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I GVV non hanno un riconoscimento canonico all’interno della Chiesa

da | Ott 26, 2011 | Comunicazione, Informazione vincenziana, Notizie sulla Famiglia Vincenziana, Storia e cronaca | 1 commento

di P. Giorgio Bontempi C.M.

(Assistente dei GVV di Verona e della regione Trentino Alto Adige)

Il 18 pomeriggio nella sede del GVV di Porto san Pancrazio a Verona, p.Pietro Balestrero C.M. ha affrontato il tema del riconoscimento canonico dei GVV all’interno della Chiesa.

Al termine della sua chiara esposizione, p. Pietro ha concluso che i GVV – dopo l’approvazione dell’ultimo statuto – non hanno nessun riconoscimento canonico. Questo pone i GVV, all’interno della Chiesa, in una posizione molto fragile. Infatti ogni parroco, può congedare il gruppo di Volontariato Vincenziano della sua parrocchia, qual’ora lo ritenesse opportuno e sostituirlo con un altro gruppo caritativo (cfr. l’annoso problema gruppi caritas e GVV), senza che i GVV possano obbiettare nulla, perchè non godono di alcun diritto.

 

Come rimediare?

P. Balestrero suggerisce ai GVV di richiedere al Superiore Generele dei Missionari e delle Figlie della Carità il riconoscimento canonico. Con tale riconoscimento i GVV (questo si deve chiedere per ogni singolo gruppo)riconoscono, com’è sempre stato volere di san Vincenzo, il Superiore generale come loro Supreiore e riconoscono come Statuto, l’ultimo da lui approvato nel 1997.

Con il riconoscimento canonico, nessun parroco può espellere un GVV dalla sua parrocchia, perchè nel decreto, oltre alla firma del Superiore Generale c’è anche quella del Vescovo diocesano…

Inoltre il GVV con erezione canonica gode del diritto di partecipare al Consiglio Pastorale Parrocchiale.

In seguito sarà pubblicato il contributo del p. balestrero a cui ho fatto riferimento in questa comunicazione.

 

 

Tags: gvv

1 commento

  1. Maria Cristina Cambiaggio Presidente nazionale GVV AIC ITALIA

    Per quanto riguarda il tema in oggetto, preciso che l’AIC Internazionale, di cui i Gruppi di Volontariato Vincenziano italiani sono membri, ha lo Statuto Canonico riconosciuto dalla Santa Sede.
    Negli anni ’90, l’AIC, in accordo con il Padre Generale dell’epoca, fece la scelta di essere Associazione di diritto privato.
    Ciò ha consentito alle varie AIC nazionali,e quindi anche ai gruppi di volontariato vincenziano – AIC Italia – di costituirsi come associazione di volontariato con statuto in linea con la Legge quadro 266/1991. Il ruolo dei Padri della Missione riconosciuto dallo Statuto AIC e, quindi, anche da quello dell’AIC Italia, è di essere Assistenti Spirituali dei gruppi e dei Consilii, in qualità di membri cooptati e, pertanto, non più di Direttori del gruppo.
    Rilevo, infine, che sia dal punto di vista della Chiesa (riconoscimento canonico dell’AIC), sia dal punto di vista laico (normativa sul volontariato, non sia consentito ad un Parrocco di congedare il gruppo di volontariato vincenziano che opera in Parrocchia.
    Invito cortesemente Padre Giorgio Bontempi ad informarsi presso il Padre Generale Gregory Gay sul punto.
    Cordialissimi Saluti,
    Maria Cristina Cambiaggio
    (Presidente nazionale GVV AIC ITalia)

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