IL NOSTRO LAVORO

Una volta riconsciuto il volto (celato) di Dio egli doveva agire.

Egli soleva dire “Amiamo Dio, ma facciamolo con il sudore della nostra fronte e con la fatica delle nostre braccia”.

La sua genialità risiedeva nel prendere le persone di ogni estrazione sociale e fare in modo che vedesse ciò che lui vedeva e facesse ciò che lui faceva.

Pochi santi sono stati attivi come Vincenzo De Paoli.

Anche mettendo in evidenza solo le sue opere principali, la lista è impressionante.

Così come oggi quando noi vediamo la chiesa nell’agitazione, il desiderio missionario di Vincenzo lo condusse a perdere in mano la triste situazione della Chiesa di Francia, caratterizzata dalla povertà, dall’ignoranza, dalle divisioni, dalle guerre e dalla mancanza di zelo in pastori e preti.

La Famiglia Vincenziana continua a servire nei modi ispirati da Vincenzo. Attualmente i responsabili dei vari gruppi della Famiglia Vincenziana stanno esplorando vari progetti di “Systemic Change” (o Conversione Strutturale). Questo include i progetti evidenziati negli articoli sul Systemic Change pubblicati in questo sito web, quali ad esempio il lavoro di Padre Pedro Opeka (CM) e dell’AIC in Madagascar, e il lavoro di agricoltura sostenibile di Jesus Leon Santos a Oaxaca in Messico.

Ci sono i “ministeri tradizionali” nel servizio diretto alle persone bisognose.
Tra i ministeri elencati dalle Figlie della Carità ve ne sono per i senza tetto, per la cura degli anziani, per la gioventù e l’educazione, per la cura e l’assistenza infermieristica, per la cura dei bambini, per la promozione delle donne, il ministero devoto, la cura pastorale, il sostegno ai prigionieri, il servizio verso i migranti e il lavoro con persone disabili.

E’ possibile trovare esempi più specifici del lavoro della Famiglia Vincenziana nei vari siti web.

Una Risposta a “IL NOSTRO LAVORO”

  1. [fuori testo: NON SONO RIUSCITO A TROVARE - SE C'E' - ALTRO MODO PER COMUNICARE]

    ACQUA: UNA GOCCIA DI… BUONSENSO!
    Ci siamo spesi come vincenziani d’Italia per un INTERO triennio (e ancora oggi) a favore di progetti raccolti e portati a termine in giro per il mondo e che hanno avuto a che fare con il bene prezioso, indispensabile e indisponibile dell’acqua. Sono, quindi, convinto di aggiungere soltanto e all’ultimo istante la mia alle tantissime altre voci per sottolineare l’interesse e il coinvolgimento ormai a ventiquattrore dall’espressione referendaria che ci interroga su questioni che qualcuno ha paura che si scoprano importanti…
    Accanto alla “vexata questio” se il nucleare sia o meno la strada energetica più sicura, efficace e intelligente, accanto alla sofisticata invenzione del “legittimo impedimento” praticamente senza “se” e senza “ma” a vantaggio degli uomini più in alto nella nomenclatura del potere e in deroga ancora una volta alla utopistica “legge uguale per tutti”, il tema idrico si propone con ben due quesiti. Oltre al diritto-dovere-bisogno di informazioni da assumere con senso critico e sereno distacco dalle trappole ideologiche, sono convinto che il minimo morale e civile sia PARTECIPARE! Intanto per il “quorum”, per non vanificare la consultazione referendaria, che da noi è l’espressione più diretta di democrazia.
    Rilevo un alto tasso (ahimé! tossico e contagioso) di “immoralità” e di demagogia nell’invito di chi suggerisce di andare al mare, a trastullarci con… paletta e secchiello e a costruire – noi, i cittadini – castelli di sabbia e di chiacchiere, loro – i demiurghi – a prepararci la pappa e a scriverci e riscriverci la storia…
    Di opinioni se ne continuano a sentire tante, troppe, tutte diverse… Pretendono tutti ragione, credibilità e ragionevolezza… La “verità”, strattonata per ogni lembo, ne viene lacerata. Quanti ci accade di ascoltare, di qualsiasi area geopolitica, di qualsiasi colore (tutti così stinti, come di un bucato riuscito male), da qualsiasi parte collocati nel variegato zoo politico nazionale, tutti, davvero tutti, professano onestà e chiedono legittimazione: si toglierebbero di bocca il pane per il bene comune e… per me. Mi commuove questa gara a chi difende meglio il presente e garantisce il miglior futuro. Quante madriteresedicalcutta!
    Cosa complicata la politica! Soprattutto quella germogliante dall’italico suol. Certo, se la regola del gioco è cambiare continuamente le regole del gioco, saranno sempre pochi i fortunati che si divertono…
    Auspico per i “nostri ambienti” (e intendo ecclesiali e anche di famiglia vincenziana) atteggiamenti meno evasori dal presente, più appassionati a questa storia tessuta di inquietudini e di fango, un esercizio più responsabile della “cittadinanza terrena” da noi, già fin d’ora iscritti nell’anagrafe della “città di Dio”. Spero di non cadere molto lontano dal rigoglioso albero dello splendido carisma di Vincenzo e Luisa.

    Biagio Falco