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Nuotare nel fango

da | Set 14, 2020 | Formazione vincenziana | 0 commenti

Negli ultimi decenni, i media hanno trasformato – e continuano a trasformare – il modo in cui le persone si relazionano tra loro e le loro fonti di formazione e di informazione. Uno studio dell’Universitat Jaume I di Castellón (Spagna)[1] afferma che il 75% dei giovani tra i 16 e i 30 anni utilizza i social network per ottenere informazioni, e solo il 28% legge la stampa tradizionale. Il pericolo di questi mezzi alternativi nell’ottenere informazioni è di imbattersi nel fenomeno che tutti conosciamo come fake news, notizie false che inondano le reti e riempiono Internet di spazzatura informativa.

Non confondete le notizie false con gli errori d’informazione. Mentre questi ultimi sono puntuali, inevitabili e tutti noi li facciamo, le notizie false sono tentativi di manipolazione che generano confusione, dubbi e inquietudine, il cui unico scopo è quello di condizionare l’opinione pubblica e di distorcere la realtà. È facile imbattersi in notizie false e, se non si sta attenti, finire intrappolati nella catena che le diffondono, rispedendole e condividendole, senza adottare un minimo filtro critico. Insomma, sono attacchi malevoli alla verità, che ci costringono a “nuotare nel fango” di Internet, con il pericolo di finire per sporcare e macchiare chi ci sta vicino.

Neanche Federico Ozanam e la Società di San Vincenzo de’ Paoli, a loro tempo, sono stati risparmiati da questo tipo di attacco e dalle notizie false. Due esempi:

  • Nel 1848 Federico scrisse un articolo sul giornale l’Ère Nouvelle intitolato “I pericoli di Roma e le sue speranze”, che si concludeva con una frase: “Passiamo ai barbari”, che fece grande scalpore, non tanto per il contenuto dell’articolo, che era estremamente ragionevole, ma per gli attacchi e le squalifiche ricevute da persone che non si preoccupavano di sapere cosa Federico intendesse.
  • Nel 1853 il Granduca di Toscana non autorizzò la fondazione di un conferenza della Società a Firenze, perché era stato falsamente informato che la Società era composta da “persone […] che avevano partecipato alla guerra d’indipendenza” (nelle parole di Amélie). Federico, già molto malato, dovette comparire davanti alla Granduchessa per spiegare che la Società era un’opera di carità in cui nessun motivo politico veniva accettato, né si discuteva di questioni politiche nelle sue riunioni.

Oggi siamo colpiti da una pandemia che ha moltiplicato la comparsa di notizie false sul Covid-19, alcune molto gravi. Ricordiamo, per fare un esempio, quello sfortunato commento sui “possibili benefici” dell’iniezione del disinfettante del Presidente Trump: “Quello che vedo è che il disinfettante, che uccide [il virus] in un minuto – in un minuto! Sarebbe interessante provarlo. Dovrete usare i medici per farlo, ma penso che sia interessante”. A seguito di questo commento, senza alcuna base scientifica e contrario al buon senso, più di 100 persone sono state ricoverate negli Stati Uniti dopo aver ingerito detersivo o candeggina. Non ha senso che Trump affermi a posteriori di essere stato “sarcastico”. Su questioni delicate bisogna essere chiari e non c’è spazio per la confusione.

Ci sono migliaia e migliaia di falsi che hanno girato intorno al virus Covid e al suo trattamento sui social network. Ci sono anche persone (i negazionisti) che considerano tutto un complotto internazionale per controllare le persone, cercando di inserire un chip in ogni essere umano! La stupidità di alcune persone sembra non avere limiti.

Di fronte a tutto questo, dobbiamo fidarci degli scienziati e delle notizie provenienti da canali affidabili, che ci forniscono i dati e le indicazioni più appropriate. Potrebbero sbagliarsi ad un certo punto, in una nuova situazione, ma siamo sicuri che si stanno preoccupando del nostro bene e che vogliono sconfiggere il virus.

Le notizie false sono onnipresenti sul web e non si limitano alla pandemia. Sono ovunque e riguardano tutte le informazioni che ci arrivano su qualsiasi argomento. Facciamo quindi attenzione alle notizie false; abituiamoci a utilizzare fonti di informazione affidabili, e a non condividere informazioni provenienti da fonti inaffidabili che, per il loro contenuto sensazionalistico rischiano di essere false. Non rendiamo noi stessi diffusori anche inconsapevoli di notizie false. Non è difficile riconoscerle: di solito sono fantasiose, esagerate e, spesso, contrarie al buon senso.

Nota:

[1]   Casero-Ripollés, A. (2012) “Más allá de los diarios: el consumo de noticias de los jóvenes en la era digital”. Comunicar, nº 39, v. XX. Rivista scientifica dell’Educomunicazione: ISSN: 1134-3478: páginas 151-158.

Javier F. Chento
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