I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO C), di p.Giorgio Bontempi c.m.

da | Feb 13, 2016 | La Parola per la Chiesa | 0 commenti

Deuteronomio 26,4-10;
Salmo 90;
Romani 10,8-13;
Luca 4,1-13

Introduzione alla santa Quaresima
Il tempo di Quaresima è sorto allo scopo di preparare comunità cristiane a vivere la celebrazione della Pasqua: Cristo morto sepolto è risuscitato ( venerdì Santo, sabato Santo e Grande veglia pasquale.
Dal punto di vista teologico spirituale il senso della Quaresima e quello di verificare nella vita del cristiano, come questi si comporta di fronte al male fisico o morale.
Cioè se il cristiano vive la sofferenza sul modello di Cristo nella sua passione, oppure se la vive protestando nei confronti di Dio, perché ad una persona religiosa e onesta, quale si reputa, Dio non doveva permettersi di mandare la sofferenza. Mentre ad altre persone non praticanti E,spesso, anche immorali, tutto nella vita procede bene: questo è un ragionamento pagano.

Lectio

Il brano evangelico che descrive le tentazioni del signore, dimostrare come il Cristo, capo del nuovo popolo di Dio: la chiesa, riesce a vincere le tue indicazioni del male lungo il filo della storia. Mentre l’antico popolo di Israele non riuscì a vincere e tentazioni del male in soccombette, prima alla schiavitù egiziana, poi  ai vari regni Che lo hanno condotto in schiavitù.
Infatti è soltanto seguendo il Vangelo all’interno della chiesa che si può superare i momenti di crisi, causati dai nostri limiti e da quelli degli altri.
Tutto questo è la fede, che è il rapporto con Dio. Quella fede di cui parla il brano del Deuteronomio.

Meditatio

Prima lettura

Dt 26,4-10


Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo e disse:
«Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Aramèo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio».


Salmo responsoriale

Sal 90


      R.: Resta con noi, Signore, nell’ora della prova.
Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido».
Non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie.
Sulle mani essi ti porteranno,
perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
Calpesterai leoni e vipere,
schiaccerai leoncelli e draghi.
«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso».


Seconda lettura

Rm 10,8-13


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, che cosa dice [Mosè]? «Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore», cioè la parola della fede che noi predichiamo. Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.
Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso». Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato».


Vangelo

Lc 4,1-13


Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

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