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Seconda domenica di Quaresima A Di p. Giorgio Bontempi c.m.

Genesi 12,1-4;
Salmo 32;
2Timoteo 1,8-10;
Matteo 17,1-9

Lectio

Nel brano della Trasfigurazione Gesù è visto come il nuovo Abramo e, soprattutto, come il nuovo Mosè. Infatti Gesù rappresenta il giusto per eccellenza che segue la voce di Dio. Infatti, nel linguaggio biblico, andare sul monte è un modo per dire che una persona va al cospetto di Dio. Inoltre vediamo come i simboli adottati sono quelli che vengono descritti nel libro dell’Esodo: il monte, la nube e la voce e il popolo, nella figura dei tre apostoli.
Il segno della montagna l’abbiamo già spiegato. Il segno della nube: anche questo è un modo in cui si rappresenta, nel libro dell’Esodo, la presenza di Dio: l’arca dell’alleanza che è avvolta nella nube. Il popolo che nascosto agli occhi dell’esercito del Faraone dalla nube.
I tre discepoli rappresentano il nuovo popolo di Dio: la Chiesa, ma sono anche i discepoli prima della risurrezione; i discepoli che non hanno ancora incontrato il Risorto e non comprendono quanto hanno vissuto.
La voce: è la voce del Dio d’Israele che approva ciò che Gesù ha fatto e farà in seguito.
Infine si ricorda il metodo di agire di Gesù: la riservatezza, perché Egli non annuncia se stesso, ma il Padre che ama l’umanità.

Meditatio

Il protagonista della vicenda della Trasfigurazione è il Signore Gesù. Egli è segno di colui che si preoccupa di compiere la volontà del Padre. Per questo Gesù è gradito al Padre che lo addita come il Figlio prediletto da ascoltare. Ecco perché Cristo è la via, la verità e la vita.
Pietro non comprende quanto accade sul Tabor perché non ha ancora incontrato il Risorto. È il Pietro che si scandalizza quando Gesù dice che egli dovrà essere ripudiato dalle autorità religiose e civili del tempo. È il Pietro che ragiona con la testa clericale: se a una persona è stata conferita l’autorità: Papa, vescovo, parroco, superiore provinciale o locale, questi ha ragione, perché ha la grazia di stato. Gesù a questo ragionamento risponde: “Lontano da me Satana, tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”.
Constatiamo allora che, compiere la volontà del Padre è una cosa molto seria. Significa aver occhi che vedono, orecchi che odono… saper discernere e sapere che, quando l’ultimo parla, spesso è Dio che parla!!! sapendo che, prendere le difese dell’ultimo, non avendo autorità spesso ci si rimette…. Oh se nella Chiesa sempre più persone comprendessero questo, quanti guai e scandali si sarebbero evitati! Quante persone ancora ragionano come il Pietro prima di aver incontrato il Risorto, che forse non incontreranno mai, con il rischio – come scribi, farisei, dottori e sacerdoti del tempio di Gerusalemme – di fallire la loro vita. Si tratta di coloro che ragionano con il metro del: “chi me lo fa fare di rischiare? Sto’ bene qui e guai a chi tenta di togliermi l’osso!” Se comprendessero che cosa si stanno perdendo….mi viene in mente quel brano di vangelo: [….] Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono inviati…..non resterà di te, pietra su pietra. È il lamento di Gesù sulla città santa e così accadde. Infatti, non seguire la volontà del Padre e fare i propri interessi, porta irrimediabilmente alla morte. Vigiliamo sempre su noi stessi e sulla realtà ecclesiale di cui siamo parte. Nel tempo in cui viviamo lo Spirito parla molto alla Chiesa. Il problema è seguire i profeti che ascoltano lo Spirito e non andare dietro alle masse amorfe.
Infine Gesù impone il segreto ai suoi discepoli. Gesù non ama la pubblicità delle masse, che oggi ti osannano e domani ti crocifiggono. Egli ha vissuto per trent’anni una vita da persona qualsiasi, in una famiglia qualunque. Per trent’anni nessuno si è accorto di nulla e noi pensiamo che tutto questo non abbia significato?
Gesù ci vuol far capire che la vera esperienza di Dio si compie nel quotidiano, nelle azioni feriali, in cui nessuno ti vede e ti esalta. L’attenzione verso gli ultimi, quelli che non ci possono ricambiare, perché sono nessuno.
Il rischio di difendere coloro che non contano è molto pericoloso, perché si può perdere la fama, il posto, quello che ci è di più caro. Vedete come riemerge il primo Pietro? Il secondo Pietro ragionerà in modo opposto e finirà la sua vita sulla croce, che era la morte infame nell’impero romano.
Durante la Quaresima cerchiamo di pensare a quale figura cerchiamo di somigliare: al primo Pietro? Certo tutti gli somigliamo in una certa percentuale. Quando saremo in Paradiso allora non gli somiglieremo più al 100%. Oppure cerchiamo ogni giorno, anche a nostro rischio pericolo, di somigliare al secondo Pietro, allora significherà che avremo incontrato il Risorto e che siamo cristiani felici.

Buona domenica.

Prima lettura
Gen 12,1-4

Dal libro della Gènesi
In quei giorni, il Signore disse ad Abram:
«Vàttene dalla tua terra,
dalla tua parentela
e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò.
Farò di te una grande nazione
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e possa tu essere una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò,
e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra».
Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore.

Salmo responsoriale
Sal 32

R.: Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.

Seconda lettura
2Tm 1,8-10

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo. Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo.

Vangelo
Mt 17,1-9

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

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