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Sedicesima domenica del Tempo Ordinario A Di P. Giorgio Bontempi c.m.

Sapienza 12,13.16-19
Salmo 85
Romani 8,26-27
Matteo13,24-43

Lectio

Ricordiamo alcuni punti fondamentali per redigere una “buona” Lectio: il Vangelo di Matteo, come anche gli altri tre vangeli, è una catechesi, riguardante il pensiero di Cristo. Il Vangelo di Matteo è una catechesi rivolta ad una comunità cristiana convertita dall’ebraismo è vissuta tra il 75 e l’85 d. C.
È importante ricordare che la prima generazione cristiana (33 d.C. 100/120 d.C.) era convinta che sarebbe stata testimone del ritorno del Signore nella gloria e quindi del giudizio universale.
La parabola della zizzania va posta in quel contesto storico. Inoltre, l’autore del Vangelo di Matteo cita sempre un passo tratto da un libro di un profeta, perché intende dimostrare che l’insegnamento di Gesù di Nazareth metteva in pratica ciò che avevano annunciato gli antichi profeti e quindi era in sintonia con il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, quel Dio di cui si parla nella prima lettura. Per cui coloro che hanno crocifisso Gesù di Nazareth non possono dirsi in sintonia con il Dio d’Israele e quindi, secondo la comunità cristiana, questo non poteva più considerarsi il popolo di Dio, ma è stato sostituito dalla comunità cristiana.
A questo annuncio i capi d’Israele danno origine alla prima persecuzione violenta contro i cristiani. In tale contesto è redatta da Paolo la lettera ai Romani.

Meditatio

Il Regno dei cieli è l’azione dello Spirito Santo nella Chiesa e nel mondo. Spesso l’agire dello Spirito si attua nel “silenzio” della quotidianità. Ecco perché non tutti, tra i cristiani, riescono a coglierlo.
Oggi è facile per una certa fascia di cristiani cadere nello sconforto: ci sono sempre meno preti, le suore sono ridotte al lumicino, i frequentatori delle parrocchie sono sempre di più persone anziane. Allora si trova conforto in binari morti, anche se – agli occhi degli sprovveduti e dei “furbi” che vogliono guadagnarci, o in denaro o in manipolazione delle coscienze – sembrano binari dell’alta velocità: devozionalismo; riscoperta di forme ormai obsolete; integralismo di vario genere.

La comunità di Matteo, in seguito alla persecuzione, attendeva il giudizio universale in cui i suoi persecutori fossero condannati dalla giustizia divina.
Il Vangelo intende insegnare che soltanto Dio è in grado di giudicare le persone.
Inoltre, il Vangelo ci fa comprendere che, nella Chiesa, su questa terra, ci sarà sempre la zizzania: persone gelose, persone con un forte senso d’inferiorità, persone che, sapendo di fare il male, lo progettano e, come capitò nella vicenda della Passione di Cristo, si approfittano di autorità ecclesiastiche deboli o colluse, come fu Ponzio Pilato, per distruggere l’operato dello Spirito Santo. Alle volte ci riescono, come vi riuscirono coloro che crocifissero Gesù.
In questi casi, come fu per la morte di Gesù, sembra che il male abbia vinto, che il male abbia preso possesso delle nostre comunità parrocchiali e, concedetemelo: delle nostre celebrazioni liturgiche, ma il terzo giorno Cristo risuscitò! Certo risuscitò per pochi ma, quei pochi evangelizzarono l’impero romano!
Questo significa che non bisogna farsi prendere dallo scoraggiamento, quando nella nostra Chiesa la zizzania sembra prendere il sopravvento e quasi soffocare il buon grano. Certo in paradiso la zizzania dovrà pentirsi amaramente del male compiuto. L’incontro che il grano buono farà con il Padre, non sarà lo stesso di quello che farà la zizzania. Le cose è bene chiamarle con il proprio nome ma, il giudizio lasciamolo al Padre buono. Chi si sente grano buono, ringrazi Dio, perché non è merito suo se oggi si trova tra coloro che sono grano buono. Perciò cerchi di seguire le guide che il Signore gli ha posto innanzi con gioia, si consiglia di controllare alcuni product reviews on guidr che ti aiuterà. Nono ostante il dolore, anche grande, provocato dalla zizzania, specialmente quando vuol far credere agli sprovveduti di essere grano buono.

Buona domenica.

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