Alleanza Famvin per i Senza Fissa Dimora- Affinché tutti abbiano un tetto

 Buongiorno a tutti! Benvenuti a San Pietro!

Mi chiamo Mark McGreevy e sono l’Amministratore Delegato della DePaul International.  Siamo una associazione che compie opere di carità per coloro che non hanno un tetto sotto cui vivere, e collaboriamo con la Famiglia Vincenziana da 27 anni. Il tutto ha avuto inizio con un piccolo rifugio per i senza tetto a Londra, nel 1999 ed oggi la DePaul International opera in sette Paesi, assistendo più di 22.000 senza tetto ogni anno. Sono qui a parlarvi oggi, perché i responsabili della Famiglia Vincenziana, mi hanno chiesto di annunciare, a loro nome, il lancio dell’Alleanza Famvin per i Senza Fissa Dimora. Questo progetto è uno dei più ambiziosi nella storia del movimento Vincenziano. Miriamo, col vostro aiuto, a cambiare le vite di centinaia di migliaia di senzatetto, portando la loro voce su un piano globale, così che venga ascoltata dai politici a livello locale, nazionale ed internazionale, fino ad arrivare all’ONU. In breve, vorremmo condurre una crociata che miri a mettere fine, su un piano globale, a questo fenomeno che porta così tanta gente a non avere un posto in cui vivere.

Oltre ciò, il 2017 rappresenta il 400° anniversario dalla nascita del Carisma Vincenziano. Questo carisma è riassunto al meglio nella storia della famiglia povera e bisognosa della parrocchia di Chatillon (in Francia) di cui Vincenzo era il parroco. Queste persone erano troppo malate per lavorare o anche solo per uscire dalla propria abitazione, e Vincenzo comprese che per sopravvivere avevano bisogno di assistenza concreta – cibo, acqua e cure. Durante la celebrazione eucaristica, Vincenzo implorò i suoi fedeli di aiutarlo. In quello stesso giorno, egli stesso andò a visitare questa famiglia portando loro pane, latte e formaggio. Sulla strada Vincenzo incontrò molti dei suoi parrocchiani che avevano risposto prontamente alla sua richiesta di aiuto e si erano offerti nel portare cibo e bevande per questa famiglia. Vincenzo si accorse subito che tutto quel cibo era troppo per una sola volta- che il pane sarebbe andato a male ed il latte si sarebbe inacidito. Non era possibile distribuire quei beni nei giorni e nelle settimane a venire. Fu in quel momento che Vincenzo realizzò che c’era “grande carità”, ma che era necessario che venisse organizzata nel migliore dei modi perché fruttasse al meglio. Disse: “non è sufficiente fare del bene, dobbiamo farlo per bene.” E così nacque il carisma Vincenziano: incoraggiare ed organizzare la carità.

A partire da questo momento, Vincenzo si dedicò all’organizzazione della carità iniziando dalla Francia, per espandersi in Europa, ed infine in tutto il mondo. Egli non avrebbe mai potuto immaginare che un’idea tanto semplice sarebbe cresciuta, col passare del tempo, fino a diventare un movimento internazionale di più di 2 milioni di persone, che conta più di 80 organizzazioni laiche e religiose che riconoscono in Vincenzo il proprio fondatore e nella carità organizzata la loro missione. E di sicuro Vincenzo non avrebbe potuto prevedere la dimensione e la portata delle opere di carità intraprese oggi dalla Famiglia Vincenziana a livello globale, a servizio di milioni dei “più poveri fra i poveri” del mondo.

All’inizio della celebrazione di questo 400° Anniversario, i responsabili della Famiglia Vincenziana hanno chiesto ai loro membri di soffermarsi a riflettere sul Vangelo di Matteo 25,35 “Ero straniero e mi avete accolto.” Chi sono gli stranieri fra noi oggi? Come gli accogliamo? Come possiamo rispondere ai bisogni emergenti alla maniera di Vincenzo con i parrocchiani di Châtillon? Come possiamo raggiungere chi è vittima di discriminazione ed emarginazione per la sua religione, o per il colore della sua pelle? Come aiutiamo chi vive solo, in condizioni di difficoltà fisiche e mentali? In che modo stiamo accanto agli anziani che cercano di affrontare il loro declino e di stare al passo con un mondo che muta troppo velocemente? Sono sicuro che molte di queste sono situazioni con le quali vi interfacciate spesso nei vostri servizi a livello locale e nazionale.

Ricerche e statistiche mostrano che uno dei metodi più diffusi con cui la Famiglia Vincenziana globale “accoglie lo straniero” è stando il più possibile accanto a chi si ritrova a doversi definire un senzatetto – che si tratti di gente che vive per le strade o in rifugi, o di profughi che cercano un posto sicuro, di richiedenti asilo, di sfollati interni o di gente costretta a sistemazioni di fortuna come baracche o favelas. Nella sua indagine più recente, l’ONU ha calcolato che più di 1.2 miliardi dei 7 miliardi di persone su questo pianeta, non hanno fissa dimora, in forme varie, e che questo numero probabilmente crescerà a causa della povertà, delle crisi economiche, delle guerre, dei disastri naturali e dell’urbanizzazione. Per esempio:

  • Ci sono 65 milioni di profughi a livello globale al momento, e questo è il numero più alto mai registrato;
  • Ci sono 863 milioni di uomini, donne e bambini che vivono in baracche e favelas in tutto il mondo;
  • Nel 1950, solo 746 milioni di persone vivevano nelle nostre città. Quel numero è diventato di 3.9 miliardi nel 2014, ed è previsto che cresca ancora fino ai 6.4 miliardi nel 2050. Questo mette un’enorme pressione sul mercato immobiliare e sui servizi, insieme alla crescita esponenziale dell’urbanizzazione;
  • Ci sono numeri sempre in crescita di gente che vive per le strade, sia in Europa che nel resto del mondo, gente che è uscita dalla rete di sicurezza ed ha bisogno di aiuto per reintegrarsi nelle comunità.

Nel corso della sua vita Vincenzo si è dedicato a pieno all’aiuto dei senzatetto. Ha aperto “13 Case” che si occupavano di migliaia di bambini “trovati” per le strade di Parigi. Ha aperto mense per i senzatetto ed i bisognosi, in tutta Parigi. Vincenzo scriveva che a San Lazzaro “la zuppa è distribuita quotidianamente a quattordici o quindici mila persone, che sarebbero morte di fame senza questo servizio d’assistenza.”

Allo stesso modo, Vincenzo raccolse del denaro e creò “oasi” sicure per migliaia di profughi- uomini, donne e bambini- in fuga dalle guerre e dalla carestia in Lorena. Vincenzo si è recato nelle baraccopoli della Francia ed offrì ai poveri opportunità di scolarizzazione e possibilità di imparare dei mestieri che avrebbero permesso loro di crescere e prosperare.

Nel corso della sua storia, la Famiglia Vincenziana ha portato avanti questa tradizione di soccorrere i senza fissa dimora-profughi che arrivano in cerca di salvezza, abitanti delle baraccopoli di Africa, India ed America Latina e senzatetto che vivono per le strade delle nostre città e di tutto il mondo. Ad ogni modo, in occasione di questo anniversario, e in relazione ad un’epidemia globale di un numero sempre crescente di senza fissa dimora, la leadership della Famiglia Vincenziana ha ragione di chiedersi – possiamo fare di più? Che efficacia potrebbe avere una collaborazione più intensa fra i membri di questo grande movimento Vincenziano globale?

Con queste domande in mente, ho l’onore di annunciare oggi – per conto dei responsabili della Famiglia Vincenziana- il lancio dell’Alleanza della Famiglia Vincenziana per i Senza Fissa Dimora- una nuova iniziativa globale della Famiglia Vincenziana per rendere queste persone protagoniste di questo 400° anniversario della nascita del nostro carisma. In breve, gli obiettivi dell’Alleanza della Famiglia Vincenziana per i Senza Fissa Dimora sono:

  • Fare la differenza nelle vite di centinaia di migliaia di persone senza fissa dimora, incoraggiando, ad un livello globale, la crescita di nuove opportunità per i profughi, gli abitanti delle baraccopoli e per coloro che vivono per strada. Chiedo a tutti i presenti di chiedersi cosa si possa fare di più, e di portare questa domanda nelle rispettive congregazioni, associazioni, nei rispettivi Paesi ed all’interno delle proprie Come possiamo raggiungere sempre più persone bisognose garantendo loro cibo, rifugio, compagnia e delle opportunità?
  • Costruire una rete di collaborazione sempre più forte all’interno dei gruppi Vincenziani che si occupano dei senza fissa dimora e sostenere lo sviluppo di questa rete. Ci piacerebbe sapere cosa state facendo e come potremmo aiutarvi a crescere.
  • Supportare e valorizzare leader esistenti e emergenti che si occupano di questo ambito in tutto il mondo, attraverso programmi formativi. Fateci sapere se avete bisogno d’aiuto o se conoscete dei possibili candidati.
  • Condividere ricerche, tecniche e modi concreti di operare all’interno di agenzie e Paesi attraverso l’uso dei nostri siti web e l’organizzazione di conferenze.
  • Attivare un cambio strutturale in favore dei senza fissa dimora su un piano nazionale, regionale e globale, ed in particolare all’interno dell’ONU.
  • Sensibilizzare il mondo sui senza fissa dimora. Alla fine di questo mese inviteremo diversi studiosi, teologi e praticanti qui a Roma per considerare l’Insegnamento Cattolico e Sociale in questo ambito.
  • Infine, con l’aiuto del Istituto Internazionale per i Senza Fissa Dimora- recentemente fondato, con sede a Chicago presso la De Paul University, risolvere il problema dei senza fissa dimora in 150 Paesi di tutto il mondo fino al 2030, collaborando con altri partner. Abbiamo già avuto le adesioni di 10 città, ed il lavoro è in corso d’opera.

Il Santo Padre Papa Francesco ha mostrato un immenso amore per i senza fissa dimora, con le parole e con i fatti. Rivolgendosi ai responsabili delle agenzie per i senza fissa dimora in un recente viaggio negli Stati Uniti, ha affermato:

Il Figlio di Dio è venuto in questo mondo come un senzatetto. Il Figlio di Dio sapeva cosa significasse iniziare una vita senza avere un tetto sulla propria testa. Possiamo immaginare cosa abbia pensato Giuseppe. Com’è possibile che il Figlio di Dio non abbia una casa? Com’ è possibile che siamo senzatetto, senza un posto in cui vivere? Queste sono domande che anche molti di voi potrebbero porsi, e che molti di voi si pongono, ogni giorno. Come San Giuseppe, potreste chiedervi: Com’è possibile che siamo senzatetto, senza un posto in cui vivere? E quelli di noi che hanno una casa, un tetto sulla propria testa, potrebbero anche chiedersi: Com’è possibile che questi nostri fratelli e sorelle, non abbiano un posto in cui vivere? Perché questi nostri fratelli e sorelle sono senzatetto?

Con l’Alleanza Famvin per i Senza Fissa Dimora vogliamo raggiungere tutti i senzatetto in ogni paese in cui è presente la Famiglia Vincenziana. Abbiamo bisogno del vostro aiuto e del vostro sostegno per rendere questa missione possibile e combattere quest’ingiustizia strutturale e questa tragedia personale che è la mancanza di un tetto sotto cui vivere. Per favore, mettetevi in contatto con noi via e-mail, tramite Facebook e Twitter – i nostri contatti sono presenti sul libretto e su questo segnalibro- e prendetene uno per un amico che potrebbe essere interessato. Fateci sapere cosa state facendo, quali sono i vostri progetti, e come potremmo aiutarvi. Pregate perché questo tentativo di costruire qualcosa che aiuti i più poveri tra i poveri, abbia successo, e possa portare avanti la nostra tradizione Vincenziana.

Vincenzo era un ponte tra i potenti ed i bisognosi, tra i ricchi ed i poveri, tra le idee e le azioni. Lui comprese che la nostra responsabilità di aiutare i senza fissa dimora non era unicamente un’opera di carità, ma una questione di giustizia. Spero che insieme possiamo collaborare alla costruzione di ponti che garantiscano che tutti al mondo possano avere un posto degno di essere chiamato casa e possano essere parte integrante della loro comunità.

Vi auguro una buona permanenza qui a Roma con i membri della vostra Famiglia Vincenziana, ed i vostri amici.

 


Tags: ,