“Speranza che Ricostruisce”: psicologi vincenziani lanciano un programma di assistenza psicologica per le persone colpite dai terremoti in Venezuela

di .famvin | Giu 28, 2026 | Notizie sulla Famiglia Vincenziana | 0 commenti

Il 24 giugno 2026, il Venezuela è stato scosso da due forti terremoti che hanno lasciato un segno profondo di dolore, incertezza e distruzione in molte comunità del Paese. Nel giro di pochi minuti, molte famiglie hanno visto sconvolta la propria vita quotidiana: abitazioni danneggiate o distrutte, persone care scomparse o decedute, feriti, spostamenti forzati, paura di nuove scosse e un diffuso senso di vulnerabilità. Al di là delle perdite materiali, ogni catastrofe di questa portata apre anche ferite invisibili: ansia, angoscia, insonnia, lutto, senso di colpa, attacchi di panico, stress acuto e una profonda perdita del senso di sicurezza.

Di fronte a questa realtà, la Confraternita degli Psicologi della Famiglia Vincenziana ha avviato il progetto “Speranza che Ricostruisce: Programma Virtuale di Assistenza Psicologica Comunitaria e Clinica per le Persone Colpite dal Terremoto in Venezuela”, un’iniziativa gratuita di accompagnamento psicologico e psicosociale rivolta alle persone e alle comunità colpite da questa emergenza.

Il progetto nasce dal cuore del carisma vincenziano: stare accanto a chi soffre, riconoscere la dignità di ogni persona e offrire una risposta concreta, organizzata e piena di speranza là dove la vita è stata ferita. In questo caso, la risposta si realizza attraverso il campo professionale della psicologia, integrando rigore scientifico, etica della cura e spiritualità del servizio che anima la Famiglia Vincenziana in tutto il mondo.

L’iniziativa sarà sviluppata in modalità virtuale, tramite Google Meet, per un periodo iniziale di dodici mesi. Sarà affidata a psicologi volontari della Confraternita degli Psicologi della Famiglia Vincenziana, presenti in diversi Paesi del continente americano. Questa dimensione internazionale permette di offrire una rete di sostegno professionale più ampia, capace di accompagnare persone colpite sia all’interno sia al di fuori del territorio venezuelano.

Una risposta a ferite che non sempre si vedono

I terremoti non fanno crollare soltanto gli edifici. Scuotono anche la memoria, il corpo, i legami, la fiducia e la speranza. Molte persone sopravvissute a una catastrofe naturale possono sperimentare paura persistente, sussulti, difficoltà a dormire, senso di minaccia, tristezza profonda, irritabilità, blocco emotivo o incapacità di riprendere la vita quotidiana.

Nei giorni e nelle settimane successive a un disastro, l’assistenza medica, il cibo, un riparo e la sicurezza sono bisogni urgenti. Ma anche la salute mentale è parte essenziale di ogni risposta umanitaria. Offrire sostegno emotivo alle persone colpite aiuta a prevenire sofferenze più profonde, rafforza le reti comunitarie e favorisce processi di recupero più umani e sostenibili.

A partire da questa convinzione, il programma “Speranza che Ricostruisce” intende offrire assistenza psicologica comunitaria e clinica per aiutare le persone colpite a ritrovare stabilità emotiva, rafforzare la propria resilienza e ricostruire, poco a poco, il proprio benessere psicosociale.

Obiettivi del progetto

L’obiettivo generale del programma è offrire assistenza psicologica comunitaria e clinica virtuale alle persone colpite dal terremoto in Venezuela, promuovendo il recupero emotivo, la resilienza e la ricostruzione del benessere psicosociale.

Per raggiungere questo obiettivo, il progetto prevede diversi obiettivi specifici: offrire Primo Soccorso Psicologico, realizzare interventi di contenimento emotivo nelle situazioni di crisi, fornire assistenza psicologica individuale virtuale, sviluppare gruppi di sostegno per persone in lutto, formare leader comunitari e operatori pastorali nell’autocura e nel Primo Soccorso Psicologico, individuare i casi che richiedono l’invio a servizi specializzati e rafforzare le reti comunitarie di sostegno emotivo.

Non si tratta soltanto di rispondere a situazioni individuali, ma anche di aiutare le comunità a ricostruire legami, recuperare fiducia, organizzarsi e sostenersi reciprocamente in mezzo all’avversità.

A chi si rivolge?

Il programma è rivolto, anzitutto, alle persone direttamente colpite dai terremoti: famiglie sfollate, persone in lutto, anziani, persone che hanno perso la propria casa o vissuto esperienze traumatiche, così come famiglie venezuelane colpite che attualmente risiedono fuori dal Paese.

È previsto anche l’accompagnamento di volontari, operatori pastorali, parrocchie, comunità a rischio e organizzazioni partner. Anche chi aiuta ha bisogno di essere sostenuto. Per questo il progetto include spazi di formazione e autocura per coloro che stanno sostenendo altre persone nel mezzo dell’emergenza.

Cinque ambiti di assistenza

Il progetto si articola in cinque grandi ambiti di intervento.

  1. Il primo è l’assistenza comunitaria, che includerà incontri psicoeducativi, laboratori di gestione dello stress, strategie di coping, resilienza comunitaria, prevenzione dell’esaurimento emotivo e rafforzamento delle reti di sostegno. Sono previste due attività mensili di questo tipo.
  2. Il secondo è l’assistenza clinica individuale, attraverso sessioni virtuali della durata di 45–60 minuti. Ogni persona potrà ricevere fino a sei sessioni, con possibilità di ampliamento secondo il criterio clinico. Questa assistenza sarà rivolta in modo particolare a chi presenta crisi emotiva, ansia, attacchi di panico, sintomi di stress acuto, lutto, insonnia, senso di colpa o segnali che richiedano una valutazione per un possibile stress post-traumatico.
  3. Il terzo ambito è il contenimento in crisi, realizzato secondo le linee guida del Primo Soccorso Psicologico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le direttive internazionali sulla salute mentale e il sostegno psicosociale nelle emergenze, e raccomandazioni umanitarie complementari. Questo intervento includerà ascolto attivo, validazione emotiva, identificazione dei bisogni immediati, valutazione del rischio, elaborazione di piani di sicurezza e collegamento con le risorse disponibili.
  4. Il quarto componente sarà l’accompagnamento nel lutto, attraverso gruppi virtuali due volte al mese. Questi spazi affronteranno temi come la comprensione del lutto, il lutto traumatico, il senso di colpa, le perdite multiple, la ritualità simbolica, la speranza e la ricostruzione personale e comunitaria dopo la perdita.
  5. Infine, il progetto contempla un’importante dimensione di formazione comunitaria, rivolta a leader comunitari, operatori pastorali, volontari e membri della Famiglia Vincenziana. Questi percorsi formativi tratteranno il Primo Soccorso Psicologico, i segnali di allarme, la prevenzione del suicidio, la comunicazione empatica e l’autocura.

Come funzionerà l’assistenza

La metodologia sarà semplice e organizzata. Le richieste saranno ricevute attraverso l’indirizzo e-mail della Confraternita. In seguito sarà realizzato un primo contatto virtuale, seguito da un colloquio iniziale e da una classificazione dei bisogni. A partire da lì, la persona sarà affidata a un professionista adeguato alla sua situazione; sarà realizzato il relativo follow-up e, quando necessario, si procederà alla conclusione del percorso o all’invio a servizi specializzati.

L’intero processo rispetterà criteri etici fondamentali: consenso informato, riservatezza, protezione dei dati, rispetto del Codice Deontologico Professionale dello Psicologo e invio responsabile nei casi di rischio.

Un programma di dodici mesi

Il progetto avrà una durata iniziale di dodici mesi, con tre tappe principali.

Nel breve termine, da luglio a novembre 2026, si procederà all’organizzazione dell’équipe, alla diffusione del programma, all’apertura delle iscrizioni, all’avvio dell’assistenza individuale, dei laboratori, dei gruppi di lutto e della supervisione mensile.

Nel medio termine, da dicembre 2026 ad aprile 2027, si darà continuità ai percorsi terapeutici, si svilupperanno laboratori mensili, si promuoverà la formazione comunitaria, si realizzerà una valutazione bimestrale e si curerà anche il benessere dell’équipe di professionisti volontari.

Nella fase finale, da maggio ad agosto 2027, si realizzeranno il follow-up dei percorsi, la conclusione degli accompagnamenti, un seminario virtuale, la valutazione di soddisfazione e il rapporto finale.

Psicologia, missione e speranza vincenziana

“Speranza che Ricostruisce” esprime una convinzione profondamente vincenziana: la carità richiede vicinanza, organizzazione, competenza e tenerezza. Nei momenti di emergenza, l’accompagnamento psicologico non è un lusso né un’aggiunta secondaria. È un modo concreto di prendersi cura della vita, proteggere la dignità umana e aiutare le persone a recuperare le forze per continuare a camminare.

La Confraternita degli Psicologi della Famiglia Vincenziana desidera così mettere le proprie competenze professionali al servizio di coloro che sono stati colpiti dai terremoti in Venezuela. La sua proposta combina assistenza clinica, lavoro comunitario, formazione, prevenzione e accompagnamento spirituale a partire da una visione integrale della persona umana.

Il progetto si propone di offrire assistenza psicologica gratuita, ridurre il disagio emotivo, rafforzare la resilienza delle persone colpite, attivare reti di sostegno, formare leader comunitari e consolidare una rete internazionale di psicologi vincenziani al servizio della missione.

In mezzo alle macerie, alla paura e all’incertezza, questa iniziativa vuole essere un segno concreto di presenza, consolazione e speranza. Perché ricostruire non significa soltanto rialzare muri. Significa anche sostenere cuori, accompagnare lutti, restituire fiducia, rafforzare comunità e ricordare a ogni persona colpita che non è sola.

La Famiglia Vincenziana, fedele alla sua vocazione di servire Cristo nei poveri e nei vulnerabili, si unisce così alla sofferenza del popolo venezuelano e offre, attraverso i suoi professionisti volontari, una risposta profondamente umana: ascoltare, accompagnare, prendersi cura e aiutare a ricostruire la speranza.


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