Lettera del Superiore Generale sui Mezzi di Comunicazione

da | Gen 16, 2011 | Curia generalizia | 0 commenti

A tutti i membri della Congregazione della Missione

La Congregazione attuale non è ciò che era e non è ciò che sarà.

Cari Confratelli,

la grazia e la pace di Nostro Signore Gesù Cristo siano nei vostri cuori ora e sempre!

Il mondo attuale non è ciò che era e non è ciò che sarà. Fratelli miei, il mondo è cambiato più velocemente della maggior parte di noi in un modo che mai l’avremmo anticipato. Internet è uno dei fattori chiavi di questo cambiamento. Un solo sito Web, Facebook, ha una popolazione equivalente al terzo più grande paese del mondo, giusto dietro la Cina e l’India. Viviamo in un mondo senza frontiere. I missionari possono trascurare questo paese virtuale e negare di dialogare coi suoi cittadini di cui la maggioranza è giovane?

I missionari non hanno da sempre appresi il linguaggio e la cultura del loro territorio missionario? Papa Benedetto XVI c’invita ad “… aprire la strada a notizie incontri, assicurando sempre la qualità del contatto umano e l’attenzione alle persone così come ai loro veri bisogni spirituali, dando agli uomini che vivono il nostro tempo “numerico” i segni necessari per riconoscere il Signore; offrendo l’opportunità di coltivare l’attesa e la speranza e di conoscere la Parola di Dio che salva e favorisce lo sviluppo umano integrale. Questa potrà così prendere il largo in seno agli innumerevoli incroci creati dalla rete stretta delle autostrade che solcano il cyberspazio ed affermare il diritto di cittadinanza di Dio qualunque siano l’epoca…”, (Messaggio per la 44 giornata mondiale delle comunicazioni sociali). Come possiamo raggiungerli se non conosciamo il loro linguaggio e se non li incontriamo nel loro mondo virtuale?

La Congregazione attuale non è ciò che era e non è ciò che sarà. Pochi membri della Congregazione avrebbero potuto prevedere i cambiamenti tecnologici che ci sono stati solamente in vent’anni. All’inizio del terzo millennio, esattamente una decina di anni, il nostro Superiore generale di allora, Padre Robert Maloney, scriveva una serie di lettere in cui chiedeva che ogni casa madre ed ogni casa di formazione di tutte le province fossero connesse ad Internet. In Curia generale, siamo avanzati al punto che è possibile mandare notizie a tutte le Province e Vice-province della Congregazione così come ad un gran numero di confratelli individualmente. Padre Maloney aveva incoraggiato allora ogni provincia a costruire il suo sito Web. Bisogna notare tuttavia che poche Province hanno un sito Web attivo ed interessante attualmente. Padre Maloney ci aveva lanciato anche la sfida di utilizzare questa tecnologia per i bisogni pastorali dei poveri.

Desidererei sottoporre alla vostra riflessione due domande, fratelli miei. La prima: che cosa sarà il mondo da qui a sei anni? Che lo vogliamo o no, la tecnologia sarà sempre più incorporata nel tessuto delle nostre vite, anche in quelle dei più poveri di noi. Il secondo: saremo pronti a servire in un tale mondo? Le nostre linee di azione dell’Assemblea generale 2010 ci forniscono delle direttive e si concentrano su: 1) la formazione – invitare i confratelli a formare i loro atteggiamenti per acquisire le abilità necessarie al ministero pastorale nei sei prossimi anni; 2) la riconfigurazione – volgere a razionalizzare le nostre strutture e le nostre procedure amministrative; 3) il dialogo: allargare i nostri orizzonti per scoprire i nuovi bisogni ed i modi partecipativi di evangelizzare e di servire; 4) la creatività – rispondere coraggiosamente ai nuovi bisogni in un mondo senza frontiere; 5) il cambiamento sistemico – attaccare le radici della povertà. Tutti questi scopi possono essere facilitati grandemente dall’utilizzazione di Internet e degli strumenti tecnologici.

Possiamo utilizzare le nostre risorse tecnologiche vincenziane:

  • per lavorare insieme con altri, in particolare con i membri della Famiglia vincenziana, al servizio dei poveri, ricercando le cause della povertà?
  • Per raccogliere doni per stabilire dei centri di apprendistato dell’informatica nei paesi più poveri? Avevamo un progetto pilota in Africa per i computer e dei centri di informatica, ma per mancanza di fondi, il progetto è stato abbandonato, anche se otto o nove paesi delle nostre province dell’Africa erano interessati a perseguire questo progetto come strumento di educazione e di evangelizzazione.
  • Per continuare ad insegnare ai confratelli la tecnologia informatica? Conosco personalmente dei confratelli nella Congregazione particolarmente interessati a questo tipo di tecnologia e bene attrezzati per andare avanti. Un buon esempio è quello di Padre Aidan Rooney in Bolivia. Da là, può sviluppare la tecnologia al servizio della diocesi e dei poveri che serve con i confratelli della missione.
  • Per concepire dei modi per integrare i confratelli più anziani nel servizio dei poveri per mezzo della tecnologia informatica?

Dobbiamo fare il punto e intraprendere dei mezzi specifici:

  • affinché ogni provincia abbia un sito Web interessante, in particolare per i giovani, ed aggiornato regolarmente. Ciò significa certamente un impegno del personale – un impegno che permetterà, tramite questo mezzo tecnologico, ad uno o parecchi confratelli di raggiungere un molto grande numero di persone.
  • Sul piano internazionale, desideriamo avanzare in questo campo. Proveremo per quanto possibile ad offrire aiuto ai confratelli affinché possano acquistare questo mezzo di evangelizzazione.
  • Possiamo aiutare a stabilire delle linee direttive o delle prospettive sull’utilizzazione pastorale di Internet per i missionari.
  • Per l’obliquità di Famvin, possiamo aiutare nella concezione di siti Web nelle principali lingue in uso che possono essere facilmente aggiornati per chiunque conosce le tecniche di base dell’elaborazione del testo.
  • Abbiamo pensato anche alla possibilità di un tipo di assembramento internazionale, o virtuale o di persona, per condividere la nostra esperienza e per farci avanzare gli uni gli altri in questo campo così necessario della tecnologia.

Permettetemi di concludere con un grande pensiero di Giovanni Paolo II nel suo documento l’Annuncio del vangelo e Internet nel 2002. “È così dunque chiaro che Internet non può sostituire mai l’esperienza profonda di Dio che solo la vita concreta, liturgica e sacramentale della Chiesa può offrire; esso fornisce certamente un supplemento ed un sostegno unico che preparano all’incontro col Cristo in comunità, e che sostiene il nuovo credente sulla strada di fede che si apre a lui.”

Fratelli miei, vi chiedo di riflettere profondamente su questo messaggio e di andare avanti col desiderio di evangelizzare e di servire quelli che sono i nostri signori ed i nostri padroni tramite i nuovi modi e i nuovi mezzi, restando sempre fedeli alla nostra chiamata.

Vostro fratello in San Vincenzo,

G. Gregory Gay, C.M.

Superiore Generale

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