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	<title>FAMVIN Notizia</title>
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		<title>Lettera di Gregory Gay. Superiore delle CM  e delle FdC, in occasione della Festa di san Vincenzo</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 12:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Turati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualita' vincenziana]]></category>

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		<description><![CDATA[«…corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede» (Eb. 12, 2). &#160; Roma 10 giugno 2013 &#160; A tutti i membri della Famiglia Vincenziana La grazia e la pace di Nostro Signore Gesù Cristo dimorino nei vostri cuori ora e sempre! &#160; Cari fratelli e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>«…<i>corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti<sup>, </sup>tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede</i><i>»</i> (Eb. 12, 2).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">Roma 10 giugno 2013</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A tutti i membri della Famiglia Vincenziana</p>
<p>La grazia e la pace di Nostro Signore Gesù Cristo dimorino nei vostri cuori ora e sempre!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cari fratelli e sorelle,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-5990"></span>ogni anno in occasione della festa di San Vincenzo de Paoli siamo invitati a riflettere su un tema che ci aiuti ad approfondire la nostra spiritualità e a rafforzare il nostro impegno per i poveri. Per il 2013, vogliamo farlo a partire dalla fede, tema centrale della nostra identità cristiana, come ci propone la Chiesa.</p>
<p>Nel contesto della celebrazione dei 50 anni del Concilio Vaticano II, il grande «aggiornamento» della Chiesa del XX secolo, siamo stati invitati da Papa Benedetto XVI a vivere l’Anno della Fede. E’ cominciato l’11 ottobre 2012 e terminerà il 24 novembre 2013 nella solennità di Cristo Re. Nella lettera apostolica «<i>Porta Fidei</i>», egli dice che la Chiesa nel suo insieme cerca di «mettersi in cammino, per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso l’amicizia con il Figlio di Dio, verso Colui che ci dona la vita, la vita in pienezza<i> </i>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella storia della Chiesa, spesso, siamo stati chiamati ad approfondire diversi temi, tutti molto importanti e necessari per la nostra fede. Ma questa volta, l’invito è di un’importanza capitale perché riguarda il punto centrale della nostra relazione con Dio, la fede.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Senza la fede, non possiamo credere in Dio, non possiamo seguire Gesù, non possiamo far parte della Chiesa. Tutto questo sembra evidente. Ma non sempre lo è nella nostra vita cristiana. Celebrare un Anno della Fede, per i cristiani e le cristiane, è celebrare Gesù Cristo, centro e vertice della nostra fede.</p>
<p>Gesù Cristo è il punto di partenza e lo scopo della nostra fede, come dice in modo magistrale la lettera agli Ebrei: «…<i>corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti<sup>, </sup>tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede</i><i>»</i> (Eb. 12, 2).</p>
<p>Gesù è il fondamento e il contenuto della nostra fede, è il Figlio di Dio che ci rivela il Padre; ma, in quanto uomo, Egli è anche il modello del credente. Egli è l’autore, colui che ha instaurato una nuova maniera di credere in Dio; Egli è anche colui che porta la fede al suo compimento, colui che è riuscito a viverla in pienezza. Egli fu pienamente uomo perché fu pienamente credente. La lettera ai Romani aggiungerà che è per la sua fede che noi siamo stati salvati (cfr. Rom 3, 21-26).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella storia della Chiesa, numerosi sono coloro che hanno camminato uniti a Gesù divenendo anche loro dei modelli per noi. Maria, nostra madre, è il modello per eccellenza. Il Vangelo sottolinea, tra l’altro, la fede di Maria: <i>« Beata perché ha creduto! » </i>(Lc 1, 45).</p>
<p>La spiritualità vincenziana è centrata su Gesù. Il vincenziano è l’uomo o la donna che si domanda come Gesù reagirebbe in una particolare situazione. Per questo ci si domanda: qual era la fede di Gesù? Vediamo che Egli si affida interamente a quel Dio che chiama “suo Padre”, ha una fiducia incondizionata in lui e si abbandona alle sue mani. Anche nei momenti di più grande sofferenza, Gesù conserva tutta la sua confidenza, non cede mai alla tentazione di rinunciare contando sulle sue proprie forze.</p>
<p>Questo significa che Gesù non è solamente la persona nella quale noi crediamo, ma egli è la via, il modello della fede. Per questo egli è l’iniziatore, colui che va avanti, colui che guida e indica il cammino. E’ lui stesso il cammino. Egli è autore e perfezionatore. Per conseguenza noi, i credenti, dobbiamo seguirlo come modello e cammino. La fede comporta allora un atto di fiducia profonda, di abbandono nelle mani di Dio, anche quando sperimentiamo la solitudine e la sofferenza, come ha fatto Gesù.</p>
<p>Nella storia della nostra Famiglia vincenziana, numerosi sono quelli che hanno testimoniato la loro fede e che noi onoriamo oggi come santi, beati, servi di Dio e modelli per la nostra vita, a partire da ciò che è fondamentale per noi: Gesù Cristo.</p>
<p>Per questa ragione, siamo invitati a vivere a partire da Dio, cercando di vivere come Gesù ha vissuto. San Vincenzo de Paoli ricordava che la fede è vedere le cose come Dio le vede e che la fede ci permette di scoprire il Cristo nei poveri. Noi possiamo raggiungere Gesù Cristo attraverso la nostra fede in lui e grazie alla sua stessa fede. E’ così che, cercando lui, troviamo i poveri; non possiamo comprendere lui senza questa relazione di prossimità con loro. Gesù ha detto di se stesso di essere venuto per annunziare la Buona Novella ai poveri. Santa Luisa ce lo ricorda : « <i>questo prossimo  mi è presentato al posto di Nostro Signore con un mezzo d’amore  che la sua bontà conosce e che ha fatto capire al mio cuore, benché io non lo possa dire</i> » (Scritti p. 988 A 26).</p>
<p>Per vivere questa vita a partire da Dio, Gesù Cristo ci indica il cammino della fedeltà. Per noi, la fede implica la fedeltà; fedeltà a Dio in Gesù Cristo e fedeltà a Gesù Cristo nei poveri. Elisabeth de Robiano (Fondatrice delle Serve dei poveri de Gijzegem) diceva: «<i>Dio non vi mancherà se vi date a Dio per l’eternità</i>». L’impegno verso Dio non è per un certo tempo, è per tutta la vita. E’ una delle dimensioni della fede la più difficile, perché noi siamo sommersi da ciò che è passeggero e caduco. Vorremmo che anche il nostro impegno fosse temporaneo, ma la vera fede vuole che sia per sempre. Questa fedeltà richiede abnegazione, rinunzia, sacrificio ecc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ necessario essere pronti ad andare fino alla croce come Gesù e avere il coraggio di sopportare tutto per amore di Dio nei poveri, come Gesù Cristo. E’ quanto ci dice Ignatia Jorth, Fondatrice delle Suore della Carità di Zagreb: «<i>Noi siamo al servizio dei più poveri. I poveri sono i figli di Dio che serviamo. E questo è molto bello. Se il nostro lavoro spesso ci rende oggetto d’insulti e d’ingratitudine, è perché in questo modo camminiamo più facilmente al seguito del Divin Maestro»</i>. Essere fedeli a Dio e rimettersi a Lui non significa trovare sempre delle soddisfazioni, ma anche ricevere delle « croci » e non tutti sono pronti ad arrivare fino a questo punto. Perciò il cammino della fede è un cammino che richiede una conversione quotidiana.</p>
<p>Noi, Vincenziani e Vincenziane di oggi, abbiamo tanto da offrire a questo mondo che ha relativizzato la fede. In certi luoghi, non si crede in nulla e in nessuno; in altri, si crede troppo ma in cose che non danno la vita ma la morte. La nostra fedeltà creativa può essere una testimonianza viva della fede in un mondo che ha bisogno di essere fortificato e guarito in molti campi. Noi siamo invitati a vivere una fede capace di trasformare la vita del mondo. Come diceva il beato Federico Ozanam, «<i>la nostra fede sempre giovane è capace di soddisfare i bisogni di tutti i tempi, per guarire le ferite di tutte le anime</i>».</p>
<p>Lasciamo che Gesù Cristo sia veramente il nostro Maestro, che sia realmente il cammino che ci conduce al Padre, che possiamo non solamente credere in Lui, ma credere a Lui, seguendo le sue orme che ci conducono alla fedeltà nel Dio della vita, Colui che vuole la vita per i più deboli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">Vostro fratello in San Vincenzo</p>
<p align="center">G. Gregory Gay, C.M.</p>
<p align="center">Superiore generale</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Domenica XI Tempo Ordinario C, di p. Giorgio Bontempi c.m.</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 19:46:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Turati</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[2 Sam 12, 7-10. 13 Dal Salmo 31 Gal 2, 16. 19-21 Lc 7, 36 &#8211; 8, 3 Sono senza il PC. Per cui posso solo fare qualcosa con l&#8217;iPhone. P. Giorgio. Lectio e Meditatio Un&#8217;esperienza di fede di una donna. Un&#8217;esperienza singolare. Egli è ospite del fariseo e del cuore della donna. Egli è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>2 Sam 12, 7-10. 13<br />
Dal Salmo 31<br />
Gal 2, 16. 19-21<br />
Lc 7, 36 &#8211; 8, 3<br />
<span id="more-5987"></span><br />
Sono senza il PC. Per cui posso solo fare qualcosa con l&#8217;iPhone. P. Giorgio.</p>
<p>Lectio e Meditatio</p>
<p>Un&#8217;esperienza di fede di una donna. Un&#8217;esperienza singolare. Egli è ospite del fariseo e del cuore della donna. Egli è il Dio che vuole incontrare.<br />
Il fariseo ha invitato la persona illustre di cui tanto si parla. Il fariseo ricerca il Dio che sa tutto, che discrimina, un Dio che consideri gli altri più peccatori di noi. Un Dio di giustizia.<br />
Un Dio da cui ci si aspetta giustizia e non amore.<br />
L&#8217;atteggiamento del fariseo che risponde in modo distaccato e falso nei confronti di Gesù. Infatti il fariseo finge di porsi all&#8217;ascolto, in realtà egli ha già giudicato Gesù.<br />
Nel contesto del tempo la casa in cui c&#8217;era L ospite era aperta a tutti, ecco perché la donna si è potuta inserire.</p>
<p>Il problema è quello tra l&#8217;essere e l&#8217;apparire.</p>
<p>Per tutti necessitano alcune correzioni di vita.</p>
<p>La donna si pone nell&#8217;atteggiamento giusto:</p>
<p>La donna arriva e si presenta con i suoi punti forza:<br />
1. Le lacrime: elemento tipico femminile.<br />
2. Gli asciugava con i suoi capelli. Nell&#8217;antichità la lunga chioma era un motivo di fascino. Solo dopo il matrimonio, nella cultura ebraica la donna non si tagliava i capelli.<br />
3. Il bacio: punto di forza per la seduzione.</p>
<p>Questi diventano motivo d&#8217;incontro con il Signore. La conversione è un tutto rivolto a Dio.<br />
Il Signore ci chiede di ricondurre tutto al vangelo. Il Signore non toglie, ma orienta. Sta a noi essere attenti e mettere i mezzi per il servizio.<br />
La donna con i suoi gesti afferma la sua disponibilità al Signore.<br />
La novità è vivere in maniera diversa ogni cosa.</p>
<p>Il fariseo ha invitato Gesù, ma non ha provveduto; la donna è giunta da fuori e-con i suoi mezzi- ha provveduto. La donna non chiede nulla, si pone al servizio.</p>
<p>Questo brano ci aiuti a porci davanti a Dio come la donna: cosa siamo disposti a dare per fede. Quando ci si muove in questo senso, tale atteggiamento diventa possibilità di redenzione.<br />
Lasciamo a Dio lo spazio. Quando opriamo nel suo nome, questo entra nel nostro essere e il Signore ci guarisce con il perdono. Allora la nostra natura diventa il veicolo per la sua opera.<br />
Questo ci aiuterà a riconciliarci con noi stessi.<br />
Viviamo nella consapevolezza che la grazia non è volta da molti ma che agisce comunque .</p>
<p>Buona domenica</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Domenica dopo la Trinità SS. Corpo e Sangue di Cristo C Solennità, di p. Giorgio Bontempi c.m.</title>
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		<pubDate>Fri, 31 May 2013 07:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Turati</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[Genesi 14,18 – 20 Dal Salmo 109 1 Corinzi 11,23 – 26 Luca 9,11b – 17 Storia della solennità odierna. L’origine di questa solennità, che è celebrata – dove è ancora di precetto – il giovedì dopo la domenica della SS. Trinità, è da considerarsi in rapporto con il possente risveglio della devozione eucaristica che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Genesi 14,18 – 20<br />
Dal Salmo 109<br />
1 Corinzi 11,23 – 26<br />
Luca 9,11b – 17<br />
<span id="more-5982"></span></p>
<p>Storia della solennità odierna.</p>
<p>L’origine di questa solennità, che è celebrata – dove è ancora di precetto – il giovedì dopo la domenica della SS. Trinità, è da considerarsi in rapporto con il possente risveglio della devozione eucaristica che dal XII secolo in poi si sviluppò, accentuando particolarmente la presenza reale di Cristo nel sacramento e quindi la sua adorazione. Però furono le visioni di Giuliana di Cornillon, monaca agostiniana di Liegi, ad avere un influsso decisivo nell’introduzione della festività, che per la prima volta si celebrò nella diocesi di Liegi nel 1247. Urbano IV, già arcidiacono di Liegi e confessore di Giuliana, la prescrisse per tutta la Chiesa nel 1264.<br />
La festività, che ebbe nei primi secoli di esistenza diverse denominazioni, nel Messale Romano del 1570 fu chiamata del SS. Corpo del Signore (Corpus Domini). Nell’attuale ordinamento liturgico è «Solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo». La nuova denominazione esprime meglio la visione integrale del sacramento e vuol includere anche la tematica della soppressa festività del Preziosissimo Sangue di Gesù (1° luglio).</p>
<p>Meditazione mistagogica sulla celebrazione eucaristica.</p>
<p>Nel paragrafo precedente abbiamo sottolineato come la solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo […] è da considerarsi in rapporto con il possente risveglio della devozione eucaristica che dal XII secolo in poi si sviluppò, accentuando particolarmente la presenza reale di Cristo nel sacramento e quindi la sua adorazione.</p>
<p>Qual’e fu la ragione profonda di tutto questo?<br />
Dobbiamo sapere che la liturgia cristiana fin dalle sue origini fu celebrata nella lingua volgare, cioè nella lingua delle persone che costituivano le assemblee celebranti. Questo uso si protrasse fino a al momento in cui Carlo Magno divenne imperatore del sacro romano impero. Questi, avendone l’autorità, con l’intento di compattare sempre di più il nuovo impero, decise che la lingua ufficiale di questo fosse il latino. Ora, in quel periodo storico, si stavano affermando i diversi dialetti che si imponevano come lingue nazionali. Anche i libri liturgici che, sino ad allora erano redatti in latino, perché il popolo parlava latino, stavano progressivamente orientandosi verso traduzioni nelle nuove lingue: era infatti inconcepibile una liturgia celebrata con un linguaggio incomprensibile per l’assemblea, che era il soggetto celebrante!</p>
<p>Purtroppo dopo il divieto, da parte dell’imperatore, di continuare il processo di traduzione e anche di inculturazione dei testi liturgici, avvenne la cristallizzazione della liturgia e, di conseguenza la sua clericalizzazione: il popolo di Dio era stato escluso dalla celebrazione, divenendo muto spettatore.<br />
Questo portò alla centralizzazione, all’interno della Messa, della presenza reale di Cristo nell’ostia e nel vino. Coloro che sono nati negli anni ’40 e ’50, ricordano la Messa detta dal prete, in latino, con voce sommessa, a cui la gente assisteva passivamente o dicendo il rosario o altre devozioni.<br />
Oltre a essere diventato muto spettatore il popolo di Dio non si comunicava più all’interno della Messa: la comunione era il cibo dei prefetti.<br />
San Vincenzo preparava santa Luisa a ricevere la comunione, sempre al di fuori della Messa, con tre giorni di preparazione ed altrettanti di ringraziamento.<br />
Ecco: l’Eucaristia non si mangiava più, allora si iniziò ad adorala; ricordate le comunioni spirituali di quando eravamo bambini? (“Signore, se non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore”).<br />
Queste sono le ragioni della costituzione della devozione per l’eucaristia giunta fino a noi.</p>
<p>Quanto ho scritto non ha intenzione di costiuire un giudizio negativo sulla religiosità dei nostri padri, non si deve giudicare la storia, quando non si è presenti ai fatti. Ma questo serve per comprenderne le ragioni e per capire l’urgenza che c’era nella Chiesa di una Riforma Liturgica, che ci desse l’opportunità di ritornare alle origini del cristianesimo.</p>
<p>Ora, se noi studiamo i testi delle origini: il Nuovo Testamento e le Apologie di Giustino (150 d.C).</p>
<p>Notiamo che:</p>
<p>1. La lingua con cui si celebrava era quella di coloro che costituivano l’assemblea.</p>
<p>2. Il soggetto celebrante era il popolo di Dio, costituito in assemblea</p>
<p>3. Da questa assemblea scaturivano i vari ministeri (servizi) per attuare la celebrazione: il presidente; i lettori; gli animatori del canto; coloro che servono alla mensa ecc..;</p>
<p>4. Questo perché in latino celebrare significa : riunirsi insieme per festeggiare…</p>
<p>5. Che cosa festeggia il popolo di Dio riunito nel giorno del Signore? Festeggia la presenza di un Vivente, che è in mezzo a loro. Il Vivente è presente: nell’assemblea celebrante, nella parola proclamata (rappresentata dal segno del Lezionario e dell’Evangeliario); nel pane e nel vino che, durante la preghiera eucaristica – mediante la richiesta che colui che presiede presenterà al Padre a nome della Chiesa riunita in assemblea – lo Spirito santo tramuterà in Cristo risorto.<br />
Il Vivente è la prova che la vita non è tolta ma trasformata, perché Cristo è risorto ed è presente in ogni persona che il cristiano incontra ogni giorno, specialmente nei poveri e negli ultimi. Quindi quello che conta nella vita è andare in Paradiso!! Questo ha ripercussioni enormi sulla vita sociale ed ecclesiale. Infatti, se celebrare l’eucaristia significa vivere ciò che si è celebrato e queste sono le conseguenze, un cristiano non può essere razzista o appoggiare programmi razzisti, non può non vedere i poveri e non può lasciarli ai soprusi di coloro che gli sfruttano…..<br />
Celebrare l’eucaristia diventa una cosa veramente seria. Altro che il soddisfacimento del precetto del buon cristiano abituato a obbedire agli ordini – come il soldato tedesco – e a vivere come le tre scimmiette: io non vedo, non sento e non parlo….!!</p>
<p>Questo schema di celebrazione, che è quello attuato dalla Riforma Liturgica scaturita dal Concilio Vaticano II, è lo stesso che ritroviamo nella celebrazione eucaristica narrata da Giustino nelle sue Apologie! Ora le Apologie risalgono al 150 d.C. Questo significa che la Messa antica non è quella celebrata con il Messale del Concilio di Trento, come affermano i Lefebriani e tutti i loro simpatizzanti che, fino a ieri trionfavano, ma è quella della Riforma liturgica, perché risale al 150 d.C.<br />
La nostra è la Messa antica!!!!</p>
<p>Attenzione a non farsi imbrogliare. Lo Spirito santo, dopo l’elezione di papa Francesco, sta riportando la liturgia sulla strada della Riforma liturgica, nella sua semplicità e, nello stesso tempo, nella sua solennità.</p>
<p>Buona festa.</p>
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		<title>Santissima Trinità C Solennità, di p. Giorgio Bontempi c.m.</title>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2013 06:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Turati</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[Proverbi 8,22 – 31 Dal Salmo 8 Romani 5,1 – 5 Giovanni 16,12 – 15 Lectio e Meditatio La vera sapienza è Dio e essere sapienti è compiere la sua volontà. Compiere la volontà del Padre è far attenzione alla voce dello Spirito che parla nel nostro cuore, attraverso gli eventi (i segni dei tempi). [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Proverbi 8,22 – 31<br />
Dal Salmo 8<br />
Romani 5,1 – 5<br />
Giovanni 16,12 – 15</p>
<p><span id="more-5979"></span></p>
<p>Lectio e Meditatio</p>
<p>La vera sapienza è Dio e essere sapienti è compiere la sua volontà. Compiere la volontà del Padre è far attenzione alla voce dello Spirito che parla nel nostro cuore, attraverso gli eventi (i segni dei tempi). Infatti è lo Spirito santo che ci aiuta a discernere la volontà del Padre, a riconoscere la presenza del Risorto in mezzo a noi.<br />
È lo Spirito che ci aiuta a vivere nella Chiesa: a riconoscere la sua azione di guida, all’interno di essa; è sempre lo Spirito che ci aiuta a discernere, a comprendere quali sono i veri profeti e quali i falsi profeti.<br />
Lo Spirito ci aiuta a riconoscere – tra i vari cammini – all’interno della Chiesa quali siano quelli che aiutano il cristiano a divenire adulto, da quelli – come afferma il papa – autoreferenziali, che al di fuori di loro non vedono nulla e nessuno, ma poi dicono che collaborano con tutti, ma per collaborazione intendono che gli altri eseguano quanto loro hanno già stabilito.</p>
<p>La santissima Trinità è l’esempio per la chiesa di uniformità nella diversità!<br />
Gli sposi sono una bella immagine della Trinità: sono un solo cuore, ma sono due persone fondamentalmente diverse. Infatti tra uomini e donne siamo diversi come lo è un libro da una scarpa.</p>
<p>Nella chiesa tutti ne siamo porzione, ma nessuno è la chiesa. Ogni cammino nella chiesa è unità nella diversità: il Padre non è il Figlio e non è lo Spirito, ma i tre sono un solo Dio.</p>
<p>Così nessun cammino all’interno della chiesa riassume la chiesa, ma ne è porzione.<br />
Purtroppo i movimenti integralisti nella chiesa hanno la pretesa di essere autoreferenziali e dove giungono portano divisione e scontro: per gli altri non c’è posto (la parrocchia diventa l’espressione del movimento): questo modo di vivere nella chiesa, sconfessa la Trinità, sconfessa il Dio di Gesù Cristo e allora, come afferma il papa è ideologia!!</p>
<p>Buona domenica.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pentecoste C Solennità, di p. Giorgio Bontempi c.m.</title>
		<link>http://famvin.org/it/2013/05/pentecoste-c-solennita-di-p-giorgio-bontempi-c-m/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 18:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Turati</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[Atti 2,1-11 Dal Salmo 103 Romani 8,8-17 Giovanni 14,15-16.23-26 Lectio La Pentecoste era – nella tradizione ebraica – il cinquantesimo giorno, la festa agricola della mietitura, che presso gli ebrei si celebrava cinquanta giorni dopo la pasqua. In seguito vi si aggiunse la memoria della promulgazione della legge che Dio dette a Mosè sul monte [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Atti 2,1-11<br />
Dal Salmo 103<br />
Romani 8,8-17<br />
Giovanni 14,15-16.23-26<br />
<span id="more-5972"></span><br />
Lectio</p>
<p>La Pentecoste era – nella tradizione ebraica – il cinquantesimo giorno, la festa agricola della mietitura, che presso gli ebrei si celebrava cinquanta giorni dopo la pasqua. In seguito vi si aggiunse la memoria della promulgazione della legge che Dio dette a Mosè sul monte Sinai.<br />
In ambiente cristiano diventa il momento conclusivo delle feste pasquali.<br />
Il lunedì seguente inizia la seconda parte del Tempo Ordinario.<br />
Il brano degli Atti degli apostoli che è proclamato come prima lettura nell’eucaristia di questa solennità, puntualizza come – dopo la morte e risurrezione di Cristo &#8211; il nuovo popolo di Dio, sarà condotto dallo Spirito Santo, mandato dal Padre per opera del Signore Gesù.<br />
Mediante l’azione dello Spirito la Chiesa, lungo i secoli, avrà persone capaci di inculturare il vangelo ad ogni popolo.<br />
Sarà sempre per l’azione del medesimo Spirito che la Chiesa, non ostante i limiti e le miserie dei suoi componenti, manterrà l’amore e l’unità con il Signore.</p>
<p>Meditatio</p>
<p>Io penso che sia lo Spirito, all’interno della Chiesa, a discernere tra coloro che cercano di vivere il vangelo e, come afferma papa Francesco, gli arrampicatori.<br />
Infatti coloro che seguono l’azione dello Spirito santo sono consci di non essere loro gli autori del bene compiuto, ma lo Spirito. Questo concetto l’ho ripetuto già molte volte, ma lo ritengo fondamentale per la vita cristiana.<br />
Infatti, per non cadere nella logica della carne, come scrive Paolo nella lettera ai Romani, è necessario ricordare l’opera dello Spirito. Quando Paolo parla della logica della carne, non dobbiamo pensare alla lussuria. Il problema è ben più grave. Infatti la logica della carne è quel modo di vivere di chi usa il vangelo, per il proprio successo; di chi usa la carità, per farne un palcoscenico in cui mettersi in mostra; di chi usa e ricatta il povero, per mostrare non l’autorevolezza di Cristo, ma l’autorità degli Scribi, dei Farisei e dei Dottori della legge; di che usa la predicazione, non per annunciare il Cristo, ma per mettere in mostra se stesso, facendo passare colui che segue lo Spirito per un povero illuso! Questo è l’atteggiamento del cristiano arrampicatore.<br />
La tentazione di essere un arrampicatore è sempre in agguato. Ecco perché nel vangelo è scritto di guardarsi dai farisei. Se un cristiano è cosciente di non essere umile, di ambire ai primi posti, di non essere un leone, ma una persona che non ha coraggio e di questo chiede perdono, domandando l’aiuto dello Spirito, il Signore gli concederà quanto chiede. L’arrampicatore, invece, nega ciò di cui il cristiano si accusa, oppure, se ne accusa anch’egli, ma con falsa umiltà. Lo fa perché in quel momento lo si deve fare, ma non per convinzione. L’arrampicatore è un tuttologo, cioè parla di tutto ed è preparato su tutto – così lui pensa -. Infatti è sempre pronto a usurpare i posti degli altri, così da metterli in cattiva luce di fronte ai piccoli don Rodrigo che si annidano, sia nel clero sia nel laicato.<br />
L’arrampicatore è un cristiano che vive lontano dalla logica dello Spirito anche se si mostra pio e sa cantare bene il Veni Creator Spiritus.</p>
<p>Buona domenica.</p>
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		<title>Un esempio di vita vincenziana nella chiesa veronese: Maria Trabucchi Clementi, di Giorgio Bontempi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 18:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Turati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Volontariato]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Alcuni giorni orsono ho aperto il sito della diocesi di Verona e su un link mi sono imbattuto nel nome della signora Maria Clementi Trabucchi. Questo mi ha dato l’idea di scrivere qualcosa su di lei, per ricordarne la memoria. Maria Trabucchi Clementi era la Volontaria Vincenziana più illustre di Verona, è in paradiso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni giorni orsono ho aperto il sito della diocesi di Verona e su un link mi sono imbattuto nel nome della signora Maria Clementi Trabucchi. Questo mi ha dato l’idea di scrivere qualcosa su di lei, per ricordarne la memoria.</p>
<p>Maria Trabucchi Clementi era la Volontaria Vincenziana più illustre di Verona, è in paradiso dal 17 settembre 2005, deceduta a 97 anni. Purtroppo ebbi notizia dei suoi funerali a cose fatte, con mio grande rammarico, perché le ero molto affezionato.</p>
<p><span id="more-5969"></span></p>
<p>Io ebbi la fortuna di conoscere questa volontaria quando, nel 1992, il p. Mulassano – allora Visitatore – mi trasferì dalla Casa della Missione di Udine a quella di Verona. Nella città scaligera fui incaricato di seguire i Gruppi di volontariato vincenziano come assistente.</p>
<p>Ricordo della signora Clementi – d’ora in poi la chiamerò <i>la nonna – </i> questo era l’appellativo affettuoso con cui anch’io solevo chiamarla, la sua <i>autorevolezza</i>, con cui dava l’esempio di come si dovessero servire i poveri. Ella li avvicinava, non come persone a cui si fa la carità, ma come fratelli. Questo sembrerebbe un atteggiamento normale per un cristiano, ma dai fatti si nota che non lo è. Infatti se questo comportamento fosse comune per tutti, anche il servizio della carità sarebbe sempre svolto con lo spirito evangelico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordo la sua propensione al dialogo e non al potere. Quante volte mi sono recato in casa della <i>nonna, </i>e mi sono seduto di fronte a lei, proprio sotto quel crocifisso che si vede nella fotografia che ho allegato a questo contributo. Quell’angolo è nel mio cuore. Quanto tempo a discutere e a discernere situazioni anche molto complesse. Lei aveva il carisma dell’ascolto e del discernimento. La <i>nonna</i> era una persona che non si lasciava trasportare dalle pre comprensioni, che non dava il torto o la ragione secondo il <i>per sentito dire, o per l’utilità del momento.</i></p>
<p><i> </i></p>
<p>Ricordo il rispetto che portava all’Assistente: non si trattava del mero rispetto clericale del laico verso il prete, era il rispetto di una sorella verso un fratello, in un dialogo che teneva conto delle rispettive competenze. Con la <i>nonna</i> si lavorava bene! Ci si sentiva parte della Chiesa! I Gruppi di Volontariato Vincenziano erano realmente una porzione della chiesa locale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordo il rispetto e la venerazione che la <i>nonna </i>aveva nei confronti delle Figlie della Carità.</p>
<p>Ella riconosceva che le nostre suore erano l’asse portante della Casa di Carità, l’opera che era al centro del suo cuore. La <i>nonna </i>non si sarebbe mai permessa di considerare le suore alla stregua di un qualsiasi volontario….</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordo l’attenzione che aveva per rispondere alle povertà incombenti: le case di accoglienza, le case per gli studenti poveri, le visite a domicilio, molte sarebbero le opere da ricordare. Ella era la nostra <i>stella polare.</i></p>
<p><i> </i></p>
<p>Ricordo quando mi disse che l’assistente parlava molto bene durante le catechesi alle volontarie, ma non avvicinava i poveri e, questo lo disse in pubblico e aveva ragione!. Io risposi che, appena conclusa la tesi per la facoltà di Liturgia, avrei dato parte del mio tempo per i poveri e così fu. Dimenticavo: negli anni ’90 tenevo sistematicamente le catechesi alle volontarie vincenziane in casa di carità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi molto è cambiato, quel clima non c’è più. Io non lavoro più con le volontarie vincenziane, bensì con la Caritas diocesana, che mi ha incaricato di coordinare l’attività caritativa della zona pastorale nord ovest, in cui ho organizzato, secondo la richiesta del vescovo, un centro d’ascolto caritas.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Io sono certo che la <i>nonna,</i> dal Paradiso, intercederà per ché si vivano tempi migliori e si riprenda il suo esempio di Volontaria Vincenziana fedele allo spirito di san Vincenzo de’Paoli.</p>
<div id="attachment_5970" class="wp-caption alignleft" style="width: 211px"><a href="http://famvin.org/it/files/2013/05/foto-nonna.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g5969]"><img class="size-medium wp-image-5970" alt="La signora Clementi" src="http://famvin.org/it/files/2013/05/foto-nonna-201x300.jpg" width="201" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La signora Clementi</p></div>
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		<title>News dal MADAGASCAR</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 13:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Turati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Madagascar]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccovi le novità da Edda e Marzio. &#160; La nostra attività continua e gli impegni aumentano, abbiamo reclutato altre 6 apprendiste e sono oggi 12, 6 al primo trimestre e 6 al 3 trimestre altre 4 inizieranno a settembre. L&#8217;apprendistato da noi è di 4 trimestri. &#160; Speriamo in agosto di poter iniziare l&#8217;allargamento dell&#8217;atelier, alcune [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Eccovi le novità da <b>Edda e Marzio.<span id="more-5966"></span></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nostra attività continua e gli impegni aumentano, abbiamo reclutato altre 6 apprendiste e sono oggi 12, 6 al primo trimestre e 6 al 3 trimestre altre 4 inizieranno a settembre. L&#8217;apprendistato da noi è di 4 trimestri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Speriamo in agosto di poter iniziare l&#8217;allargamento dell&#8217;atelier, alcune generose offerte sono arrivate, ma siamo ancora lontani dalla copertura del costo. Le ordinazioni stanno sorpassando ogni più rosea previsione, e la qualità del prodotto, voluto da Edda, sta dando i suoi frutti. Nuovi clienti arrivano proprio per la qualità dei nostri prodotti, ma che fatica…&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo iniziato la costruzione di un nuovo nido vedi foto qui sopra.</p>
<p>Tantely, Olivier, Shuni, Mikaja, Princy, Enrico; hanno più di 2 anni ed è difficile tenerli a bada con i neonati del nido 1.  Il nido 2 sarà allestito come una scuola materna e avranno lezioni di canto, disegno e altri lavoretti  adatti alla loro età.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I due nuovi neonati sono arrivati al nido, Karinà e Maruska sono in buona salute così come le due mamme Hanta e Caterina che hanno ripreso il lavoro.</p>
<p>Caterina ha partorito con il taglio cesareo all&#8217;ospedale di Fianarantsoa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Entrare all&#8217;ospedale in questo paese è &#8220;un&#8217;avventura&#8221; tutt&#8217;altro che piacevole, in una camerata ci sono 6 o 12 letti, solo la struttura metallica del letto, tutto il resto te lo devi portare da casa (materasso, lenzuola, coperte e cuscini). Nessuna assistenza è data, e quindi un membro della famiglia dovrà assisterti per tutta la durata della permanenza, giorno e notte. Nessun pasto è servito, i medicinali sono da acquistare presso la farmacia del complesso ospedaliero e pagato in contanti. Ecco uno dei motivi dell&#8217;alta mortalità in questo paese, la maggioranza della popolazione non ha i soldi per potersi curare e nemmeno 500 Ariary (25 centesimi di Frsv.) per accedere alle cure di un dispensario.</p>
<p>L&#8217;igiene e la pulizia dell&#8217;ospedale e delle camere ve le lasciamo immaginare, questa è la ragione per cui la salute è primordiale per operare in questo paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sabato, Fianarantsoa è stata invasa dalle cavallette, centinaia di migliaia hanno attraversato la nostra zona creando delle nuvole d&#8217;insetti. Nei campi i ragazzi cercavano con frasche di catturarle, poiché qui le mangiano bollite. Il passaggio è stato verso le 10 del mattino e per mezzogiorno lo stormo era passato oltre, fortunatamente, perché se si fermano, distruggono tutto ciò che trovano divorando le foglie di ogni albero e per la risiera a noi vicina sarebbe stata una tragedia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">
<p align="center">L&#8217;inverno è veramente iniziato, la sera il camino tempera i locali della casa in cui abitiamo.</p>
<p align="center">
<p align="center">
<p align="center">
<p>La natura sta preparandosi cachi, arance, l&#8217;ultima maturazione di papaye e ananas e la fioritura dell&#8217;albero del Madagascar o stella di Natale sono i segni del&#8217;inizio della stagione fredda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><b><span style="text-decoration: underline">Edda e Marzio e tutte le ragazze del Foyer con i loro pargoli </span></b></p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p align="center"><b><span style="text-decoration: underline">vi augurano una splendida primavera</span></b></p>
<p align="center"><b><span style="text-decoration: underline"> </span></b></p>
<p align="center"><b><span style="text-decoration: underline"> </span></b></p>
<p align="center"><b><span style="text-decoration: underline">www.arfam.ch</span></b></p>
<p align="center"><b>_____________________________________________________________________________________________</b></p>
<p align="center"><b>PER CHI VOLESSE AIUTARCI&#8230;</b></p>
<p align="center"><b>I nostri conti bancari</b>:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>UBS di Lugano                                                         Bank of Africa  BOA</p>
<p>No.236-308968.M1E                                                           Fianarantsoa Madagascar</p>
<p>ARFAM                                                                  Swift: Afrimgmg</p>
<p>associazione raccolta fondi                                       Iban: MG46 0000 9020 0013 1720 1000 862</p>
<p>Ambalakilonga                                                          N° de compte 00009 02000 13172010008 62</p>
<p>Madagascar.</p>
<p>Chiasso                                                                     ECAR Foyer de l&#8217;Orphelinat</p>
<p>Boîte Postale 1176</p>
<p>Fianarantsoa  301 Madagascar</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">Grazie per il vostro prezioso contributo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ascensione del Signore Solennità, di p. Giorgio Bontempi c.m.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 04:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Turati</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[Atti 1,1 – 11 Dal Salmo 46 Ebrei 9,24 – 28; 10, 19 – 23 Luca 24,46 – 53 Lectio L’atteggiamento di Gesù che ascende al cielo, ricalca quello del gran sacerdote che entra nel Santo dei santi. Ricorda come Egli è l’unico e il solo mediatore tra Dio e gli uomini. Infine con l’ascensione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Atti 1,1 – 11<br />
Dal Salmo 46<br />
Ebrei 9,24 – 28; 10, 19 – 23<br />
Luca 24,46 – 53</p>
<p><span id="more-5960"></span><br />
Lectio</p>
<p>L’atteggiamento di Gesù che ascende al cielo, ricalca quello del gran sacerdote che entra nel Santo dei santi. Ricorda come Egli è l’unico e il solo mediatore tra Dio e gli uomini. Infine con l’ascensione il vangelo ritorna sul fatto che Gesù, il Risorto, è tornato in Paradiso, da dove era sceso per compiere la volontà del Padre. Ecco perché, nella prima e nella seconda lettura, si pone l’accento sul fatto che il Risorto è lo stesso che è stato crocifisso e, soltanto attraverso la croce, come conseguenza dell’attuazione della volontà del Padre si giunge alla risurrezione.<br />
Infine, si sottolinea come, dopo l’ascensione, inizia, per la prima generazione cristiana, il tempo dell’attesa del ritorno glorioso del Signore.</p>
<p>Meditatio</p>
<p>La solennità odierna ricorda come il Signore, non più visibile mediante il corpo umano, è lo stesso visibile – in ogni epoca storica – mediante il corpo glorioso.<br />
Che cosa significa? Significa che il cristiano sa, che in ogni persona: buona, cattiva, intelligente, limitata ecc. è presente il Risorto.<br />
Questo è ciò che distingue il buon cristiano dal cristiano che ha incontrato il Risorto.<br />
Il primo tende ad osservare le leggi della Chiesa: i comandamenti, la Messa domenicale, a non compiere peccati gravi ma, non ha incontrato il Risorto, perché nelle situazioni difficili, tenderà ad essere arrivista, a dominare gli altri, ad emergere,cercando di parlare bene di Dio. Dopo l’elezione di questo Papa, mi sento a mio agio, perché anche’egli tocca spesso questi argomenti, ultimamente ha citato gli arrampicatori: si tratta di quelle persone che nel clero, non aspettano altro che subentrare agli altri, per schierarsi con coloro che, con la forza e con l’inganno hanno carpito il potere. Gli arrampicatori….che si drogano con le giornate di qui e di la, ma non vivono con le persone a cui vanno a parlare, anzi le confermano nel loro atteggiamento di corruzione, come scrive papa Francesco nel suo lavoro sulla corruzione.<br />
Tutto il contrario è colui che ha incontrato il Risorto: vive con le pecore, non ha paura di correggerle ed anche di essere da alcune di queste rifiutato, come fu per Gesù, perché ha incontrato il Risorto e quindi non gli interessa altro che seguire Gesù, costi quel che costi.</p>
<p>Buona domenica.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Due video per la Vita Consacrata</title>
		<link>http://famvin.org/it/2013/05/due-video-per-la-vita-consacrata/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 18:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Turati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo una intervista e un&#8217;omelia del Card. Joâo Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione Pontificia per la Vita Consacrata &#8230;. Intervista al Card. Joâo Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione Pontificia per la Vita Consacrata, intervenuto all&#8217;Assemblea Plenaria della UISG (Unione Internazionale delle Superiore Generali): http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&#38;v=NP8ZDkZyVr4 &#160; Omelia mons Braz de Aziz: http://www.youtube.com/watch?v=msOgOe86bUU&#38;feature=player_embedded]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo una intervista e un&#8217;omelia del Card. Joâo Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione Pontificia per la Vita Consacrata &#8230;.<span id="more-5962"></span></p>
<p>Intervista al Card. Joâo Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione Pontificia per la Vita Consacrata, intervenuto all&#8217;Assemblea Plenaria della UISG (Unione Internazionale delle Superiore Generali):<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=NP8ZDkZyVr4">http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=NP8ZDkZyVr4</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Omelia mons Braz de Aziz:<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=msOgOe86bUU&amp;feature=player_embedded">http://www.youtube.com/watch?v=msOgOe86bUU&amp;feature=player_embedded</a></p>
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		<title>Sesta domenica di Pasqua C, di p. Giorgio Bontempi c. m.</title>
		<link>http://famvin.org/it/2013/05/sesta-domenica-di-pasqua-c-di-p-giorgio-bontempi-c-m/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 18:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Turati</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Parola per la Chiesa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://famvin.org/it/?p=5952</guid>
		<description><![CDATA[Atti 15,1-2.22-29 Salmo 66 Apocalisse 21,10-14.22-23 Vangelo: Giovanni 14,23-29 Lectio La prima generazione cristiana, all&#8217;inizio della sua storia, ha dovuto affrontare un problema serio: si poteva diventare cristiani, senza prima aderire al giudaismo? Gli ebrei convertiti al cristianesimo affermavano che prima di celebrare il battesimo un uomo &#8211; le donne non erano considerate &#8211; doveva [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Atti 15,1-2.22-29<br />
Salmo 66<br />
Apocalisse 21,10-14.22-23<br />
Vangelo: Giovanni 14,23-29<br />
<span id="more-5952"></span><br />
Lectio</p>
<p>La prima generazione cristiana, all&#8217;inizio della sua storia, ha dovuto affrontare un problema serio: si poteva diventare cristiani, senza prima aderire al giudaismo? Gli ebrei convertiti al cristianesimo affermavano che prima di celebrare il battesimo un uomo &#8211; le donne non erano considerate &#8211; doveva diventare ebreo. Paolo ed i suoi discepoli invece, sostenevano il contrario, perché l&#8217;evento Cristo aveva completato e superato la legge di Mosè. La contesa fu molto dura, Paolo ci rimise la testa..!. Qui gli Atti &#8211; nel loro genere epico &#8211; presentano la situazione con l&#8217;intento di far notare come la chiesa &#8211; condotta dallo Spirito santo &#8211; superi ogni difficoltà, ma se leggiamo le lettere scritte da Paolo, le cose andarono diversamente: il conflitto durò a lungo.<br />
È la stessa chiesa trionfante degli Atti è presentata dal brano tratto dall&#8217;Apocalisse in cui è sottolineato il suo carattere universale (= cattolico). Una comunità in cui, secondo l&#8217;insegnamento evangelico ogni persona è accolta, perché in lei vive il Risorto.<br />
Ecco perché tra i cristiani non dovrebbero mai esserci discriminazioni.</p>
<p>Meditatio</p>
<p>La chiesa è cattolica. In essa ogni comunità locale ne è una porzione e, proprio perché tale, è conscia di non essere la Chiesa.<br />
Quando ciò avvenisse si compirebbe un tradimento verso l&#8217;evangelo.<br />
In questa chiesa c&#8217;è posto per tutti.<br />
La chiesa deve cercare di vivere nella logica evangelica, altrimenti &#8211; nei luoghi dove questo non apparisse &#8211; la chiesa non sarebbe credibile.<br />
Noi siamo parte di questa chiesa<br />
Cerchiamo &#8211; con il lavoro serio &#8211; nella catechesi, nella liturgia e nella carità, di farla risplendere agli occhi di Dio</p>
<p>Buona domenica.</p>
]]></content:encoded>
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