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	<title>FAMVIN Notizia</title>
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		<title>Ascensione del Signore</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 22:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensione del Signore]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascensione del Signore Solennità Di p. Giorgio Bontempi c.m. Atti, 1, 1 – 11 Dal Salmo 46 Efesini 4,1 – 13 Marco 16,15 – 20 &#160; &#160; Lectio &#160; Il brano del vangelo tratta dell’invio della Comunità cristiana a evangelizzare il mondo all’ora conosciuto. Gli evangelizzatori – proprio a causa del loro mandato – saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5513]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4673" src="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ascensione del Signore</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline"><em>Solennità</em></span></p>
<p><em>Di p. Giorgio Bontempi c.m.</em></p>
<p><span id="more-5513"></span><strong>Atti, 1, 1 – 11</strong></p>
<p><strong>Dal Salmo 46</strong></p>
<p><strong>Efesini 4,1 – 13</strong></p>
<p><strong>Marco 16,15 – 20</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lectio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il brano del vangelo tratta dell’invio della Comunità cristiana a evangelizzare il mondo all’ora conosciuto. Gli evangelizzatori – proprio a causa del loro mandato – saranno vincitori sul male; riusciranno a trasmettere il messaggio di Cristo alle varie culture, perché lo Spirito Santo conduce l’azione della Chiesa.</p>
<p>Infine la Parola del vangelo cancella i peccati di coloro che lo accolgono.</p>
<p>La lettera agli Efesini invita la relativa comunità a vivere come persone che, nelle loro scelte pongono al primo posto la logica del vangelo.</p>
<p>La chiesa di Efeso dovrà mostrare alla città l’unità interna, perché questa costituisce la prima testimonianza verso coloro che non sono battezzati. L’unità della comunità è rappresentata dai servizi che sono prestati da coloro che sono stati chiamati dal Signore ad essere apostoli, , profeti, evangelisti, pastori e maestri.</p>
<p>Tutto perché la chiesa deve servire il Signore che, dopo la risurrezione è tornato nella gloria del Padre. L’ascensione ricorda alla Chiesa che il risorto è lo stesso che è stato crocefisso. Nella gloria del Padre c’è lo stesso Gesù che visse a Nazareth, che patì e morì sotto Ponzio Pilato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Meditatio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa solennità ci riporta a pensare al problema dell’evangelizzazione. Il vangelo dev’essere annunciato come Chiesa. L’evangelizzazione non è appannaggio di singoli gruppi o chiesuole varie, ma è caratteristica della Chiesa, in cui ognuno serve la comunità, secondo i doni ricevuti dal padre per mezzo dello Spirito Santo.</p>
<p>L’unità della Chiesa deve manifestare i desiderata del Concilio Vaticano II: tutti i battezzati compongono la Chiesa e a ciascuno è stata data una vocazione per l’edificazione della comunità.</p>
<p>I cristiani devono, con rispetto, annunciare il Dio di Gesù Cristo: il Padre di tutti gli uomini. Nel cuore del Padre c’è l’ansia di portare l’umanità di tutti i tempi nella sua gloria.</p>
<p>I cristiani devono, con rispetto, proporre una chiesa che non ha nemici, perché il Padre non ha nemici.</p>
<p>Con il loro amore e la loro unità i cristiani debbono mettere in guardia le persone da ogni forma d’integralismo, che mortifica l’immagine di Dio e dell’uomo. I cristiani devono far constatare che è il vangelo che promuove l’uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buona domenica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Convegno della Famiglia Vincenziana Europea</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 22:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione vincenziana]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie sulla Famiglia Vincenziana]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni a confronto]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti in collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia vincenziana europea]]></category>
		<category><![CDATA[operatori della carità]]></category>

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		<description><![CDATA[Il &#8220;COORDINAMENTO NAZIONALE DELLA FAMIGLIA VINCENZIANA&#8221; organizza il Convegno dal titolo “Operatori della carità in Europa: quali prospettive?”, dal 5 al 7 ottobre 2012 a Roma. Iscrizioni entro il 15 maggio 2012 LUOGO: “Casa Maria Immacolata” Via Ezio n. 28 – 00192 Roma PROGRAMMA: Venerdì 5 ottobre ore 15.30 &#8211; Momento di preghiera in aula - Saluto della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://famvin.org/it/files/2012/05/FAMVIN-logo.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5507]"><img class="alignleft size-medium wp-image-5508" src="http://famvin.org/it/files/2012/05/FAMVIN-logo-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>Il &#8220;COORDINAMENTO NAZIONALE DELLA FAMIGLIA VINCENZIANA&#8221; organizza il Convegno dal titolo <strong>“Operatori della carità in Europa: quali prospettive?”, </strong>dal 5 al 7 ottobre 2012 a Roma.</p>
<p><strong><em>Iscrizioni entro il 15 maggio 2012</em></strong></p>
<p><span id="more-5507"></span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">LUOGO</span></strong>: “Casa Maria Immacolata” Via Ezio n. 28 – 00192 Roma</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">PROGRAMMA:</span></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline"><em>Venerdì 5 ottobre</em></span></p>
<p>ore 15.30 &#8211; Momento di preghiera in aula</p>
<p>- Saluto della Presidente del Coordinamento FAM VIN ITALIA</p>
<p>- Presentazione dei partecipanti</p>
<p>ore 16.00-18.00 &#8211; Il percorso della FAM VIN in Europa attraverso il racconto dei protagonisti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline">Sabato 6 ottobre</span></em></p>
<p>ore 9.00 &#8211; Momento di preghiera in aula</p>
<p>ore 9.45 &#8211; Relazione sul tema : La “Caritas in Veritate”: luci per il carisma</p>
<p>vincenziano, oggi.</p>
<p>Prof. Giuseppe Dalla Torre – Rettore dell’Università LUMSA</p>
<p>ore 10.00 &#8211; Pausa</p>
<p>ore 10.30 &#8211; Momento assembleare con domande al Relatore</p>
<p>(Donato Prof. Razzano)</p>
<p>ore 12.00 &#8211; Celebrazione dell’Eucaristia</p>
<p>ore 13.00 &#8211; Pranzo</p>
<p>ore 16.00 &#8211; Relazione sul tema:” Il cambiamento sistemico nella progettualità e nel</p>
<p>quotidiano nella Carità”</p>
<p>Padre Joseph Foley CM</p>
<p>ore 17.00 &#8211; Pausa</p>
<p>ore 17.30 &#8211; Momento assembleare con domande al Relatore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline"><em>Domenica 7 ottobre</em></span></p>
<p>ore 9.00 &#8211; Preghiera in aula</p>
<p>ore 9.15 &#8211; Laboratorio a gruppi sul tema: “Nella vostra situazione in quali aree di</p>
<p>intervento si può realizzare il cambiamento sistemico? Sprazzi di fantasia e</p>
<p>progettualità”</p>
<p>ore 11.00 &#8211; Sintesi dei laboratori</p>
<p>ore 12.00 &#8211; Celebrazione dell’Eucaristia</p>
<p>ore 13.00 &#8211; Pranzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partenze</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline"><strong>INFORMAZIONI:</strong></span></p>
<p style="text-align: left" align="center">Via Pompeo Magno, 21 – 00192 Roma – tel. 06/3220821- 06/3233451 fax06/32504861</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sesta domenica di Pasqua B</title>
		<link>http://famvin.org/it/2012/05/sesta-domenica-di-pasqua-b/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 22:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[anno b]]></category>
		<category><![CDATA[sesta domenica di pasqua]]></category>

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		<description><![CDATA[Sesta domenica di Pasqua B Di p. Giorgio Bontempi c.m. Atti 10,25 – 27.34 – 35.44 – 48 Dal Salmo 97 1Giovanni4,7 – 10 Giovanni 15,9 – 17 &#160; &#160; Lectio La comunità cristiana di Gerusalemme riuscì, seguendo lo Spirito Santo, a superare il problema più grave che le si era posto innanzi: una persona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5505]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4673" src="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sesta domenica di Pasqua B</strong></p>
<p><em>Di p. Giorgio Bontempi c.m.</em></p>
<p><span id="more-5505"></span></p>
<p><strong>Atti 10,25 – 27.34 – 35.44 – 48</strong></p>
<p><strong>Dal Salmo 97</strong></p>
<p><strong>1Giovanni4,7 – 10</strong></p>
<p><strong>Giovanni 15,9 – 17</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lectio</strong></p>
<p>La comunità cristiana di Gerusalemme riuscì, seguendo lo Spirito Santo, a superare il problema più grave che le si era posto innanzi: una persona che desiderasse ricevere il battesimo, avrebbe dovuto prima diventare ebreo, oppure no?</p>
<p>Oggi noi cristiani siamo lontani anni luce da quella problematica ma, se la chiesa primitiva avesse optato per la soluzione ebraica e cioè per ritenere giusto che prima di essere discepolo di Cristo, una persona avesse dovuto diventare discepolo di Mosè, forse il cristianesimo sarebbe diventato una succursale della religione ebraica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo Spirito, che guida la chiesa, ha fatto comprendere alla comunità cristiana di allora che la sequela a Cristo superava la legge di Mosè, per cui un cristiano non doveva più osservarla, perché, con il battesimo, si era impegnato a vivere il vangelo, che era la nuova legge.</p>
<p>L’osservanza dei precetti evangelici non doveva essere eseguita per timore, ma per amore verso il Padre: Dio è padre. Questo è il fulcro della predicazione di Cristo.</p>
<p>Questo Padre lo s’incontra nel volto dei fratelli, che non sono soltanto quelli della comunità cristiana, bensì ogni persona che s’incontra. Il vangelo è rivolto a tutti i popoli; per il Padre tutte le persone sono dinnanzi a lui eguali, sono suoi figli: questo costituì per gli ebrei del tempo uno sconvolgimento tellurico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Meditatio</strong></p>
<p>In questo periodo, nella Chiesa, ogni tanto si sente parlare di conversioni: sono stato il quel luogo…..; mi sono recato in pellegrinaggio al tal santuario….; hai visto il tale, o la tale? È andato a….e ha detto che si è convertito!</p>
<p>Di fronte a tali affermazioni io resto impassibile e, dentro di me, rifletto come si possa usare in modo improprio il termine conversione.</p>
<p>Infatti, per alcune persone l’essersi convertito significa recitare quotidianamente un certo numero di rosari; oppure recitare alcune formule di preghiera ad un dato orario che non può essere cambiato, perché – altrimenti – la divinità a cui vengono rivolte potrebbe infastidirsi o ritenersi offesa; la conversione è anche pensata relativamente alla partecipazione al gruppo di preghiera, dove contano più le parole dette, che la qualità della preghiera. Con la conseguenza di voler imporre alla comunità parrocchiale il gruppo di preghiera e, se questo non è permesso, si arriva anche alla violenza verbale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si comprende chiaramente che, questi fenomeni non consistono in autentiche conversioni, ma sono forme maniacali religiose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’autentica conversione consiste nel riscoprire il volto del Padre. Un Padre che mi ama così come sono, al quale debbo chiedere ogni giorno di compiere la sua volontà e, se non ho ancora trovato il mio posto nella Chiesa, chiedere al Padre di aiutarmi a scoprire in quale posto lui intende collocarmi, perché questa sarà la mia felicità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Padre desidera che noi incontriamo il Risorto in ogni persona e che lo amiamo nel volto del prossimo, specialmente nei poveri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vita così impostata è la vita di una persona convertita al vangelo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buona domenica</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quinta domenica di Pasqua B</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 22:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[annob]]></category>
		<category><![CDATA[quinta domenica di pasqua]]></category>

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		<description><![CDATA[Quinta domenica di Pasqua B Di p. Giorgio Bontempi c.m. Atti 9,26 – 31 Dal Salmo 21 1Giovanni 3,18 – 24 Giovanni 15,1 – 8 &#160; &#160; Lectio &#160; Gesù ha vissuto nei paesi poveri bagnati dalle acque del lago di Tiberiade, i cui abitanti vivevano di pastorizia e di pesca. Ecco il senso del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5501]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4673" src="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quinta domenica di Pasqua B</strong></p>
<p><em>Di p. Giorgio Bontempi c.m.</em></p>
<p><span id="more-5501"></span><strong>Atti 9,26 – 31</strong></p>
<p><strong>Dal Salmo 21</strong></p>
<p><strong>1Giovanni 3,18 – 24</strong></p>
<p><strong>Giovanni 15,1 – 8</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lectio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gesù ha vissuto nei paesi poveri bagnati dalle acque del lago di Tiberiade, i cui abitanti vivevano di pastorizia e di pesca. Ecco il senso del suo linguaggio, dei suoi esempi e delle parabole da lui raccontate: si tratta di fatti della vita quotidiana di quella gente.</p>
<p>Anche la cura della vite era un lavoro agricolo quotidiano. Come questa cresce sotto la manutenzione quotidiana dell’agricoltore, così Gesù &#8211; che incarna il vero credente in Dio, gli ebrei direbbero: il giusto per eccellenza – vive nel compiere la volontà del Padre. Compiere la volontà del Padre è dare il vero senso alla vita. Questa si perde come un tralcio che è staccato dalla vite.</p>
<p>Al contrario coloro che si riferiscono a Gesù e lo imitano nel compiere la volontà del Padre, chiedono questo a Dio. La vera preghiera cristiana è quella con cui ogni giorno chiediamo al Padre di compiere la sua volontà. (vangelo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel brano degli Atti è espressa la preoccupazione della prima comunità cristiana nell’accettare la sincerità della conversione di Paolo. Lo Spirito che guida la Chiesa, fa comprendere ai fratelli che Paolo si è veramente convertito. (1 lettura).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prima lettera di Giovanni intende affermare che i dieci comandamenti sono superati dal comandamento nuovo: quello dell’amore evangelico predicato da Gesù e, in seguito, dalla chiesa. È la vita, attuata secondo questo comandamento, che dimostra la verità della nostra conversione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Meditatio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Compiere la volontà del Padre è – per il cristiano – il punto fondamentale della sua vita.</p>
<p>Infatti, se pensiamo attentamente: in che cosa consiste la vita cristiana se non nel compiere la volontà del Padre?</p>
<p>Ma in che cosa consiste questa volontà? In primo luogo ad accogliere il Signore risorto nelle persone che incontriamo ogni giorno. Questo non significa che, quando scorgo un fratello che ha compiuto o che compie il male , io debba tacere, no!! Io con carità dovrò farlo presente o a lui, oppure a chi si prende cura di lui, questa è vera carità!</p>
<p>Inoltre, compiere la volontà del padre consiste nel cercare il posto che Egli ci ha preparato all’interno della Chiesa (prete? Monaco? La vita comune in una comunità di fratelli [varie congregazioni], sposo o sposa? La nostra felicità consisterà nel cogliere qual è il nostro posto. Sbagliare potrebbe, quasi con certezza, compromettere la nostra felicità.</p>
<p>È necessario, per il discernimento, essere aiutati dl direttore spirituale, nessun cristiano può fare a meno della guida spirituale.</p>
<p>La preghiera, personale e comunitaria, la celebrazione dell’eucaristia, sono mezzi che ci aiutano a compiere la volontà del Padre. Mezzi insostituibili, ma sempre tali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buona domenica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quarta domenica di Pasqua B</title>
		<link>http://famvin.org/it/2012/04/quarta-domenica-di-pasqua-b/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 22:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[anno b]]></category>
		<category><![CDATA[quarta domenica di pasqua]]></category>

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		<description><![CDATA[Quarta domenica di Pasqua B Di p. Giorgio Bontempi c.m. Atti 4,8 – 12 Dal Salmo 117 1 Giovanni 3,1 – 2 Giovanni 10,11 – 18 &#160; &#160; Lectio &#160; Gesù ha vissuto con gli abitanti dei paesi poverissimi che si affacciavano sul lago di Tiberiade, chiamato “il mare”, il cui sostentamento era basato sull’agricoltura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5499]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4673" src="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quarta domenica di Pasqua B</strong></p>
<p><em>Di p. Giorgio Bontempi c.m.</em></p>
<p><span id="more-5499"></span><strong>Atti 4,8 – 12</strong></p>
<p><strong>Dal Salmo 117</strong></p>
<p><strong>1 Giovanni 3,1 – 2</strong></p>
<p><strong>Giovanni 10,11 – 18</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lectio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gesù ha vissuto con gli abitanti dei paesi poverissimi che si affacciavano sul lago di Tiberiade, chiamato “il mare”, il cui sostentamento era basato sull’agricoltura e sulla pastorizia. Egli, nella sua predicazione, ha riportato esempi di vita quotidiana di quella gente, che era dissanguata dalle tasse impostegli da Erode, che governava come vassallo di Roma.</p>
<p>Il brano del vangelo, proclamato in questa domenica, dev’essere inserita in quel contesto.</p>
<p>Gesù si definisce “buon pastore”, perché, come tale, difende le pecore e per loro darà la vita.</p>
<p>Le pecore non sono soltanto gli appartenenti al popolo ebraico, ma tutti gli uomini. I “mercenari” sono i capi del popolo ebraico e i governanti dei popoli: i re e l’imperatore romano. Infatti per i “capi delle nazioni” hanno a cuore, non il bene dei sudditi, ma il loro interesse, da raggiungere con ogni mezzo.</p>
<p>L’atteggiamento di Gesù è espressione dell’amore del Padre che è Dio! (Vangelo).</p>
<p>L’insegnamento di Gesù è esposto dalla prima predicazione degli apostoli e della prima comunità cristiana, che attribuisce a lui tutti i successi che sono a lei attribuiti. (prima lettura).</p>
<p>L’incontro con il Risorto offre alla prima comunità cristiana la forza per vivere durante la persecuzione, che gli ebrei hanno scatenato contro di lei, usando il potere romano. (seconda lettura).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Meditatio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutti siamo i “pastori” degli altri. Infatti ognuno di noi – se pensa – si rende conto che ha persone che guardano a lui, al suo esempio: in famiglia, in parrocchia, tra amici, nell’ambiente di lavoro…..</p>
<p>È importante che il cristiano si renda conto di questa realtà.</p>
<p>Allora ci domandiamo: qual è il rapporto che abbiamo con gli altri, specialmente quando occupiamo posti di responsabilità?</p>
<p>Siamo persone a cui interessa di più l’essere o il sembrare?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sapete c’era un capo che difese strenuamente una persona indifendibile, a causa delle colpe commesse. Le persone si chiesero il perché di tale atteggiamento: alcuni pensarono che il capo fosse veramente interessato alla salute morale del suo collaboratore, altri che il capo fosse all’oscuro di alcune vicende e che facesse fatica a credere anche ai testimoni oculari.</p>
<p>Poi giunse un tale, che conosceva bene il capo: che disse che a questi, del suddito che era accusato di colpe gravi, in realtà non gli importava nulla, ma per lui era fondamentale apparire come il capo migliore agli occhi delle autorità superiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Preghiamo il Signore che questo non accada mai a noi.</p>
<p>Buona domenica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Terza domenica di Pasqua B</title>
		<link>http://famvin.org/it/2012/04/terza-domenica-di-pasqua-b/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 22:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[anno b]]></category>
		<category><![CDATA[terza domenica di pasqua]]></category>

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		<description><![CDATA[Terza domenica di Pasqua B Di p. Giorgio Bontempi c.m. Atti 3,13 – 15.17 – 19 Dal Salmo 4 1 Giovanni 2,1 – 5a Luca 24,35 – 48 &#160; &#160; Lectio Ricordiamo che i vangeli non ci offrono indicazioni su come è avvenuta la risurrezione del Signore. Premesso questo possiamo iniziare la lectio sulle lettura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5497]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4673" src="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Terza domenica di Pasqua B</strong></p>
<p><em>Di p. Giorgio Bontempi c.m.</em></p>
<p><strong><span id="more-5497"></span></strong><strong>Atti 3,13 – 15.17 – 19</strong></p>
<p><strong>Dal Salmo 4</strong></p>
<p><strong>1 Giovanni 2,1 – 5a</strong></p>
<p><strong>Luca 24,35 – 48</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lectio</strong></p>
<p>Ricordiamo che i vangeli non ci offrono indicazioni su come è avvenuta la risurrezione del Signore. Premesso questo possiamo iniziare la lectio sulle lettura di questa domenica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Luca presenta la persona di Gesù: il Risorto è la stessa persona del crocifisso. Questo perché i suoi contemporanei, specialmente coloro che provenivano dal paganesimo, non confondessero il Risorto con uno dei tanti dei che, secondo la credenza, greco – romana, popolavano l’Olimpo. Ecco perché scrive che il Risorto mostra le mani e il costato alla comunità dei discepoli. Inoltre, il Risorto “mangia”, si tratta del corpo glorioso, quel corpo che di cui noi ci nutriamo quando celebriamo l’eucaristia. È lo stesso Signore di cui hanno parlato i profeti e di cui ascoltiamo la Parola. (cfr. vangelo)</p>
<p>È lo stesso Signore che la Chiesa di tutti i tempi predicherà senza paura e senza compromessi, non ostante le proprie fragilità, perché composta di uomini, soggetti all’errore e al peccato.(cfr. prima lettura).</p>
<p>La Chiesa annuncia che Dio è amore, che Dio è Padre, che Dio ama gli uomini e che, per incontrarlo è necessario servire il nostro prossimo, per essere coerenti e testimoni di questo amore infinito (2 lettura).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Meditatio</strong></p>
<p>Anche noi, cristiani del XXI secolo, possiamo incontrare il Risorto, come lo hanno incontrato i primi discepoli, dopo la sua risurrezione. Altrimenti come potremmo affermare di credere in Lui? La fede è un’esperienza, non è un “fidarsi” che quello che ci è stato tramandato sia vero: questa non è fede. Anche coloro che costituiscono per noi dei punti di riferimento nella nostra vita cristiana: quelli che chiamiamo solitamente “santi”, anche loro hanno incontrato il Risorto, anche per loro la fede è stata un’esperienza, altrimenti non avrebbero potuto essere tali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Luca ci dice: “vuoi incontrare il Risorto? Riunisciti con i fratelli nel giorno del Signore e ascolta con loro la Parola; spezza con loro il Pane e cibatene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vivi durante la settimana quello che hai celebrato nel giorno del Signore, annunciando con la vita che il Signore è risorto: occupandoti dei fratelli, specialmente quelli più bisognosi; quelli che soffrono ingiustizia; che sono angariati dai potenti; che sono vessati, insultati, derisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Appoggia coloro che combattono la “buona battaglia”, per smascherare la menzogna. Questo è osservare “i suoi comandamenti” ed essere nella luce. Così si ha l’esperienza della fede che nessuna ci potrà togliere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo perché il cristianesimo non è una religione da viversi “privatamente”, come desidererebbero molti nella nostra società, per anestetizzare la predicazione del vangelo. Il cristianesimo è un modo di vivere, che si esprime all’interno di una comunità, che è la Chiesa e che influisce su ogni scelta che la persona compie nella propria vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cristo è veramente risorto. Alleluja!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buona domenica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Seconda domenica di Pasqua B</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 22:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[anno b]]></category>
		<category><![CDATA[seconda domenica di pasqua]]></category>

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		<description><![CDATA[Seconda domenica di Pasqua B Di p. Giorgio Bontempi Atti 4,32 – 35 Dal Salmo 117 1 Giovanni 5,1 – 6 Giovanni 20,19 – 31 &#160; &#160; Lectio &#160; I vangeli non forniscono informazioni sulla risurrezione di Gesù, ma sono catechesi che introducono la prima comunità cristiana alla comprensione della risurrezione e all’incontro con Cristo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5488]"><img class="size-thumbnail wp-image-4673 alignleft" src="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Seconda domenica di Pasqua B</strong></p>
<p><em>Di p. Giorgio Bontempi</em></p>
<p><span id="more-5488"></span></p>
<p><strong>Atti 4,32 – 35</strong></p>
<p><strong>Dal Salmo 117</strong></p>
<p><strong>1 Giovanni 5,1 – 6</strong></p>
<p><strong>Giovanni 20,19 – 31</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lectio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I vangeli non forniscono informazioni sulla risurrezione di Gesù, ma sono catechesi che introducono la prima comunità cristiana alla comprensione della risurrezione e all’incontro con Cristo per i cristiani di ogni epoca.</p>
<p>Il brano del vangelo odierno ammonisce la comunità cristiana, dalla tentazione di cercare e toccare il corpo di Gesù. Dopo la risurrezione egli vive nella condizione di cui godeva, prima dell’incarnazione, cioè nella gloria del Padre: in paradiso.</p>
<p>Giovanni precisa che: il risorto non è un fantasma, non è simile agli dei della mitologia, ma è la stessa persona che subì la morte di croce sotto Ponzio Pilato; il risorto s’incontra il primo giorno dopo il sabato (la domenica), quando la comunità si riunisce per celebrare l’eucaristia.</p>
<p>Si tratta della stessa comunità cristiana di cui parla la prima lettura. Un gruppo in cui ogni appartenente, si prende cura della situazione materiale e spirituale degli altri, per rendere effettivo il vangelo (seconda lettura).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Meditatio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’episodio di Tommaso è diventato, nella letteratura comune, sinonimo di colui che vuole vedere prima di credere. Questo perché, fino a che gli studi biblici non hanno potuto adottare il metodo storico critico, si pensava che i vangeli fossero dei resoconti sulla vita di Cristo, che fornissero informazioni sulla risurrezione, sull’aldilà ecc…questo metodo era adottato non solo per il Nuovo Testamento, ma anche per l’Antico Testamento. Lo Spirito Santo, che è stato l’autore del Concilio Vaticano II, ha aperto la teologia e gli studi biblici, all’apporto delle scienze umane. Questo ha portato a comprendere il vero senso della Scrittura, cioè: chi ha redatto il brano e in quale epoca; quali erano i primi destinatari e a quali domande il brano intendeva rispondere. Solo previe queste informazioni possiamo attuare una Lectio corretta da cui ne deriva una corretta Meditatio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Premesso quanto sopra, la Parola di Dio di questa domenica intende guidarci alla scoperta del Risorto. Questi lo s’incontra nella comunità, specialmente quando questa si riunisce la domenica per celebrare l’eucaristia, in cui con parole e gesti, diciamo che Egli – il Risorto – è presente nella comunità radunata, nella proclamazione della Parola (di cui il Lezionario e l’Evangeliario sono il segno. Questa è la ragione perché questi due libri vanno trattati con ogni cura) e nel pane e nel vino, che vengono tramutati dallo Spirito Santo nel Cristo risorto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un cristiano, una comunità parrocchiale e religiosa, attua ogni celebrazione liturgica nella misura in cui vive la carità, sia al suo interno che all’esterno. Per cui la liturgia non serve per aumentare la grazia, ma per dire ciò che la Chiesa è e ciò che intende essere nel suo cammino dietro al Signore che la conduce all’incontro con il Padre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buona domenica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bauman: io disabile in un mondo che esclude</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 22:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni a confronto]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia e cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Normalità è il nome elaborato ideologicamente per significare maggioranza. Cos’altro può significare, «normale», se non il fatto di ricadere in una maggioranza statistica? E cos’altro significa «anormalità» se non l’appartenenza a una minoranza statistica? Parlo di maggioranze e minoranze perché l’idea di normalità presuppone che alcune unità di un totale complessivo non siano conformi alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5492" class="wp-caption alignleft" style="width: 332px"><a href="http://famvin.org/it/files/2012/04/Inferior_balint-zsako3.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5491]"><img class=" wp-image-5492 " src="http://famvin.org/it/files/2012/04/Inferior_balint-zsako3.jpg" alt="" width="322" height="448" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine di Balint Zsako</p></div>
<p>Normalità è il nome elaborato ideologicamente per significare maggioranza. Cos’altro può significare, «normale», se non il fatto di ricadere in una maggioranza statistica? E cos’altro significa «anormalità» se non l’appartenenza a una minoranza statistica?</p>
<p><span id="more-5491"></span>Parlo di maggioranze e minoranze perché l’idea di normalità presuppone che alcune unità di un totale complessivo non siano conformi alla «norma»; se il 100 per cento delle unità recassero gli stessi tratti distintivi, sarebbe difficile che emergesse l’idea di una «norma». Quindi l’idea di «norma» e «normalità» implica una dissimiglianza, una difformità: la suddivisione di un totale complessivo in una maggioranza e in una minoranza, in un «la maggior parte» e «alcuni». La «elaborazione ideologica» che ho menzionato si riferisce alla sovrapposizione del «si deve» sull’«è»: non soltanto le unità di un certo tipo sono in maggioranza, ma esse sono come «dovrebbero essere»; sono «giuste e appropriate»; al contrario, quelle che difettano dell’attributo in questione sono come «non dovrebbero essere» – «sbagliate e inappropriate». Il passaggio dalla «maggioranza statistica» (un’enunciazione di fatto) alla «normalità» (un giudizio di valutazione), e dalla «minoranza statistica» alla «anormalità», attribuisce una differenza di qualità alla differenza nei numeri: essere in minoranza significa anche essere inferiori. Si sovrappone una differenza di qualità sulla differenza numerica – e, se viene applicata alle interazioni umane, si riciclano le differenze della forza numerica nel fenomeno (sia in teoria, sia in pratica) della ineguaglianza sociale. La questione della «normalità versus anormalità» è la forma in cui la questione della «maggioranza versus minoranza» viene assorbita/addomesticata, e conseguentemente fissata, nella costruzione e nella preservazione dell’ordine sociale. Sospetto perciò che «disabilità» e «invalidità», i nomi affiliati (e in misura parzialmente maggiore, benché non interamente, «politicamente corretta») per «anormalità», quando si riferiscono al trattamento delle minoranze umane come inferiori, siano parte integrante della più vasta questione «maggioranza versus minoranza» – e quindi in definitiva un problema politico. Questo problema si focalizza sulla difesa dei diritti delle minoranze che i meccanismi democratici esistenti, basati come sono sull’incorporazione del fatto di essere una maggioranza nel diritto di assumere decisioni vincolanti per tutti, sembrano essere incapaci (e con ogni verosimiglianza non particolarmente desiderosi) di affrontare, gestire e risolvere definitivamente la questione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella famosa storia di H.G. Wells «Nel Paese dei Ciechi» la questione viene posta ed esplorata acutamente: in una società di ciechi, un orbo sarebbe stato re, come credeva la persona che si avventurò nella vallata per fuggire dalla società di chi vedeva con entrambi gli occhi, in cui essere orbi veniva considerato un difetto avvilente? Se fosse stato davvero re in una società di ciechi, la tacita assunzione sottesa alla nostra società (che la superiorità dei vedenti sui ciechi è un verdetto della natura, piuttosto che una creazione socioculturale) sarebbe stata confermata, rinforzata, forse addirittura «provata». Ma ciò non avvenne. Lo straniero con un occhio solo non venne acclamato come un re da adorare e a cui obbedire, venne visto invece come un mostro da aborrire e scacciare! Nella «normalità» fatta nella valle su misura per i suoi abitanti che avevano avuto il destino di essere ciechi lui, l’orbo, era portatore di una minacciosa anormalità. Il che spiega che la normalità non viene vissuta come repellente e minacciosa a causa della sua intrinseca inferiorità, bensì per il fatto che contrasta l’ordine stabilito per aderire ai bisogni/costumi/aspettative dei «normali» – vale a dire, della maggioranza. Alla fin fine, discriminare ciò che è «anormale» (ovvero la condizione della minoranza) è un’attività posta in essere per difendere e preservare l’ordine, una creazione socioculturale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella sua storia in due romanzi distinti, «Cecità» e «Saggio sulla lucidità», José Saramago ha sviluppato ulteriormente questo argomento. Nel primo romanzo, un’inesplicabile cecità affligge l’intera popolazione della città con l’unica eccezione di una donna, sulla quale gli orrori della nuova «norma» che sospende e invalida tutte le regole del vecchio ordine si focalizzano sulla minoranza di una persona eletta nelle menti terrificate della maggioranza cieca come una causa, forse la causa principale, del loro miserabile destino. Nel secondo romanzo la città è totalmente guarita dalla peste della cecità, ma è afflitta da un disastro parimenti inesplicabile che si è abbattuto sull’ordine sociale: il rifiuto dell’elettorato di esprimere la propria preferenza, e quindi di mantenere vivo il presupposto stesso della democrazia, in modello attualmente vincolante di ordine. Tutte le forze della polizia segreta vengono così mobilitate per dare la caccia a, e neutralizzare, quell’unica donna che durante il flagello della cecità non aveva perduto la vista…</p>
<p>Anormali una volta, anormali per sempre; anormali rispetto a un singolo aspetto, anormali in tutto; e non una minaccia a un ordine specifico, bensì all’ordine in quanto tale. Alla fine, tutto ruota intorno all’ordine. I vari tipi di ordine sono tagliati su misura delle maggioranze, e così i pochi che nicchiano o si rifiutano apertamente di obbedire si ritrovano a essere una minoranza, agevole da sminuire come una «deviazione marginale» – e perciò facili da individuare, localizzare, disarmare e sopraffare. Selezionare, designare e isolare come una «frangia di anormalità» è il necessario fattore concomitante della costruzione dell’ordine e il costo inevitabile della sua perpetuazione. Questa è una verità molesta, dolorosa e sgradevole, e tuttavia è la verità. Il mondo abitato viene strutturato in modo da essere ospitale – conveniente e confortevole – per i suoi abitanti «normali»: le persone che costituiscono la maggioranza. Le automobili devono essere equipaggiate con luci e trombe che avvisino del loro arrivo – strumenti di nessuna utilità per i ciechi e i sordi. Le scale, che hanno il compito di facilitare l’ascesa verso i luoghi elevati, non sono di alcun aiuto per le persone relegate su sedie a rotelle. Io stesso, nella mia età avanzata, avendo ormai perso la maggior parte del mio udito, non posso più essere allertato dai telefoni o dal campanello di chi suoni alla mia porta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi esempi si sono riferiti finora alle disabilità fisiche – che in una società solidale potrebbero essere sanati da trattamenti medici e, nel caso dell’assenza di una funzione fisiologica, mitigati da strumenti tecnologici capaci di «estendere» il corpo umano e/o fare le veci delle risorse fisiche mancanti. Non esistono però le sole disabilità fisiche, vi sono altre disabilità molto più diffuse, anche se in questi casi i loro poteri disabilitanti vengono spazzati sotto il tappeto, ipocritamente negati o altrimenti ignorati e dissimulati. Non sono problemi medici o tecnologici ma politici. Per esempio, gli handicap causati alle persone che non possiedono un’automobile cancellando, come «improduttivi» (e per ciò stesso di peso ai cittadini «normali» che pagano le tasse), molti percorsi degli autobus o chiudendo uffici postali o filiali bancarie «non remunerative». Vi sono, specialmente nella nostra società dei consumi, consumatori «squalificati», a corto di denaro, a cui non si fa credito, e a cui perciò si nega la possibilità di raggiungere gli standard di «normalità» stabiliti dal mercato e misurati dal numero di cose possedute e dagli atti d’acquisto. E, circostanza ancora più importante per il tema di cui ci stiamo occupando, vi sono grandi quantità di giovani fisicamente prestanti in età scolare, disabilitati nei loro tentativi di raggiungere gli standard posti dal mercato del lavoro dal fatto di essere nati e cresciuti in famiglie i cui guadagni sono sotto la media o in quartieri deprivati e trascurati… Famiglie che vivono in povertà (anche in questo caso una condizione misurata da standard di «normalità» che, posti in termini socioculturali, sono i fornitori più prolifici di studenti deboli o «ritardati»). In questi casi sarebbero necessari equivalenti politici degli strumenti medici o tecnologici usati per compensare le disabilità fisiche. Questi mezzi esistono senz’altro, ma la loro disponibilità o la loro assenza dipende sono in piccola parte dalle scuole e dagli insegnanti. L’ineguaglianza delle opportunità educative è qualcosa che soltanto le politiche statali possono affrontare e risolvere in modo netto e preciso. Finora, comunque, come abbiamo visto prima, le politiche statali sembrano più propense alla latitanza che a mettersi in gioco con serietà per risolvere questo enorme problema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>IL TESTO</p>
<p>Venti conversazioni in un’estate, tra internet e Leeds (città di residenta di Bauman). È nato così «Conversazioni sull’educazione» (pp. 146, euro 12), il volume Erickson in cui l’intellettuale di origine polacca dialoga con l’italiano Riccardo Mazzeo e del quale offriamo in questa pagina un saggio. A 86 anni il sociologo che ha coniato la definizione di «società liquida», si occupa delle giovani generazioni e del tema dell’educazione: qual è oggi il suo ruolo, se manca un’idea precisa di futuro, se i progetti a lungo termine sembrano ormai impossibili, se non esiste più un modello unico e condiviso di umanità? Bauman offre una prospettiva critica, ma anche di estrema apertura, per esempio ritenendo che l’inevitabile processo di meticciato culturale dovuto all’emigrazione di extracomunitari in Occidente sia «fonte di arricchimento e motore di creatività, per la civiltà europea così come per qualunque altra»; purché la coabitazione sia basata da ambedue le parti sul rispetto dei principi del &#8220;contratto sociale&#8221; europeo.</p>
<p><em>Zygmunt Bauman</em></p>
<p>Fonte:<a href="http:// www.avvenire.it"> www.avvenire.it</a></p>
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		<title>BUONA PASQUA!</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 22:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>

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		<title>Venerdì Santo: Passione del Signore</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 22:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì Santo Passione del Signore Di p. Giorgio Bontempi c.m. Meditatio In questo giorno, dedicato alla passione e morte del Signore, rifletto su come sarà stata la celebrazione della Pasqua per i vincitori! Cioè per coloro che riuscirono, con inganno, a far condannare Gesù, da un pover’uomo che era ricopriva il ruolo di governatore, Ponzio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5479]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4673" src="http://famvin.org/it/files/2011/06/anno_litu3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Venerdì Santo</strong></p>
<p><strong>Passione del Signore</strong></p>
<p><em>Di p. Giorgio Bontempi c.m.</em></p>
<p><span id="more-5479"></span></p>
<p><strong>Meditatio</strong></p>
<p>In questo giorno, dedicato alla passione e morte del Signore, rifletto su come sarà stata la celebrazione della Pasqua per i vincitori! Cioè per coloro che riuscirono, con inganno, a far condannare Gesù, da un pover’uomo che era ricopriva il ruolo di governatore, Ponzio Pilato. Penso alla loro soddisfazione, di essere riusciti a togliere di mezzo Gesù di Nazareh, colui che aveva cercato di destabilizzare il sistema, imperniato sull’osservanza della legge di Mosè; sulla divisione del popolo in buoni e cattivi, che poi era tra osservanti e non osservati; sulla divisione in categorie: scribi, farisei, dottori della legge, ricchi e…pescatori, pastori, pubblicani, prostitute, vedove, orfani, ciechi, zoppi, malati varii ecc…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Penso alla loro gioia: Dio è con noi e la morte ignominiosa del Nazareno ne è la prova!! Orami nessuno crederà più in lui: l’abbiamo svergognato pubblicamente!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così, penso anche a coloro che, nella nostra società sono vincitori, tramite la menzogna il furto, la violenza; coloro che sono riusciti a costruirsi una fama che non corrisponde alla verità e di cui sono gelosissimi e che, dopo l’ennesimo misfatto, sono riusciti a farla franca, perché – tramite la loro fama – sono riusciti a far trionfare la menzogna, perché la verità, testimoniata da persone meno qualificate di loro, non è stata creduta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di fronte a scandali come questo, come reagire? Come un cristiano può continuare a seguire il Cristo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’atteggiamento da assumere è quello di Cristo nella sua passione, è quello del servo di Yavhé, di cui scrive il profeta Isaia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Soltanto così la nostra Pasqua sarà celebrata con un significato profondo. Prima è necessario saper vivere il Venerdì Santo, l’assurdo del Venerdì santo, per incontrare il Signore Risorto e vivere nella gioia anche nei momenti di difficoltà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buona celebrazione della Passione del Signore.</p>
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