Intervento di P. Gregory Gay al Sinodo dei Vescovi

da | Ott 11, 2012 | Chiesa | 0 commenti

 Momenti di presenza, ascolto, servizio ed azione: chiavi per la Nuova Evangelizzazione.

 

Discorso al Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione.


 

Pubblichiamo il  discorso  presentato da P. G. Gregroy Gay CM, delegato al Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, a nome  della Congregazione della Missione, delle Figlie della Carità e dei membri della Famiglia Vincenziana  sparsi nel mondo.

Il documento Instrumentum laboris per la Nuova Evangelizzazione offre una verità fondamentale:

“Annunciare e proclamare non è compito di una sola persona o di pochi eletti, ma piuttosto un dono dato ad ogni persona che risponde alla chiamata alla fede. E’ responsabilità di ogni cristiano e dell’intera Chiesa, che riscopre continuamente la propria identità di popolo riunito dallo Spirito a vivere la presenza di Cristo in mezzo a noi. “(IL, # 92).

Questa verità divenne vitale per me una trentina di anni fa, quando fui chiamato alla nostra missione vincenziana nella Repubblica di Panama. Lì ho fatto l’esperienza di una Chiesa viva, una chiesa che faceva  un sincero sforzo per adattare gli insegnamenti del Vaticano II alla realtà della vita in America Latina. La formazione dei laici veniva attuata mediante lo sforzo di congregazioni religiose, del clero diocesano e dei vescovi. Nel fare esperienza della Parola  di Dio vivente nelle comunità ecclesiali di base, sono stato testimone di come molte persone semplici partecipassero con entusiasmo la loro fede.

A quel tempo, dissi: “Questa è la Chiesa di cui voglio far parte. Questa è la Chiesa che è stata delineata dal Concilio Vaticano II. “Ho avuto il privilegio di lavorare in quella parte del mondo per più di due decenni. Lavorare collegialmente con i vescovi, i sacerdoti diocesani, religiosi e religiose, laici e per raggiungere un bene comune, al servizio della Chiesa e del mondo è stata per me la promessa e il dono del Concilio Vaticano II. La Chiesa in America Latina continua ad inculturare il Vangelo, come si può vedere nei suoi documenti da Medellin ad Aparecida, il documento più recente e spesso citato in questo Sinodo. Questi tempi sono stati stimolanti e vitali per me, missionario di una congregazione religiosa e ora suo Superiore Generale.

 

Per poter proclamare il dono della fede e rafforzare il rinnovamento della Chiesa, ci sono tre momenti di incontro e di due percorsi fondamentali per la nuova evangelizzazione.

• Un momento per ascoltare: l’ascolto ha due movimenti: uno interno ed uno esterno. Il momento interiore di ascolto viene dato alla Parola di Dio nelle Scritture, l’Eucaristia e la preghiera della Chiesa. In questa ‘stanza interna’ della nostra anima, lasciamo che la persona di Gesù entri nella quiete dei nostri cuori e ci accompagni nel nostro cammino quotidiano. Questo ci conduce alle “stanze esterne” della relazione con il mondo e con l’altro. Ascoltando, noi permettiamo a Gesù di essere presente a noi negli altri. Dobbiamo ascoltare prima di insegnare e predicare.

 

• Un momento di presenza: dai momenti interni ed esterni di ascolto, ci siamo tirati dentro il dono della presenza. Anche la presenza ha due dimensioni: la prima è quella Presenza che chiamiamo Dio, e l’altra è la presenza che troviamo nell’aprirci agli altri. Quelli che Dio mette sul nostro cammino nel presente rivelano la persona di Gesù, specialmente i poveri, gli emarginati e i diseredati. Dal momento della Presenza di Dio, otteniamo la forza di essere presenti a tutti i membri del Corpo di Cristo.

 

• Un momento di servizio: l’ascolto e la presenza permettono alla grazia di Dio di condurci al servizio. “Io sono in mezzo a voi come colui che serve.” (Lc 22,27) La nuova evangelizzazione ci chiama e ci unisce con un elemento permanente della nostra fede: l’amore di Dio e il servizio del prossimo. “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi.” (Gv 13,34) Il servizio in nome e alla maniera di Gesù riguarda l’azione e il sostegno a favore di coloro che hanno bisogno, quelli che sono considerati gli ultimi tra noi. Nel crogiolo del servizio, la Chiesa e i suoi ministri e il popolo trovano la propria identità e la salvezza.

• Un percorso di servizio ai sensi: possiamo evangelizzare entrando nel mondo dei poveri. Questo viene fatto dalle virtù dell’umiltà, la semplicità, la carità e la giustizia. E ‘il cuore del nostro patrimonio vincenziano che portiamo alla nuova evangelizzazione. L’opzione preferenziale per i poveri è fondamentale per la nuova evangelizzazione. Noi rendere visibile e credibile l’amore di Dio attraverso la promozione di una civiltà dell’amore. Nel vivere la semplicità e l’umiltà, ci avviciniamo a Dio e ai poveri. Dobbiamo realizzare la nuova evangelizzazione attraverso il servizio spirituale e corporale, specialmente a coloro che sono ai margini della nostra società

 

• Un percorso di azione: con l’amore per Dio e per i poveri fatti a sua immagine, siamo in grado di portare la nuova evangelizzazione a compimento usando il mezzo rinnovato delle missioni popolari. Collaborando, religiosi, clero e laici possono evangelizzare con l’ascolto, l’ essere presenti, e il servizio alla maniera di Gesù Cristo, il primo evangelizzatore. Seguendo questi percorsi  di virtù, azione e sostegno dei poveri a nome di Dio, non solo predichiamo e insegniamo la Buona Novella, ma diventiamo la Buona Novella per l’altro e il mondo intero. Le parole di Gesù al giovane guarito sono vere anche per noi: “Va’ dalla tua gente e di’ loro quali grandi cose il Signore ha fatto per te, e come ha avuto pietà di te.” (Mc 5, 19)

 

Affido umilmente questi pensieri e i nostri sforzi in questo Sinodo a Gesù Cristo, evangelizzatore dei poveri, e a Maria, sua Madre, la Madonna della Medaglia Miracolosa.

 

G. Gregory Gay, C.M.

Roma, 2 ottobre 2012

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