Cinque capitoli e 177 paragrafi. È la nuova Esortazione Apostolica di Bergoglio che scrive «per un cristiano non è possibile pensare alla propria missione sulla terra senza concepirla come un cammino di santità», spiegando che «ognuno di noi può vivere la santità come un itinerario fatto di “piccoli gesti” quotidiani». Tra questi gesti c’è anche la difesa «dei deboli e dei migranti».

In un nuovo documento, l’esortazione apostolica Gaudete et Exsultate pubblicata ieri, Papa Francesco scrive cosa è – e cosa non è – la santità al giorno d’oggi. Il documento “sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo”, è stato presentato in sala stampa vaticana da mons. Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, dal giornalista Gianni Valente, che conosce Jorge Mario Bergoglio da ben prima che diventasse Papa, e da Paola Bignardi dell’Azione Cattolica.

La scelta della tipologia di documento, l’esortazione apostolica anziché l’enciclica, indica che il Pontefice non intende esporre una riflessione ma piuttosto, appunto, “esortare” i fedeli su un tema, quello della santità, che, in realtà, risponde alla domanda: “Come si fa per arrivare ad essere un buon cristiano?”.

Nel nuovo documento Papa Francesco riprende e sistematizza un tema a lui caro, che ha più volte affrontato nelle messe mattutine a Casa Santa Marta, nelle omelie di celebrazioni ufficiali o in altri testi. Quella che il Papa tratteggia è una visione “popolare” della santità

“Il mio umile obiettivo – si legge nell’introduzione – è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità”. Uno sguardo ai giovani, ai deboli, ai migranti a cui guardare con discernimento e spirito cristiano.

I capitoli
L’esortazione apostolica comincia con la “Chiamata alla santità”, trattata nel primo capitolo, in cui papa Francesco ha spiegato chi sono i «santi della porta accanto» e quale missione ognuno di noi può avere, mentre nel secondo capitolo si descrivono i «due sottili nemici» della santità: lo gnosticismo e il pelagianesimo. Nel terzo capitolo, “Alla luce del Maestro”, arriva la risposta alla domanda su come essere, davvero, un buon cristiano, mentre nel quarto capitolo si prendono in esame «alcune caratteristiche della santità nel mondo attuale» e si indicano anche «alcuni rischi e limiti della cultura di oggi: l’ansietà nervosa e violenta che ci disperde e debilita; la negatività e la tristezza; l’accidia comoda, consumista ed egoista; l’individualismo, e tante forme di falsa spiritualità senza incontro con Dio che dominano nel mercato religioso attuale». Nel quinto capitolo, “Combattimento, vigilanza e discernimento”, si sottolinea come la vita cristiana sia «un combattimento permanente», in cui si richiede «forza e coraggio per resistere alle tentazioni del diavolo e annunciare il Vangelo. Questa lotta è molto bella – rimarca Francesco -, perché ci permette di fare festa ogni volta che il Signore vince nella nostra vita». «Spero che queste pagine – si legge in conclusione – siano utili perché tutta la Chiesa si dedichi a promuovere il desiderio della santità. Chiediamo che lo Spirito Santo infonda in noi un intenso desiderio di essere santi per la maggior gloria di Dio e incoraggiamoci a vicenda in questo proposito. Così condivideremo una felicità che il mondo non ci potrà togliere».Risultati immagini per gaudete et exsultate

I media cattolici
Francesco declina la chiamata alla santità anche con esempi pratici. Il primo riguarda la presenza sul web dei cristiani: «Anche i cristiani possono partecipare a reti di violenza verbale mediante Internet e i diversi ambiti o spazi di interscambio digitale. Persino nei media cattolici si possono eccedere i limiti, si tollerano la diffamazione e la calunnia, e sembrano esclusi ogni etica e ogni rispetto per il buon nome altrui».

I migranti
Altro punto riguarda i migranti: alcuni cattolici, spiega il Papa, affermano che la situazione dei migranti, «di fronte al relativismo e ai limiti del mondo attuale, sarebbe un tema marginale», un tema «secondario rispetto ai temi “seri” della bioetica». Ma queste ideologie «mutilano il cuore del Vangelo».

I deboli
«Non si tratta dell’invenzione di un Papa o di un delirio passeggero», difendere i non nati, i poveri, i migranti. Il Papa ha sottolineato «le ideologie che mutilano il cuore del Vangelo» e ha invitato a seguire le Beatitudini e agire di misericordia. «Nocivo e ideologico» è «l’errore di quanti vivono diffidando dell’impegno sociale degli altri, considerandolo qualcosa di superficiale, mondano, secolarizzato, immanentista, comunista, populista». Sottolinea il Pontefice: «Non possiamo proporci un ideale di santità che ignori l’ingiustizia di questo mondo, dove alcuni festeggiano, spendono allegramente e riducono la propria vita alle novità del consumo, mentre altri guardano solo da fuori e intanto la loro vita passa e finisce miseramente».

Lorenzo Maria Alvaro da Vita.it

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