Ventiduesima domenica del Tempo Ordinario A – di p. Giorgio Bontempi c.m.

da | Set 1, 2017 | La Parola per la Chiesa, Per la meditazione | 0 commenti

Geremia 20,7-9
Salmo 62
Romani 12,1-2
Matteo 16,21-27


Lectio

Ricordiamo alcune nozioni bibliche importanti. Questo perché molti di voi, durante la settima, non hanno, o hanno poco tempo, per studiare la sacra Scrittura.
Ognuno dei quattro vangeli non riporta la cronaca di ogni giornata vissuta da Gesù con i suoi discepoli. Un vangelo è una catechesi, sul il pensiero di Gesù e anche fatti avvenuti nella sua vita (es. la risurrezione di Lazzaro; la Trasfigurazione; l’insegnamento della preghiera del Padre Nostro ai discepoli; il racconto della Passione) rivolta ad una comunità cristiana ben precisa con una cultura ben precisa. Chi intendesse studiare meglio l’argomento, può chiedermi un lavoro che ho redatto in questo anno sul tema Il vangelo prima dei vangeli, mi sono servito di un libro, che porta il suddetto titolo, scritto dal mio confratello e mio professore di sacra scrittura P. Giuseppe Testa C.M. Si tratta di un contributo di una chiarezza e semplicità unica. Così come ricordo che erano le lezioni di p. Giuseppe quando ero seminarista.
Nel nostro caso ricordiamo: il vangelo di Matteo, redatto tra il 75 e l’85 d.C. è rivolto ad una comunità cristiana proveniente dall’ebraismo. Cioè da persone che erano ebrei e poi si sono convertiti al cristianesimo. Per questo l’autore del vangelo di Matteo s’immerge nella cultura ebraica e cerca di offrire risposte esaurienti ai suoi primi destinatari.
Infatti, Israele era convinto che il Messia atteso dovesse nascere o in una famiglia nobile o in una famiglia di ricchi mercanti, naturalmente nella regione della Giudea, perché era quella in cui risiedeva la crema degli israeliti. Questo perché gli Ebrei erano convinti che, se un uomo possedeva molti beni e avesse la salute, tutto questo significava che Dio era con lui. In questo modo si era risolto il problema del male: sei malato? Sei sterile? Sei povero? Tutto questo perché devi scontare un peccato che hai commesso, o che hanno commesso i tuoi familiari (es. il cieco nato).

Si comprende la reazione scandalizzata di Pietro, che nel vangelo parla sempre a nome di tutti i discepoli. Già avevano dovuto sopportare il fatto che Gesù provenisse dalla Galilea, in cui viveva la schiuma del popolo ebraico, perché c’era l’uso di contrarre matrimonio anche con donne pagane!!!
Inoltre, Gesù era nato a Nazareth in una famiglia del popolo! Peggio di così? Ora egli dice che dovrà subire da coloro che sono ritenuti le colonne d’Israele, la passione e la morte: inaudito per uno che pretende di essere il Messia! E noi da che parte saremo stati?

Meditatio

E noi da che parte saremmo stati? Anche nella prima lettura si parla della sofferenza, è quella di Geremia, provocata dai capi in Israele, perché egli ha avuto il coraggio della verità come lo ebbe Gesù. Si tratta di un’anticipazione della Passione di Cristo.
Comprendo che non è di tutti avere coraggio, noi cristiani non siamo stati educati, ad avere coraggio. Con questo non intendo dire che non ci siano persone che hanno aderito al vangelo anche pagando di persona: io ne ho conosciute e ne conosco. Questa è la fortuna della Chiesa, sono le persone di cui lo Spirito Santo si serve per condurre la Chiesa.
Naturalmente molti si comportano come Pietro: Signore, finché si va alla messa la domenica e anche tutti i giorni va bene. Signore finché si dicono rosari, si celebra Lodi e Vespri, si va a visitare i malati, si aiutano i preti nelle varie mansioni parrocchiali e di culto, va bene.
Ma non mi chiedere di metterci la faccia quando tu ci fai capire che è fondamentale muoversi dal nostro si è sempre fatto così; Signore non mi chiedere di rischiare il posto dove sono, le mie cose, la fama che ho acquisito.
Poi c’è anche da ricordare che ci sono anche i cristiani, ne ho conosciuti e ne son fiero, che si sono liberati dal concetto della falsa carità, che si è sempre usata per anestetizzare i problemi e non risolverli. Quando si parla chiaro, spesso ci si sente dire che si manca di carità. Così chi bistratta i deboli può dormire tranquillo, perché soltanto pochi hanno il coraggio di parlare, di perdere la loro vita. Perché? Perché hanno incontrato il Risorto e sanno che la vita non è tolta ma trasformata!!! Altrimenti la vita che si crede guadagnata si perde…..
Ed è a causa di quei pochi, che sono l’immagine del Cristo povero ed umile e bistrattato – papa Francesco è, per nostra fortuna, colui che è a capo di questi pochi, che la Chiesa continua il suo cammino nella storia da secoli.
Buona domenica.

Prima lettura
Ger 20,7-9
Dal libro del profeta Geremia
Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto violenza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno;
ognuno si beffa di me.
Quando parlo, devo gridare,
devo urlare: «Violenza! Oppressione!».
Così la parola del Signore è diventata per me
causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.
Mi dicevo: «Non penserò più a lui,
non parlerò più nel suo nome!».
Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
trattenuto nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.

Salmo responsoriale
Sal 62
R.: Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene.

Seconda lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.

Vangelo
Mt 16,21-27
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

VinFlix

VFO