Pastorale parrocchiale

Il gruppo liturgico parrocchiale

Come costituire e condurre un gruppo liturgico parrocchiale.


p. Giorgio Bontempi C.M.

Introduzione

Ricordo, che il 98% dei cristiani praticanti di una comunità parrocchiale s´incontrano, ogni domenica, per celebrare l´Eucaristia. Questa constatazione basta per poter rilevare la fondamentale importanza della liturgia all´interno della pastorale parrocchiale. La liturgia è il fare della Chiesa. Infatti, è tramite le parole ed i gesti, durante una celebrazione, che una comunità esprime la propria realtà (cf. Costituzione conciliare Sacrosactum Concilium sulla sacra liturgia, n° 42. d´ora in poi citata con la sigla SC).
Questo è il motivo per cui, come ho già scritto in precedenti articoli, ma non mi stancherò di ripeterlo: la cura delle celebrazioni liturgiche, risulta il punto di partenza, per una pastorale parrocchiale, che si prefigga un traguardo e che non proceda a tentoni, cercando di seguire l´ultima enciclica papale, per illudersi di portare avanti uno pseudo progetto pastorale, che in realtà non ha, o non è in grado di avere, perché i pastori non sono all´altezza di guidare la comunità.

Che cosa s´intende per gruppo liturgico.

Il gruppo liturgico è un´insieme di persone che, guidate dal parroco, o da un prete o un diacono, o da una persona competente in liturgia (non basta essere prete o diacono per essere competente!!!), coordina le celebrazioni liturgiche, si forma allo spirito della liturgia, secondo i dettami del Concilio Ecumenico Vaticano II° (SC 42).

Quali sono le persone che devono far parte del gruppo liturgico.

Le persone che devono far parte del gruppo liturgico, sono principalmente coloro che abitualmente prestano il loro servizio, per rendere le celebrazioni, semplici, solenni e scorrevoli (SC 34).

Quindi:

  • i lettori
  • i cantori (sia coloro che intonano i canti alla Messa, sia chi fa parte del coro – o almeno – il maestro del coro
  • il gruppo dei ministranti (= chierichetti), o almeno il coordinatore
  • i ministri straordinari della comunione eucaristica
  • i sacristi
  • le persone che preparano l´aula celebrativa (= la chiesa) chi addobba chi compie le pulizie, ecc…

NB!
Naturalmente per far lavorare bene un gruppo liturgico è di fondamentale importanza che ci sia una sintonia tra i preti nello svolgere il ministero della presidenza, secondo le direttive della riforma liturgica.

Con quale metodo procedere?

Il metodo con cui procedere ha, alla base, il rispetto delle persone che, dopo una giornata di lavoro, invece di riposare o di sedersi per gustare un programma di loro gradimento, nonostante le intemperie che possono esservi, vengono per partecipare al gruppo liturgico. Quando parlo di rispetto, intendo che, colui che coordina le riunioni (prete, diacono o laico), sia preparato, altrimenti è meglio non iniziare tali incontri.

Cercherò ora di enucleare i passaggi attraverso i quali condurre il cammino di un gruppo liturgico:

è necessario tener presente che la liturgica è fare, per cui il gruppo liturgico dovrà, quanto prima, entrare nelle celebrazioni e, il primo passo è l´animazione delle Messe domenicali.

  • Intanto si inizia con lo spiegare il significato del termine liturgia.
  • Segue la storia della liturgia lungo i secoli, per motivare la riforma liturgica del Concilio.
  • S´insegna a comprendere e ad usare le fonti antiche ( es. Le apologie di Giustino, il Diario di Egeria ecc..).
  • Attraverso le fonti antiche si giunge alla comprensione della teologia di SC.
  • Così si arriva ad illustrare l´anno liturgico (storia e teologia). Le persone comprendono così l´importanza della domenica e del Triduo Pasquale.
  • Si può così iniziare – messale romano davanti – la preparazione pratica all´animazione delle Messe domenicali e a quella del Triduo pasquale.
  • Seguirà il resto dell´anno liturgico. La preparazione di momenti solenni: prime comunioni, cresime, feste patronali e quant´altro.
  • Naturalmente – ogni anno – si perfezioneranno i servizi che compiono le persone sopra elencate.

Il gruppo liturgico necessita di una riunione ogni 15 giorni, se si vogliono fare le cose seriamente. Altrimenti, ribadisco, è meglio non iniziare tale cammino.

Tutte le celebrazione debbono essere coordinate dal gruppo liturgico?

Quando io ho bisogno di curarmi, mi reco dal medico, quando devo aggiustare l´automobile mi reco dal meccanico ecc…intendo affermare che è necessario, in una parrocchia, rispettare le competenze, altrimenti si rischia di lavorare male e di dare contro testimonianza. Per essere più concreti: se il gruppo scout deve fare una celebrazione, si reca dal gruppo liturgico ed espone il piano celebrativo. Il gruppo liturgico, mettendo a servizio la sua competenza, offrirà i suggerimenti adatti, affinché la liturgia sia bella, solenne, partecipata e scorrevole, in modo che l´assemblea celebrante – nel nostro caso il gruppo scout – possa, tramite parole e gesti – incontrare il Risorto. Non sarà dunque il gruppo liturgico che si sostituirà agli scout, ma offrirà solo la sua competenza, saranno gli scout a gestire la loro liturgia.

È fondamentale che, ogni gruppo parrocchiale, quando dovrà impostare una celebrazione in cui partecipino soltanto gli appartenenti al gruppo, segua le indicazioni sopra elencate.

Invece quando si tratti di celebrazioni a cui prenda parte tutta la comunità parrocchiale, allora sarà il gruppo liturgico che ne curerà l´animazione. Questo non vieta che possano essere inserite anche alcune persone che non appartengono al gruppo liturgico (es. nell´eucaristia della prima comunione o della cresima, qualche catechista o genitore potrebbe prestare il proprio servizio come lettore, o come persona che porta i doni nella processione offertoriale), mai senza una previa preparazione. Non si prendono le persone dall´assemblea improvvisando un servizio!

Queste sono le linee guida per un cammino serio di formazione liturgica, che senz´altro – con il passare del tempo – si estenderà a tutta la comunità parrocchiale, compiendo un bene enorme al popolo cristiano.