Geremia 20,10-13
Salmo 68
Romani 5,12-15
Matteo 10,26-33

Lectio

L’autore del brano evangelico si rivolge alla comunità giudeo cristiana che, tra il 75 e l’85 d.C., sta subendo una feroce persecuzione da parte delle autorità politico – religiose d’Israele, perché dopo la predicazione di Paolo, nelle comunità cristiane si era ormai convinti che, una volta battezzati nel nome di Cristo si era liberi dall’osservanza dei precetti della legge di Mosè si era compreso di essere figli di Dio che è Padre di tutti. Questo amore ripaga tutte le sofferenze che il cristiano è costretto a subire. Questo concetto è ripreso anche nella seconda lettura.
Una situazione simile era capitata agli antichi profeti, nel nostro caso al profeta Geremia. Uno dei punti salienti della predicazione profetica era quello di vivere nella vita quotidiana, quello che le persone celebrano nel culto. Cioè, le parole ed i gesti nella liturgia debbono, in gran parte, esprimere nella vita quello che si è celebrato. Per questo il profeta Geremia era stato perseguitato. I

Meditatio

Il 21 giugno scorso il Papa si è recato a Bozzolo e a Barbiana. Un gesto di un’importanza fondamentale, perché ha riconosciuto, in modo formale che l’apostolato di don Mazzolari e di don Milani è stato veramente un sentire l’odore delle pecore. Questo è importante lo dico per tutti quei cristiani che portano avanti un cammino, a sevizio della Chiesa, sulla linea di questi, possiamo dirlo ad alta voce, santi preti, veri maestri del popolo di Dio!
Dico questo perché, può capitare che i cristiani sopra citati vengano definiti, come lo era la comunità a cui si riferisce il vangelo di Matteo, da parte dei capi del popolo ebraico: dei ribelli, gente che nuota contro corrente ecc…ecc.., ma da chi? Da coloro che, coprendosi con devozioni e liturgia, non liturgia come culto rivolto a Dio, ma come teatro dove esibirsi, e alle volte si tratta di un’esibizione mediocre, perché il teatro, come tutte le professioni va saputo fare con competenza, debbono coprire i loro interessi, oppure gli ammanchi amministrativi commessi.A don Mazzolari e a don Milani fu detto di tutto. Pensate, un predicatore del calibro di don Mazzolari che fu sospeso a divinis, cioè gli fu proibito di predicare fuori della diocesi di Cremona….ma, oggi i libri di Mazzolari fanno testo e del vescovo di Cremona dell’epoca nessuno si preoccupa di sapere chi fosse. È la storia condotta dallo Spirito Santo che conta. Per cui, lo dico ai cristiani che si trovassero a soffrire in un modo simile, senza esagerare, come don Primo e a don Lorenzo: Avanti! Siete sulla via giusta. L’importante è, alla fine della vita aprire la propria mano e trovarvi la coerenza, la fedeltà, l’amore vero per la Chiesa. Perché se si è vissuti tra gelosie, mediocrità arrivismi, paure di rimetterci il posto che è diventato la vita, la nostra mano sarà vuota e sentiremo una voce che ci dirà: [….] stolto tutto quello che hai conservato a chi andrà? Questa è la sorte di chi accumula per sé e non per il Regno!

Anche gli antichi profeti, come Geremia, hanno avuto a che fare con gente a cui piaceva il quieto vivere, quel culto vuoto, quel tran, tran che conduce alla morte, che allontana, ragazzi e giovani dalle nostre comunità, in cui un dio del quieto vivere viene adorato al posto del Dio di Gesù Cristo.
Anche gli antichi profeti denunciavano il culto vuoto praticato in Israele al loro tempo. Pensiamo a quei cristiani che la domenica frequentano la Messa per assolvere il precetto domenicale: che la Messa sia partecipata o meno non interessa, l’importante che finisca presto. Poi durante la celebrazione può capitare di andarsi a confessare, o di uscire per rispondere al cellulare, di parlare con il vicino, l’importante è essere presenti come lo sono le panche, le statue ecc…ma, soprattutto che nessuno si permetta di contestare il si è sempre fatto così! Perché allora farà la fine del profeta Geremia: sarà ucciso! Ma chi è ucciso sono loro, Geremia è proclamato in tutta la Chiesa, chi ha orecchi intenda…!

Buona domenica