Ricorre oggi l’anniversario della morte di Santa Luisa De Marillac: in questo giorno la Famiglia Vincenziana di tutto il mondo si unisce nella preghiera ricordando la santa che fu “compagna di avventure” di San Vincenzo De Paoli.

LUISA DE MARILLAC: UMILE SERVA DEI POVERI

L’itinerario di Luisa de Marillac è un lungo cammino di maturazione umana e spirituale che passa attraverso l’esperienza della solitudine, dell’emarginazione, dell’insuccesso, ma anche attraverso quella delle profonde gioie dell’amicizia e del dono di sé agli altri.

 

Seguendo i passi del Cristo che si è fatto carne, essa non è andata alla ricerca di azioni appariscenti, ma laddove percepiva una necessità, cercava, con umiltà e semplicità, di venire incontro, in collaborazione con altre persone, ai bisogni materiali e spirituali dei più poveri.

 

Nel corso della sua vita Luisa ha scoperto la potenza dell’amore dello Spirito Santo e ha supplicato Dio affinché eliminasse in lei gli impedimenti all’amore ricevuto con l’infusione dello Spirito.

 

Ella ricorda che è attraverso la quotidiana umiltà nel servizio dei poveri che si dimostra tutta la profondità dell’amore di Dio. Fra azione e contemplazione non può esserci contrasto poiché sono inseparabili e una richiama l’altra. È nella contemplazione che l’azione ha origine e, a sua volta, l’azione costituisce l’alimento della contemplazione: amore affettivo ed effettivo sono i due aspetti di uno stesso amore.

 

Inserendosi nel vasto disegno dell’amore di Dio verso l’umanità, Luisa de Marillac ha testimoniato il profondo legame che esisteva tra la sua vita e il vangelo. È stata così capace di dimostrare che solo un amore autentico e profondo verso Dio può suscitare dei santi pienamente coinvolti nella storia umana attraverso un servizio rivolto soprattutto ai più poveri.

LA VITA

Nata nel 1591, Luisa era figlia illegittima e non seppe mai chi fu sua madre, ma fu riconosciuta da Luigi de Marillac, membro della nobiltà. Quando Luigi si risposò, Luisa fu messa a convitto in un convento domenicano dove sua zia era religiosa. Questa esperienza le permise di approfondire il suo cammino interiore, di sviluppare le sue numerose capacità intellettuali e il suo desiderio di essere religiosa. Quando Luigi de Marillac morì, dato che la rendita su cui viveva fu limitata, visse in una pensione, in cui ebbe l’opportunità di acquisire numerose competenze domestiche di base e di sviluppare capacità relative all’organizzazione. Questa esperienza completò la sua educazione di buon livello e la preparò per il futuro servizio.

 

Luisa si sposò con Antoine Le Gras, Segretario di Maria de Medici Regina di Francia, ma la loro felicità coniugale fu di breve durata a causa della salute fragile di quest’ultimo. Luisa come appartenente alla piccola nobiltà poté viaggiare e accostare sia l’aristocrazia francese che i poveri, che vivevano in situazioni disperate. Sostenne il ruolo di animatrice delle Dame della Carità.

La sofferenza fu una costante nella vita di Luisa. Durante la guerra civile, i suoi due zii, che occupavano un posto elevato nel governo, furono incarcerati. Uno fu decapitato su Place de la Greve a Parigi e l’altro morì in carcere. Nel 1623, mentre la malattia minava a poco a poco suo marito Antonio, che morì nel 1625, Luisa si sentiva disorientata circa il suo futuro. Un giorno mentre pregava nella chiesa di St Nicolas de Chardonays, Luisa ebbe un’illuminazione, capì allora che sarebbe stata in un luogo per servire il prossimo, con altre persone (…) e che doveva esserci movimento per andare e venire.

 

Descrisse questo fatto come la « luce « su una pergamena che portò su di sé per ricordarsi che nonostante le difficoltà, Dio guidava la sua vita. In questa illuminazione, scorse un sacerdote, che riconobbe più tardi come Vincenzo de Paoli, suo futuro confessore e collaboratore nel servizio Nel 1629, Vincenzo de Paoli invitò Luisa ad organizzare e a visitare le Confraternite della Carità nelle Parrocchie. Queste attività diedero a Luisa una grande esperienza e la formarono per le future responsabilità nella Compagnia nascente. Le visite avevano lo scopo di assicurare la qualità e la carità del servizio offerto; esaminava i conti e le relazioni degli amministratori, ed incoraggiava le persone a vedere Cristo nei Poveri che servivano.

 

Attraverso questa missione, aveva acquistato una conoscenza approfondita dei bisogni dei poveri, aveva sviluppato le proprie competenze innate in materia di gestione e di amministrazione. Sapeva identificare le strutture efficaci per il servizio. Il 29 novembre 1633, accolse e cominciò a formare nella sua casa, giovani donne che desideravano rispondere ai bisogni dei poveri, e vivere in comunità. Da questi umili inizi, nacque la Compagnia della Figlie della Carità. Luisa assicurò la direzione e l’amministrazione della rete di servizi in evoluzione permanente che aveva intrapreso insieme a Vincenzo.

 

Luisa morì il 15 marzo 1660, alcuni mesi prima di Vincenzo de Paoli e fu proclamata santa nel 1934. Nel 1960, il Papa Giovanni XXIII la proclamò Patrona delle Opere sociali. In quanto madre, donna, impegnata nel sociale e fondatrice religiosa, può essere un modello per tutte le donne. Lo spirito di Vincenzo e Luisa vive oggi nelle circa 20000 Figlie della Carità che servono in tutto il mondo e nei loro collaboratori.

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