettarsi nulla in cambio, famiglia, felicità, luce, stile di vita, forti insieme, messaggio da trasmettere, momenti difficili e momenti favorevoli, doveri e responsabilità. Considerata la situazione in cui si trova il nostro Paese, ciò che è importante è che noi giovani restiamo uniti in preghiera, uniti nella terra a cui apparteniamo, e liberi di trasmettere il nostro caratteristico messaggio “a Gesù attraverso Maria”, di realizzare il nostro slogan “Vivi, contempla e servi”.  Siamo, inoltre, tutti invitati quest’anno a contestualizzare il tema: “Ero straniero e mi avete accolto.” Matteo 25, all’interno della Gioventù Mariana Vincenziana siriana, (questo è il progetto per il prossimo anno). Dentro ognuno di noi c’è quell’ “Amore” che intensifica il senso di appartenenza e genera felicità.

Infine, voglio concludere dicendo che questi sette anni di guerra non ci hanno resi paurosi, non siamo fuggiti via, non ci siamo nascosti; al contrario, questa guerra ci ha resi più forti, più uniti, più legati al nostro Paese e più saldi nel nostro senso di appartenenza alla Gioventù Mariana Vincenziana di Damasco.Un ringraziamento speciale lo rivolgo ai responsabili che ci hanno sempre supportato e in particolare a coloro che ci hanno incoraggiati alla partecipazione a questo Simposio: Padre Ziad Haddad, Padre Charbel Naim, Suor Monique Kharouf e tutti gli altri.

Sono immensamente grata a Papa Francesco, che prega sempre per la Pace nella nostra amata Siria.

Pace per la nostra Amata Siria.

Aida Baladi

Responsabile Nazionale della Gioventù Mariana Vincenziana / Siria.

 

Tags: simposio

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