15 marzo 2014 – Solennità di santa Luisa de Marillac

da | Mar 12, 2014 | Spiritualita' vincenziana | 0 commenti

“Lo Spirito santo assunse nel suo cantiere coma manovali Luisa e Vincenzo, per costruire le sue meraviglie”

Di p. Giorgio Bontempi c.m.

NOTA LITURGICA

Oggi, 15 marzo, solennità di santa Luisa, la Famiglia Vincenziana sospende la Quaresima, perché così prescrivono le norme liturgiche: è possibile sospendere la Quaresima il giorno in cui ricorre la solennità del Fondatore/ce, se questa cade di domenica si posticipa al lunedì, non si può spostare o anticipare arbitrariamente in un giorno o in un altro del Tempo quaresimale (Ordinamento dell’Anno Liturgico e del Calendario n. 11).

Luisa e Vincenzo un modello di complementarietà

Santa Luisa è per noi la madre, come San Vincenzo è per noi il padre. Infatti che cosa avrebbe realizzato l’uno senza l’altra? Ci viene difficile immaginarlo. La coppia dei nostri santi c’insegna la complementarietà. Nel nostro tempo sembra un aspetto difficile da realizzare.
Se noi leggiamo le lettere che i nostri santi si scambiarono, di cui le più belle sono state bruciate….., notiamo come loro, all’interno della cultura francese del 1600, collaborarono in modo perfetto: il genio maschile si armonizzava con il genio femminile ed insieme ascoltarono e posero in atto la volontà del Padre che intendeva arricchire la chiesa con la presenza delle Dame della Carità, della Congregazione della Missione e della Compagnia delle Figlie della Carità.

Loro ci sono d’esempio: hanno seguito il Cristo nel suo cammino, non si sono fermati a contemplare le realizzazioni, ma hanno servito i poveri loro Signori e Padroni. Ricordo che nel 1600 i signori ed i padroni erano il Re sole, il cardinale Richelieu, i grandi di Francia ed i ricchi mercanti. Alle volte noi usiamo questa frase, ma dimentichiamo il suo significato originale, facendole perdere il mordente, perché se i poveri sono i nostri signori e padroni allora è necessario rivedere seriamente il nostro servizio e non ripeterlo acriticamente, perché i poveri ci evangelizzano, ma devono anche essere evangelizzati e introdotti a vivere nel nostro Paese. Carità significa anche insegnare loro – tramite il nostro servizio – l’ordine, la puntualità, la pulizia ecc..

Luisa e Vincenzo i manovali nel cantiere dello Spirito Santo

Vincenzo e Luisa ci hanno insegnato ad essere manovali dello Spirito Santo e non padroni del cantiere. L’unico proprietario e l’unica mente del cantiere è lo Spirito Santo. Infatti i nostri santi, nei loro scritti, più volte affermano che il fondatore delle loro opere è stato lo Spirito Santo.

Quando si è convinti che la mente e il capo cantiere è lo Spirito Santo non si corrono i pericoli del protagonismo, del clericalismo e del femminismo (= clericalismo al femminile). Si collabora per la chiesa, nella chiesa e per il bene della chiesa.

Allora le paure vengono meno: viene meno la paura che l’assistente ecclesiastico interferisca; viene meno la paura che egli sia un prete che sappia dell’odore delle pecore e allora se ne coopta un altro che arrivi da lontano, faccia il suo discorsetto intellettuale, in modo che la presidente di turno con i suoi satelliti possano auto referenziarsi (= rispecchiarsi e compiacersi per aver cooptato un prete che non disturba), in modo che tutto proceda come al solito; viene meno la paura di collaborare secondo il principio di sussidiarietà, in cui ogni persona svolge il suo compito, senza che ci sia l’ombra di chi sta in alto, circondata di persone di poco valore che, illusi di contare, riportano ciò che capita, secondo la loro versione.

Il brano evangelico del giudizio universale biasima l’autoreferenzialismo e la sete di potere.

Il brano del vangelo che sentiremo proclamare nella liturgia eucaristica di questa solennità, condanna le suddette paure, quando parla di coloro che sono scacciati da Gesù. Se noi leggiamo attentamente, questi non sono, come diremmo oggi, anticlericali, gente lontana e ostile alla chiesa, bensì persone praticanti ed “impegnate”, infatti puntualizzano i loro meriti e fanno osservare al Signore che, con tutto il rispetto, forse ha commesso una svista…..
Ma l’autore del vangelo di Matteo sottolinea che la loro condanna trova la motivazione nel fatto che hanno pensato loro di essere il capo cantiere, che si sono messi a rimirare il cantiere e ad osteggiare tutti coloro che proponevano di continuare il cammino, che proponevano nuove realizzazioni, per servire ed educare meglio i poveri. Pensate se san Vincenzo e santa Luisa non avessero fondato le Figlie della Carità…..eppure questa realizzazione al loro tempo costituiva una innovazione che noi facciamo fatica a capire.
Ora questi falsi capo cantiere non avrebbero mai accettato una fondazione così, anzi l’avrebbero osteggiata. Avrebbero sostenuto l’idea che i poveri non potevano essere accostati nelle loro case da ragazze: si è sempre fatto così? Le donne: o monache o spose, che cosa sono queste ragazze in giro per le strade con la gerla sulla schiena? Non è serietà, non è possibile esercitare la carità e, nello stesso tempo, dare scandalo, perché le prime suore erano uno scandalo per i ben pensanti.
Che cosa credete, che al tempo di Luisa e Vincenzo più di un parroco non abbia pensato così? Io credo che anche tra le Dame della Carità, nel primo periodo circolassero questi pensieri….
Agli occhi degli sprovveduti, dei pigri, degli inetti questo modo di argomentare è apprezzato, sembra che questi abbiano a cuore i poveri. In realtà hanno a cuore loro stessi, il buco che si sono creati ed in cui cercano di non uscire ad ogni costo. Essi hanno paura di cambiare di collaborare alla pari, di attorniarsi di persone intelligenti, di veri cristiani, perché sarebbero costretti a ragionare, a pensare al senso del loro lavoro, a riflettere se altre alternative proposte non costituiscano le basi di un servizio che risponda ai bisogni attuali e più rispettoso dei poveri.
Inoltre scaltrezza di questi falsi capo cantiere è quella del sapersi mimetizzare con coloro che sono a capo delle associazioni, delle congregazioni e degli ordini religiosi (Superiori maggiori : provinciali o generali; Presidenti regionali o nazionali). I quali purtroppo spesso cascano nell’imbroglio e poi è difficile che abbiano l’umiltà di riconoscere il proprio errore, perché spesso ai vertici e purtroppo anche nella chiesa, la verità è direttamente proporzionale al grado, alla fama che una persona si è costruita……e il papa attuale sta proprio cercando di scardinare questo modo clericale di pensare.

Preghiamo Luisa e Vincenzo perché ci tengano le mani sulla testa e ci salvaguardino dalle suddette tentazioni, affinché la Famiglia Vincenziana, non brilli di luce propria, ma di quella di Cristo luce del mondo.

Buona festa di santa Luisa.

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