Festa del Battesimo del Signore, di p. Giorgio Bontempi C.M.

da | Gen 9, 2010 | Liturgia | 0 commenti

Isaia 40, 1 – 5.9 – 11
Salmo 103
Tito 2,11 – 14; 3,4 – 7
Luca 3, 15 – 16.21 – 22Introduzione

La festa del battesimo del Signore chiude il Tempo di Natale ed apre la prima parte del Tempo Ordinario, che si concluderà il martedì precedente al mercoledì delle ceneri, che aprirà la santa quaresima.
Il Tempo d’Avvento ci ha ricordato che il Signore viene ogni giorno nel volto dei fratelli e che noi dobbiamo accoglierlo.
Il Tempo di Natale ha sottolineato che il Figlio di Dio ha scelto di nascere in una famiglia di persone qualsiasi, nell’ultimo paese della Galilea, che era, a differenza della Giudea, una terra disprezzata dai farisei, dagli scribi, dai dottori della legge e dagli ebrei osservanti, perché in essa si celebravano matrimoni misti, tra giudei e pagani.
Infine il Signore ha voluto vivere tra gli ultimi: pescatori, prostitute, ladri (riferito ai pubblicani), pastori, tutte persone ai margini del popolo santo di Dio. E noi? Come viviamo? Quali sono le persone che frequentiamo e che disprezziamo?

Lectio

Il battesimo di Gesù non ha nulla da spartire con il battesimo di Giovanni. Infatti il Battista compie un gesto in uso presso la cultura ebraica. Infatti, come atto penitenziale, un pio israelita soleva recarsi al fiume Giordano, considerato sacro, per purificarsi dalle proprie colpe.
Il battesimo cristiano è l’entrata nel nuovo popolo santo di Dio: la Chiesa (= la comunità cristiana). L’acqua è il segno del Cristo risorto è vivente, in cui la persona s’immerge. Con questo gesto esprime l’intenzione di vivere secondo il vangelo, abbandonando la logica che vi si contrappone.
Il battesimo esprime una radicale cambiamento di vita. Questo è anche il pensiero espresso nella seconda lettura, dove si puntualizza anche che il battesimo è dono gratuito di Dio, come anche la salvezza al termine della nostra vita.
Invece la prima lettura può servirci per tracciare un parallelismo tra la liberazione d’Israele dall’esilio in Babilonia, sempre dono di Dio, con la liberazione dalla logica dell’egoismo, dello sfruttamento, dell’accaparramento dei primi posti, del voler presentarsi per ciò che non si è, contraria al vangelo, per entrare nella logica dell’amore gratuito e del servizio al prossimo tracciata dal vangelo, in cui si fa esperienza dell’essere amati dal Padre.
Infine la figura di Giovanni: l’evangelista si premura di chiarire le idee ai suoi contemporanei, presentando il Battista come il collaboratore principale, ma sempre collaboratore, del Signore Gesù.

Meditatio

Il battesimo è il sacramento cardine della vita cristiana. Pensiamo ai primi secoli. Una persona chiedeva alla comunità di essere inserita nell’albo di coloro che desideravano il battesimo. Così dopo alcuni anni di preparazione e dopo essere stata giudicata idonea, da coloro che ne hanno curato la formazione, nella veglia pasquale, madre di tutte le veglie, culmine del Triduo pasquale, celebrazione più importante dell’anno liturgico, al momento opportuno, scendeva nel fonte battesimale e s’immergeva nell’acqua – segno del Cristo morto e risorto – e riemergeva dal lato opposto, esprimendo di essere una persona nuova, cioè che ragionava con la logica del vangelo, per questo poteva continuare la celebrazione e mangiare il corpo e bere il sangue del Cristo, di venuto per lei via verità e vita.

Cosa dire delle celebrazioni dei nostri battesimi? Certo sono lontanissimi dal modello antico. Tale lontananza è una delle cause maggiori delle difficoltà in cui viviamo nella nostra realtà ecclesiale.
Infatti l’iniziazione cristiana (battesimo confermazione ed eucaristia) è ancora una esperienza di bambini e adolescenti. Celebrazioni (specialmente la confermazione) in cui si dicono parole e si compiono gesti che non sono poi confermati dalla realtà: la cresima è la confermazione del battesimo e l’entrata come persona adulta nella Chiesa. In realtà è il foglio di via dalla comunità parrocchiale. Questo poi porta conseguenze gravi quando si giunge alla celebrazione del matrimonio, in cui spesso si mente perché manca una preparazione adeguata. L’80% dei matrimoni sono nulli. Basta vedere la percentuale delle separazioni e dei divorzi fatti da coniugi sposati in chiesa.

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